Category Archives: Storia e tradizioni scozzesi

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Natale a Edimburgo

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Arriva il momento più magico dell’anno

Ormai lontane le giornate estive di festival e parchi, arriva uno dei momenti più belli dell’anno scozzese, il Natale a Edimburgo.

Tradizionalmente il Natale è un momento che associamo alla famiglia, allo scambio di regali, a canti e suoni e ad abeti ricoperti di luci. Negli ultimi anni, tuttavia, il Natale si è trasformato in un’ottima occasione per viaggiare e per scoprire come le altre culture si preparano a questa festività.
Per cui, se state pensando di trascorrere qualche giorno a Edimburgo o in Scozia, sappiate che l’atmosfera che si respira qui in questi giorni è davvero unica e degna di post!

Fuochi artificiali al castello di Edimburgo

Fuochi artificiali al castello. Fonte: Kim Traynor [CC BY-SA 2.0] via Geograph

Il Natale è speciale a Edimburgo. Già durante il resto dell’anno questa città, con le sue guglie e pinnacoli, ci proietta in un racconto fiabesco. Se a questo incanto aggiungiamo un po’ di neve, luci brillanti, decorazioni originali, musiche e mercatini natalizi, il gioco è fatto! Tra tradizione e festa ci ritroviamo a vivere un Natale che si respira nell’aria, in questa fredda aria scozzese, che proprio “per incanto” diventa il tocco finale per un Natale coi fiocchi!

La tradizione natalizia scozzese è il frutto della commistione tra la millenaria cultura celtica e quella cristiana, senza tralasciare l’influenza della religione protestante e dell’età vittoriana, un cocktail che ci rivela perché il Natale in Scozia sia un evento veramente unico.

Cosa Vedere e Cosa Fare

  • Light Night

Il Natale a Edimburgo comincia presto. A fine Novembre già si accendono le luci, con una vera e propria cerimonia di inizio, la “notte delle luci”. Quest’anno si terrà il 22 novembre, per cui non è necessario arrivare qui in Scozia a dicembre inoltrato per godere dell’atmosfera. Per dare il via alla festa dall’1.30 fino alle 5 di pomeriggio, nelle strade principali della città oltre 50 scuole, comunità e gruppi locali ci apriranno le porte con canti, suoni e balli di Natale. Un bel modo per attendere il momento dell’accensione delle luci dell’albero di natale di The Mound, al centro della città. Si tratta di un abete regalato dalla Norvegia alla Scozia, come ricordo del vincolo storico che è sempre esistito tra i due paesi.
E questo è solo l’inizio.

  • Visita ai Mercatini (dal 20 Novembre al 4 Gennaio)

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Da questo momento ci possiamo far travolgere dai famosi mercatini natalizi. Per comprendere la portata dell’evento diciamo solo che a Edimburgo ce ne sono tre, per tutti i gusti e per tutte le tasche. Scopriamoli insieme:

1. The European Christmas Market

Il più famoso di tutti, un mercato natalizio in grande stile, proprio al centro della città, su Princes Street. Originalmente fu istituito da mercanti provenienti da Francoforte (una provenienza che è una garanzia, quando si parla di mercatini natalizi). Una bella passeggiata vi farà scoprire prodotti tipici, artigianato e gastronomia del Natale di diversa provenienza.

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Mercatini di Natale. Fonte: Ally Crockford (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

2. The Scottish Market

Vicino al primo, nella piazza di St. Andrews, si apre questa specie di villaggio delle Highlands, uno spazio dedicato a prodotti tipici scozzesi. Potete approfittarne per un regalo originale, abbigliamento o artigianato, o anche per degustare cibi e bevande di questa terra.

3. Children’s Market.

È il più recente di tutti i mercatini, adatto ai bambini ma anche agli adulti, si svolge nei Giardini di Princes Street.

A Natale questi giardini (la zona est) si trasformano in Santa Land, l’isola di Santa Claus, un posto in cui è impossibile non divertirsi a Natale. Tra le varie attrazioni un labirinto di abeti, un muro di ghiaccio da scalare, e ovviamente un incontro ravvicinato con Babbo Natale.

Tutti i mercatini restano aperti dalle 10 del mattino alle 10 di sera

Ruota Panoramica Princes Street Edimburgo

Ruota Panoramica. Fonte: M J Richardson [CC BY-SA 2.0] via Geograph

Dopo questa passeggiata siamo ormai entrati dentro il Natale di Edimburgo. A completare l’incanto, l’imponente ruota panoramica, Edinburgh’s Wheel, da cui si può godere di una preziosa vista di una Edimburgo versione natalizia, e l’Edinburgh’s Ice Rink, la pista di pattinaggio sul ghiaccio. Il sottofondo musicale ci accompagna per tutto il tempo!

Il freddo degli spazi aperti non è più un problema. E se ancora lo fosse, tra un acquisto e l’altro, ci rilasseremo con un bicchiere del delizioso Mulled Wine o glügwein, il corrispettivo inglese del vin brulé, un vino speziato servito caldo. Per i più coraggiosi, abbiamo anche la versione scozzese, l’Hot Toddy, una bevanda realizzata con whisky, miele e spezie. Adesso vediamo se avete ancora freddo!

  • Santa’s Run (13 Dicembre)

Il secondo grande evento del Natale scozzese è previsto per il giorno 13 dicembre. Un evento che diventa sempre più popolare.

Maratona di Babbo Natale

Maratona di Babbo Natale. Fonte: Calum Mc Roberts [CC BY-SA] via Geograph

Si tratta di una maratona di 2,5 Km, in cui un solo requisito è valido: tutti i partecipanti dovranno presentarsi travestiti dall’uomo più barbuto del mondo, Babbo Natale, Santa Claus per dirla all’inglese. Una forma molto simpatica e divertente per trascinare amici e familiari in un momento di ilarità che nasconde una molto nobile causa. Il denaro raccolto con la maratona, infatti, viene donato all’associazione “When You Wish Upon A Star”, che si occupa di realizzare i desideri dei bambini malati in tutta la Scozia.

