Guida essenziale per la Scozia… in scozzese!

20 piccoli segreti linguistici del mondo scozzese

Pensate di padroneggiare bene l’inglese? L’avete studiato e vorreste venire in Scozia a visitare il paese e fare un po’ di pratica con la lingua? Ci dispiace deludervi, ma anche se la Scozia è (ancora) parte del Regno Unito e la lingua ufficiale è l’inglese, esistono in realtà diverse parole ed espressioni tipiche degli abitanti di queste terre, che non esistono nel resto della Gran Bretagna. Non disperate quindi se al vostro arrivo in Scozia, dopo le prime parole scambiate con un abitante del posto, non avrete capito un gran chè… semplicemente l’inglese di Shakespeare qui è parlato con qualche variante che all’inizio può scoraggiare, ma dopo aver letto questo post, lo scozzese non avrà più segreti per voi! Abbiamo infatti pensato di stilare una lista delle 20 espressioni più usate in Scots anche ai giorni nostri, per non farvi prendere dal panico nemmeno nelle conversazioni più complicate.

parlare scozzese in Scozia

Manifesto per l’indipendenza scozzese: “AYE or NAE”. Fonte: northhighland.uhi.ac.uk

 

Niente paura, Dinnae fash yersel, it´s just Scottish!

1. Aye

La prima delle sorprese che riceverete dopo essere approdati in Scozia è che ad una semplice domanda la cui risposta si presume sia “YES” vi sarà risposto, contro ogni aspettativa, “AYE“. La pronuncia di questa affermazione è esattamente uguale ad “I” ( io in ingese), pronunciata /ai/. Il vostro primo pensiero sarà sicuramente: “Si sarà fatto male?” E invece gli scozzesi usano queste lettere per differenziarsi dai vicini inglesi. Non solo: ma l’accento scozzese e soprattutto la parola Aye è usata spesso anche dai “cattivi” nei film in lingua inglese, per dare loro un’accezione un pò più rude e suggestiva.

2. Bonnie

Bonnie Scotland

Bonnie Scotland: Fonte [Public domain], via Wikimedia Commons

Se volete usare l’aggettivo “carino“, non provate nemmeno a dire i classici “cute”, “nice” oppure “pretty”, soprattutto se vi riferite ad una persona. La parola da usare in questi casi in Scozia è : ” BONNIE” /boni/. L‘etimologia di questo vocabolo è da ricercare nel francese “bon” (buono), che qui intende la bellezza sia esteriore che interiore di una persona.

Si riferisce spesso alle donne o ragazze ma quest’aggettivo è sicuramente stato reso celebre dalla sua attribuzione al giovane pretendente al trono delle isola britanniche “Bonnie Prince Charlie”. Charles Edward Stuart fu uno dei protagonisti dell’ultima rivolta giacobita culminata nella triste quanto famosa “Battaglia di Culloden”, in cui vennero definitivamente sconfitti i ribelli giacobiti e trionfò la Casa degli Hannover.

3. Coo

Mucca pelosa delle Highlands

Mucca pelosa delle Highlands. Fonte: Ann Harrison (CC BY-SA 2.0), via geograph

Questa parola, che si pronuncia /ku:/, vi tornerà sicuramente utile quando viaggerete verso le Terre Alte di Scozia (Highlands), e avvisterete uno strano animale con una folta pelliccia mai visto prima. No, non parliamo delle numerosissime pecore scozzesi, e nemmeno di un massiccio bisonte un pò fuori luogo, bensì delle famose mucche pelose! Partecipando ad uno dei tour nelle Highlands organizzati da Scozia Tour, come quello per Loch Ness o per Glasgow e i laghi, avrete la possibilità di salutare e forse rubare qualche scatto a questo curioso tipico animale scozzese. Ricordatevi, però, in inglese standard diremmo: “Oh, look at that cow”, mentre qui in Scozia si dirà: “Ei, look at that coo!”.

4. Ceilidh

Se avete intenzione di trascorrere qualche giorno in movimento ma senza andare a scalare montagne, vi consigliamo vivamente di andare ad un Ceilidh (pronuncia: /´keili/). E non significa andare semplicemente a vederlo: il bello è proprio parteciparvi attivamente e divertirsi. Il Ceilidh non è infatti un semplice spettacolo di ballo popolare, ma una vera e propria festa per autoctoni e forestieri, e state pur certi che se vi ritroverete in un Ceilidh, sarete quasi costretti ad unirvi alle danze! Influenzata dalla cultura irlandese, questa danza tradizionale viene ballata spesso ancora oggi nei matrimoni, dove gli scozzesi si presentano sempre addobbati con il kilt d’ordinanza. Un viaggio in Scozia non è completo senza assistere ad uno spettacolo del genere, e Scozia Tour vi propone di godervi questo ballo particolare comodamente seduti a cena, nella Show di musica e danza tradizionale scozzese.

Ballo tipico scozzese

Ballo tipico scozzese. Fonte: Pieter Brueghel the Younger – theredlist.com

5. Ken

Questa parola equivale al verbo inglese “to know”, “conoscere, sapere”. Per cui, se alla domanda che ponete vi aspettate che uno inglese risponda: “I don’t know”, sappiate che invece uno scozzese dirà qualcosa di simile a “Ai deni ken”.

