Calton Hill e l’acropoli di Edimburgo

Immaginate di essere su Calton Hill, di arrivare la mattina presto e di rimanere tutto il giorno ad ammirare il panorama che si gode da lì. Ora dopo ora, vedrete la luce cambiare nel cielo e disegnare in modo diverso i contorni della città, del fiordo e se guardate bene, delle prime colline delle Highlands all’orizzonte. Immaginate ora di girarvi e di guardare la cima della collina. Cosa sono questi edifici dall’aria antica che popolano la sommità di Calton Hill? E lungo i fianchi? Quale storia raccontano queste pietre che dall’alto dominano la Città Nuova di Edimburgo? Ve lo raccontiamo in questo post.

Viaggio in Scozia e Calton Hill

Calton Hill. Fonte: Saffron Blaze (Own work) [CC BY 3.0], via Wikimedia Commons

Origini e storia di Calton Hill

Calton Hill è una delle colline su cui sorge la città di Edimburgo, che da buona urbe, ha anche lei i suoi sette colli. La collina sorge all’estramità occidentale di Princes Street, ed è facilmente accessibile sia per una strada che risale dolcemente i fianchi della collina che per una scalinata che ci porta direttamente in cima. Il panorama del centro antico e moderno della città che si gode da lassù è stato migliaia di volte dipinto e fotografato fino a diventare l’immagine per eccellenza della città di Edimburgo. L’alone di grecità che la caratterizza le dà il nome di Acropoli di Edimburgo, in memoria dei tempi in cui la città era nota come l’Atene del Nord, un soprannome che si era guadagnata durante l‘Illuminismo scozzese grazie al fiorire di menti, all’acceso dibattito filosofico e alla quantità di invenzioni e innovazioni in tutti i campi del sapere che l’aveva caratterizzata.

Vista del North Bridge e Calton Hill in costruzione

Vista del North Bridge e Calton Hill in costruzione. Fonte: Thomas Hosmer SHEPHERD (c.1810 to c.1842) [CC0 PD] via Wikimedia Commons

Momenti salienti della storia della collina:

  • Con un editto del 1456, Giacomo II (James II) concesse alla comunità di Edimburgo la valle e le terre tra Calton Hill e Greenside per ospitare tornei sportivi e altre esercitazioni di combattimento. Una decisione che rientrava nel suo programma di politica militare che prevedeva anche l‘abolizione del golf e del football (proibiti nel 1457) e rendeva obbligatoria la pratica del tiro con l’arco tutte le domeniche. Questa valle, che forma un anfiteatro naturale, veniva anche utilizzata come teatro all’aperto per rappresentazioni di ogni tipo.
  • Nella stessa zona di Greenside nel 1518 si insediarono i Monaci Carmelitani che vi costruirono un piccolo monastero. Come tutti gli altri, fu smantellato in seguito alla Riforma Protestante del 1560 e rimase in disuso fino al 1591 quando cominciò ad essere utilizzato come ospedale per i lebbrosi.
    Streghe al rogo Calton hill viaggio in Scozia

    Streghe al rogo. Fonte: Thomas Hosmer SHEPHERD (c.1810 to c.1842) [CC0 PD] via Wikimedia Commons

  • A quest’epoca Calton Hill era conosciuta come la “Pietra Scura” o la “Roccia Nera” a causa dei suoi fianchi boscosi e scuri che ne facevano un luogo pieno di mistero per gli abitanti di Edimburgo. Un luogo dove inoltre, dall’inizio del XVI secolo fino al 1722, furono bruciate sul rogo moltissime donne accusate di stregoneria. Questo però non era l’unico posto dove queste donne venivano torturate… se volete sapere di più su streghe, fantasmi e leggende, vi consigliamo il nostro Tour dei fantasmi di Edimburgo!
  • Alla fine del secolo XVI e nel XVII, la Collina di Calton e dintorni erano una zona vicina alla città ma che non ne faceva parte. Era però un’area commerciale molto attiva e dinamica e per questo poco dopo venne annessa a Edimburgo con il Decreto di Estensione del 1856.

Un cimitero per la collina

La zona di Calton Hill rientrava sotto il controllo della Parrocchia di Leith, e quando fu annessa a Edimburgo si pose il problema della sepoltura dei morti. Tra la città e Leith, infatti, le persone che avevano diritto ad essere seppellite lì erano moltissime. Inoltre i cimiteri di Edimburgo cominciavano ad essere un po’ troppo affollati e all’interno della città lo spazio non era sufficiente ad ampliarli. Si decise, quindi, di costruirne uno nuovo, molto più grande, proprio ai piedi della collina: il Cimitero di Calton. Era un cimitero gigante per l’epoca tanto che lo si poté facilmente dividere in due quando in mezzo venne aperta la strada che prese il nome di Waterloo Place. Il cimitero ospita alcuni dei monumenti più importanti della città, come il mausoleo del filosofo empirista David Hume, quello in onore dei caduti scozzesi nella Guerra di Secessione Americana o il maestoso Monumento ai Martiri Politici. Troverete tutti i dettagli su questi monumenti nel nostro post dedicato ai Cimiteri di Edimburgo.

Viaggio in Scozia Cimitero di Calton Hill

Calton Cemetery. Fonte: Jonathan Oldenbuck (Own work) [GFDL or CC BY 3.0], via Wikimedia Commons

L’acropoli di Edimburgo

Alla fine del XVIII secolo e durante tutto il XIX si costruirono tutti i monumenti che oggi danno alla collina l’aspetto che conosciamo. La maggior parte di essi è stato progettato dal famoso architetto dell’epoca William Playfair, che sarà poi incaricato anche del progetto degli edifici neoclassici che ospitano le Gallerie Nazionali Scozzesi nella zona di The Mound. Da quel momento in poi Calton Hill diventa uno dei belvedere più amati della Città di Edimburgo.

Osservatorio Calton Hill

Calton Hill, acropoli di Edimburgo. Fonte: Ronnie Macdonald [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

Oggi la zona ai piedi della collina è molto importante per la città perché vi si trova l’ufficio centrale del governo scozzese che ha sede nella St. Andrew’s House e più ad ovest nel Parlamento Scozzese e nel Palazzo di Holyrood. Risalendo la collina rimaniamo affascinati dal meraviglioso panorama dell‘estuario del fiume Forth, della New Town e della Old Town che si può ammirare dalla spianata in cima, ma se guardiamo alla collina stessa troviamo monumenti icona della città come il “National Monument of Scotland” o il “Nelson’s Monument. Vediamoli però più da vicino.

Monumenti

1. Monumento Nazionale di Scozia

La storia di questa costruzione è indubbiamente curiosa. Era stata pensata per essere l’orgoglio della nazione, un monumento in memoria dei caduti delle Guerre Napoleoniche, e finì per essere la vergogna della città. Per quanto possa sembrare strano, è proprio così. Ma allora, cos’è successo all’orgoglio della Scozia?

National Monument of Scotland

National Monument of Scotland. Fonte: Carlos Delgado (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Una semplice occhiata può già farci notare le molteplici similitudini che questa costruzione di pietra vanta con il Partenone di Atene. Ed è proprio ispirandosi a questo monumento e alle glorie dell’Antica Grecia che si scelse di costruire il “partenone” di Edimburgo in cima a quella che avrebbe dovuto essere la sua acropoli. Non potendo resuscitare Fidia, si affidarono i lavori agli architetti Charles Robert Cockerell e William Playfair. Appena tre anni dopo l’inizio dei lavori, però, sorse un problema che dalle nostre parti conosciamo fin troppo bene, i fondi pubblici stanziati per la costruzione del monumento si esaurirono ed è per questo che oggi lo vediamo costruito solo a metà. Gli abitanti della città ne furono talmente feriti che cominciarono a chiamarlo “la vergogna di Scozia” o “la Disgrazia di Edimburgo”, e molti altri soprannomi ironici.

2. La Torre di Nelson

Questa torre è un altro degli innumerevoli monumenti commemorativi di Edimburgo e ricorda il famoso ammiraglio che a molti suonerà familiare: l’ammiraglio Nelson. Proprio lui, quello che sconfisse le flotte francese e spagnola a Trafalgar durante le Guerre Napoleoniche.

Viaggio in Scozia Monumento a Nelson

Monumento a Nelson. Fonte: Kim Traynor (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

I lavori per la costruzione del monumento iniziarono nel 1807. Incaricato della direzione dei lavori fu Robert Burn che aveva progettato una torre a forma di cannocchiale rovesciato, un oggetto sempre associato all’ammiraglio Nelson. Nel 1815 il monumento era quasi terminato quando i fondi si esaurirono e poco dopo lo stesso Burn morì senza vedere la sua opera completa. I lavori furono terminati l’anno successivo con l’aggiunta della torretta merlata sulla cima. Data la vista che offriva quest’ultima, fu possibile visitare il monumento fin dal principio pagando un ingresso – d’altra parte gli scozzesi di marketing se ne intendono! Ancora oggi l’unica cosa che separa il turista da quel panorama sono i 143 scalini e i £4 del biglietto.

La croce bianca che sormonta il monumento ha una funzione particolare e molto pratica. La torre fu costruita dove prima si trovava un traliccio utilizzato per inviare segnali alle navi nell‘estuario del Forth, per permettere loro di sincronizzare gli orologi e gli strumenti di bordo. Per mantenere questa funzione, una palla di metallo che si trova alla base della croce sale lungo l’asta verticale fino a raggiungere il punto di incrocio delle due aste. Il meccanismo veniva azionato originariamente da un timer all’interno dell’osservatorio astronomico a cui era collegato da un cavo metallico. Ma si sa che a Edimburgo la nebbia rende spesso difficile la visibilità, per questo motivo fu istituito il colpo di cannone dell’una in punto che viene sparato al Castello. Oggi il meccanismo del monumento di Nelson viene azionato manualmente in corrispondenza con il colpo di cannone. È possibile osservare il movimento della palla dal Castello stesso che vi consigliamo di visitare con una delle nostre guide per saperne di più su questa usanza e su molte altre storie.