6. Auld

Auld Lang Syne

Auld Lang Syne. Fonte: Toby001 (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Questa certamente è più ovvia poichè deriva dall’inglese “old” (vecchio) ed è una parola particolarmente cara agli scozzesi di Edimburgo perchè proprio questa città fu chiamata per lungo tempo la “Auld Reekie”. Un appellativo considerato affettuoso e tradizionale che deriva dalla parola in scots “reek” (fumo), ma che assumeva in questa denominazione un’accezione relativa al cattivo odore. Il periodo storico in cui fu utilizzata per la prima volta, infatti, vedeva le stradine della città letteralmente ricoperte da liquami e residui organici di ogni tipo, a causa della mancanza di rete fognaria, e dal fumo denso e nero dei comignoli delle case. La storia di Auld Reekie è costellata di episodi oscuri e misteriosi svoltisi in queste viuzze, tra ricchi e poveri che vivenano gomito a gomito in condizioni pessime e ambienti che permettevano il fiorire di attività losche e poco legali… ma se volete saperne di più su questi temi vi consigliamo vivamente il nostro Tour dei fantasmi di Edimburgo, nel quale una guida vi racconterà gli orrori di quei giorni ormai lontani.

Magari la parola “auld” vi suonerà familiare perché l’avrete sentita in una famosa canzone-poesia del celebre scrittore scozzese Sir Robert Burns, nel 1788. Si tratta della canzone “Auld Lang Syne”, famosa in tanti paesi, soprattutto anglosassoni, in quanto si usa solitamente per accogliere l’anno nuovo. Qui in Scozia si recita o canta anche per funerali, lauree e, in generale, in occasioni importanti. Si può tradurre come una sorta di dedica o brindisi in onore ai “vecchi tempi”.

7. Ben

Ben Nevis

Ben Nevis. Fonte Thincat (Own work) Public Domain, via Wikimedia Commons

Questa parola viene direttamente dal gaelico “beinn” ed ha esattamente lo stesso significato di “mountain” in inglese. Per questo, se vi capita di guardare una cartina della Scozia, non scervellatevi per capire cosa significa quel “ben” accanto al nome di ogni cima. Il ben più famoso della Scozia è certamente il Ben Nevis, la montagna più alta delle isole britanniche, con i suoi soli 1344 metri di altezza. Si trova nella parte ovest dei monti Grampiani, molto vicino al paesino di Fort William. Per farvi capire quanto questa montagna sia importante per gli scozzesi, sappiate che quando parlano di “THE BEN” (LA montagna) è proprio a questa che si riferiscono, tanto per la sua altezza, quanto soprattutto per il rispetto che hanno nei suoi confronti perché, nonostante le misure per nulla fuori dal comune, le condizioni climatiche eccezionalmente imprevedibili hanno causato diverse vittime tra coloro che osano scalarla.

8. Firth

Proseguendo con i termini che designano la geografia scozzese, vi sarà utile apprendere che questa parola equivale all’inglese “estuary”, ossia foce, estuario. Quando sentirete dunque parlare del “Firth of Forth”, sappiate che ci si riferisce proprio al fiordo di Edimburgo e non ad un buffo scioglilingua per bambini. Oggi il Firth of Forth presenta ben tre diversi ponti che collegano le due sponde, tra cui il Forth Rail Bridge, il famoso “ponte rosso”, il Forth Road Bridge, attualmente in manutenzione, e il Queensferry Crossing, un ponte nuovo programmato per essere aperto nel maggio del 2017.

9. Hogmanay

Questa parola scozzese si usa per riferirsi all‘ultima notte dell’anno, ossia, la New Year´s Eve per il resto dei britannici e la nostra notte di Capodanno. Questa festa non presuppone solo il conto alla rovescia fino al nuovo anno, ma include anche fuochi d’artificio, canzoni tradizionali, sfilate e molto altro fino all’alba dell’anno nuovo. Scoprite il lungo capodanno scozzese nel post “Hogmanay a Edimburgo”.

10. Hoose

Questo termine viene dall‘inglese “hous” o “hus”, derivante dal tedesco antico “husq”, che gli scozzesi usano per indicare le loro case. Dunque la classica parola inglese “house” (casa) si pronuncia qui /hUs/.

The Hen House, Aberdeen

The Hen House, Aberdeen. Fonte: Colin Smith, (CC BY-SA 2.0), via geograph.org

11. Kirk

Significa letteralmente “church” (chiesa) in inglese, ma si riferisce concretamente alla Chiesa di Scozia. È una parola che esiste in scozzese, in inglese e anche in alcuni dialetti inglesi e tutte queste parole derivano dal greco “Kyriakon”, che significa “la casa del Signore”. Se siete curiosi di conoscere tutte le Kirk di Edimburgo, date un’occhiata al post che abbiamo loro dedicato.

La tron Kirk sul Royal Mile

La tron Kirk sul Royal Mile. Fonte Mike M (CC BY 2.0), via flickr.com

12. Loch

Forse questa è una delle parole scozzesi più conosciute a livello internazionale grazie al famosissimo Loch Ness. Il significato è quello di lago e si pronuncia semplicemente come /lok/. Di conseguenza la nostra frase “andare al lago di Loch Ness” sarebbe un errore, o meglio una ripetizione da evitare. Di seguito una foto di uno dei Loch più belli della Scozia, il Loch Katrine. Visitatelo insieme a noi nel nostro tour a Glasgow, Loch Lomond e Loch Katrine!

Loch Katrine

Loch Katrine. Fonte: John Mcsporran, (CC BY 2.0), via flickr.com

13. Lassie & Laddie

Il primo termine si usa come l’inglese “girl” (ragazza) o “lass” (ragazzina) e fu molto utilizzato nelle poesie e nelle canzoni di Sir Robert Burns. Ad esempio, famosissima è la canzone “My Highland Lassie, O”, dello stesso poeta. “Laddie”, come avrete già capito, si riferisce invece a “ragazzo”, in inglese “boy”. Fate caso anche alle insegne dei bagni, che in alcuni pub tradizionali hanno ancora questa dicitura dialettale per indicare il bagno degli uomini e delle donne.

14. Tattie

Haggis, neeps and tatties.

Haggis, neeps and tatties. Fonte: Tess Watson (CC BY 2.0) , via flickr.com

Questo è uno dei vocaboli che troverete più facilmente quando venite in Scozia, perché è uno dei contorni principali del piatto tipico scozzese per eccellenza: “Haggis, neeps and tatties” cioè “Haggis con purè di rape (turnip) e di patate (potatoes)”. La parola Tattie significa quindi “patata”, che ad esempio diventa l’ingrediente principale di un’altro snack tipico scozzese, il Tattie Dog, semplicemente una crocchetta di patate fritta.

15. Wee

E’ un termine abbastanza informale utilizzato dalla stragrande maggioranza della popolazione scozzese, indipendentemente dall’età, e significa “little”, in inglese, o “piccolo”, in italiano. Si sente spessissimo questa parola soprattutto in bocca ai bambini perché è quello che dicono quando devono fare pipì: “wee wee”.

 

16. Nae Bother

Frase ricorrente per ogni scozzese poiché è la tipica risposta ai loro innumerevoli “thank you” quotidiani. Si potrebbe tradurre come: “non c’è problema” e si pronuncia più o meno come /nei boda/. A proposito, oltre ad usare tantissimo la parola “thank you”, provate a ringraziare gli autisti degli autobus o i camerieri con un “Cheers” distratto. Anche questa è un’altra parola usata molto dagli autoctoni scozzesi. 

17. Cannae & Dinnae

Questi due vocaboli si riferiscono, rispettivamente, alle negazioni “cannot” e “do not”, e la pronuncia sarebbe /canni/ per la prima e /denni/ per la seconda. Dinnae è molto spesso usata nell’espressione “Dinna Fash”, che significa in inglese “Don’t bother”, cioè “non preoccuparti”. La parola Fash significa infatti, “infastidirsi”, “annoy” in inglese, o “disturbarsi” (bother).

18. Shite

Un’altra parola molto comune, che non è però da annoverare tra le più eleganti, è la voce “SHITE“. Non è altro che una forma alternativa di riferirsi alla famosa “shit” inglese. Si pronuncia /?a?t/ ed è un intercalare che certamente non suona bene ma sempre ricorrente ed utile per una moltitudine di occasioni, come ad esempio quando si vuole esprimere ira, malcontento o delusione.

19. Haar

nebbia edimburgo Forth Rail Bridge

“haar”, la densa nebbia di Edimburgo, che avvolge il Forth Rail Bridge. Fonte: George Gastin (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Questa non è tanto un’espressione quanto un termine genuinamente scozzese usato per descrivere la nebbia marina che emerge dal Mare del Nord e ricopre con il suo passaggio tutti i paesini della costa est scozzese, inclusa la capitale. Nonostante i disagi che può provocare, guardiamo il lato positivo e pensiamo che grazie ad essa le temperature spesso e volentieri risultano più alte paragonandole ad altre zone che si trovano alla stessa altitudine ma più lontane dal mare.

20. Crabbit

Questo termine si usa per apostrofare qualcuno non di ottimo umore o proprio irascibile. In inglese sono soliti dire “crabbed” o semplicemente “grumpy”.

“You can´t help being a little bit grumpy. Not if you were just born crabbit”

“You can´t help being a little bit grumpy. Not if you were just born crabbit”. Fonte: – cannycoasters.com Selectively Scottish

 

La nostra lista termina qui, ma i vocaboli tipici scozzesi che fanno parte della loro lingua quotidiana sono molti di più. Vi siete imbattuti in qualche espressione strana in scozzese? C’è qualche parola che abbiamo tralasciato ma che merita di essere conosciuta da chi si affaccia per la prima volta in Scozia? Siamo tutti orecchie! Scriveteci e fateci sapere quello che pensate: siamo sempre pronti ad allungare questa lista per ampliare e rendere più completo questo nostro post. Ogni vostro suggerimento sarà più che benvenuto!

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