3. Monumento a Dugald Stewart

Calton Hill

Calton Hill – wikimedia.org Andrewyuill

Fu costruito nel 1831 in memoria del filosofo scozzese Dougald Stewart, professore di filosofia morale all’Università di Edimburgo e matematico, una delle grandi menti dell’Illuminismo Scozzese. Dugald Stewart mantenne la cattedra di filosofia morale dal 1786 fino alla sua morte, all’inizio del XIX secolo. La costruzione del monumento in suo onore fu commissionata a William Playfair dalla Reale Società di Edimburgo. Anche questa volta è un monumento ateniese a ispirare Playfair e in particolare il Monumento Coregico di Lisicrate, una struttura circolare sorretta da colonne. Questo come gli altri monumenti di Calton Hill rientra in quel filone che caratterizza il periodo Neoclassico di revival dell’architettura classica e che durante il XVIII secolo era diffuso in tutta Europa.

4. Osservatorio della Città

In città esistono diversi edifici di questo tipo, ma l’osservatorio astronomico per eccellenza è quello che si trova su Calton Hill. All’interno troviamo un telescopio rifrattore di 15 cm nella cupola e uno strumento dei passaggi da 16 cm. Quest’ultimo serve a calcolare il momento del passaggio di una stella per il meridiano locale. Accanto ad esso sorge un altro monumento dedicato questa volta ad un architetto, John Playfair, fratello di quel William Playfair che progettò gli altri monumenti della collina e a cui si deve anche questo, realizzato con la collaborazione di James Craig. Quest’ultimo, ricordiamo, ha portato a termine la pianificazione della Città Nuova.

Osservatorio di Edimburgo

Osservatorio di Edimburgo e Monumento a Playfair. Thomas H. Shepherd [CC0 PD] via Wikimedia Commons

Nella zona che guarda alla Città Vecchia notiamo un altro edificio annerito dal tempo che sembra uscire dal Medioevo. È quello che si conosce come “Royal Observatory” da quando Giorgio IV visitò la Città nel 1822. Anche questo è stato progetttato da William Playfair in stile gotico e successivamente divenne l’osservatorio scientifico dell’istituto di astonomia.

Eventi

Sulla collina di Calton si organizzano diversi eventi durante tutto l’anno, che arrivano a riunire più del 60% degli abitanti della città e tutti i visitatori di passaggio che si trovano da queste parti al momento giusto. Due delle manifestazioni più importanti sono dedicate all’adorazione del fuoco e hanno origine nella cultura celtica.

1. Beltane Fire Festival

È un rituale di passaggio dall’inverno alla primavera che si celebra ogni anno la notte tra il 30 Aprile e il 1 Maggio.
Le sue origini risalgono a tempi ancestrali in cui i celti celebravano il giorno a metà strada tra l’equinozio di primavera e il solstizio d’estate, non solo in Scozia ma anche in Irlanda. In realtà, questa festività è solo una parte del complesso meccanismo delle otto festività che celebrano le stagioni celtiche, tra le quali contiamo anche il famosissimo Samhuinn, meglio noto come Halloween.

Festival del Fuoco di Beltane

Festival del Fuoco di Beltane. Fonte: SixSigma (Own work) [CC BY 3.0], via Wikimedia Commons

Durante questa festa, tradizionalmente, si portava il bestiame alle terre di pascolo dove avevano luogo i rituali del fuoco con lo scopo di proteggere gli animali, i campi e la terra che potevano così continuare a fornire sostentamento alla popolazione. Moltissimi falò venivano accesi per l’occasione con l’idea che le fiamme il fumo e le ceneri proteggessero, portassero salute e ringiovanissero la terra e i raccolti. La gente danzava intorno ai falò a volte saltando anche le braci ardenti.

2. Hogmanay Festival

E’ una delle più importanti feste della capitale scozzese e non è altro che il nome in scott dell’ultimo giorno dell’anno. Come il nostro capodanno inizia la sera nell’anno vecchio e termina la mattina nell’anno nuovo.

Anche le origini di questa festa vanno ricercate nella cultura celtica e in particolare nelle celebrazioni per il solstizio d’inverno. Sembra strano, ma per secoli queste tradizioni si mantennero anche dopo l’introduzione del Cristianesimo in Scozia, e furono abolite solo nel secolo XVI, con la rottura causata dalla Riforma Protestante. Torneranno a vivere alla fine del XVII secolo e da allora si manterranno fino ai nostri giorni. Oggi Hogmanay è uno dei più grandi eventi dell’anno.

Visitare la Scozia Fuochi d'artificio da Calton Hill

Fuochi d’artificio da Calton Hill. Fonte: Robbie Shade [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

La festa comincia con una processione di torce che va da Princes Street a Calton Hill. Le migliaia di partecipanti che invadono le strade in questa occasione sono sempre di più ogni anno. A conclusione della festa vengono lanciati fuochi artificiali dal Castello o dal monumento più famoso della collina, il Monumento Nazionale di Scozia.

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