Il percorso comincia alle 11 del mattino dai giardini di Princes Street, previa registrazione nella pagina web della maratona di Santa.

Prezzi:

Adulti £10 ; include il vestito di Babbo Natale
Bambini £5 ( 5-11 anni); include il vestito di Babbo Natale
Bambini £2.50 ( 2-4 anni); include un cappello da elfo

 

Christmas Day: Vigilia e Giorno di Natale (24 e 25 Dicembre)

In Scozia la celebrazione dei giorni di Natale è molto diversa dalla nostra.
La giornata del 24 è dedicata agli amici, si indossano i vestiti migliori, e più eleganti per uscire a riempire i numerosi pub della città e divertirsi a suon di musica, balli, alcol e festa, fino al mattino… Fino al momento dei regali! Il giorno 25 è il grande momento per aprire i regali di Santa Claus, sempre che siano meritati.

Crackers

Crackers. Fonte: Amelia Wells [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

Questo giorno sì è tutto dedicato alla famiglia. Scozzesi e britannici si riuniscono a tavola dove li aspetta un pasto di tutto rispetto completato da ottimi dolci. Per saperne di più abbiamo preparato un post gastronomico che vi farà leccare i baffi.

Piccola curiosità, sulla tavola tutti i commensali incontreranno i famosi “crackers”, il regalo per eccellenza per gli scozzesi a Natale. Si tratta di una specie di caramella gigante di cartone che contiene una sorpresa all’interno. Si gioca due persone alla volta, ognuno tira da un estremo all’altro; strappandosi il cracker fa un botto e chi ha la parte più lunga prende il regalo all’interno.

Questo giorno segna l’inizio delle giornate “calde” del Natale scozzese, un periodo di dodici giorni che finisce il 5 gennaio dell’anno successivo. Questo periodo è conosciuto come “Hogmanay”.

Boxing Day (26 Dicembre)

Non si tratta, come potremmo pensare della giornata dedicata alla box, bensì alla “scatola”. A tutti sarà capitato di ricevere un regalo poco gradito o qualcosa che già abbiamo… gli scozzesi hanno trovato una soluzione geniale a tale problema, evitando per di più di ammassare cose inutilizzate e occupando spazio: donarlo in beneficenza, facile!

Non si conoscono bene le origini di questa tradizione, anche se si pensa sia nata dall’antica abitudine dei padroni di donare i regali ai lavoratori più poveri; un’abitudine simile a quella che si conosce come “strenna” in italiano.

In più, in questi ultimi anni, con il boxing day, si da inizio anche ai saldi, per cui è un momento speciale per fare shopping. Per le donne: attente a non farlo diventare davvero un momento di “box”. Glasgow è la città ideale per incontrare buone offerte. Mentre a Edimburgo, senza dubbio, la New Town è la migliore opzione!

E dopo aver approfittato al meglio degli eventi, della festa, del cibo, della musica e della magia che Edimburgo ci regala, non ci resta che raccogliere e impacchettare decorazioni e alberi e sperare che l’anno prossimo sia un altrettanto Santo e Sereno Natale. Enjoy!

SITI UFFICIALI, ORARI E PREZZI

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Dolci di Natale in Scozia

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A tavola con gli scozzesi

Il Natale in Scozia, si celebra nei parchi, per le strade e nei pub, mangiando con gli amici o in famiglia. Ma cosa si mangia per Natale? Esiste anche in Scozia il tradizionale pranzo di Natale? Ebbene sì, e c’è anche un’enorme varietà di piatti e dolci tipici di questo periodo. Tutti i ristoranti e i pub della città per l’occasione modificano i propri menu. Ognuno ha un piatto speciale, una novità, un sapore particolare. In questo post vi elenchiamo i dolci (ma non solo) che troverete se venite a passare il Natale a Edimburgo. Buon Appetito!

Il pranzo di Natale

Natale è un periodo dell’anno in cui si mangiano piatti molto speciali e in cui i dolci fanno da padroni. Ma i dolci arrivano solo alla fine del pranzo. Prima di questo gustoso momento, sulle tavole degli scozzesi si succedono piatti che non sono affatto da meno. Si comincia con una bella zuppa calda seguita da un piatto principale che di solito è tacchino arrosto, ma che può anche essere spesso manzo, maiale o selvaggina, accompagnati da patate, salsicce o arrosto di pancetta. Soltanto dopo queste, e molte altre, prelibatezze della cucina tipica scozzese, per la gioia dei più golosi, si può finalmente passare ai dolci tipici scozzesi, che si possono trovare nella maggior parte delle pasticcerie, dei ristoranti e nei supermercati di tutte le città della nazione.

Vediamo adesso da vicino quali sono questi piatti e soprattutto questi dolci che ogni Natale, quando riempiono le vetrine, ci fanno venire l’acquolina in bocca.

Christmas Pudding

Christmas Pudding. Fonte: Musical Linguist [GFDL or CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons

1. Christmas Pudding

Il Christmas Pudding, tipico dolce inglese, non è da confondere con un altro piatto della tradizione culinaria scozzese, cioè il Black Pudding, una sorta di sanguinaccio. Il dolce natalizio tipico delle cene britanniche è invece realizzato utilizzando principalmente frutta candita, mandorle e uova, ma può essere arricchito con altri ingredienti a seconda dei gusti. In genere si serve con un pò di cioccolato e una salsa al Brandy o al Rum. Viene preparato durante l’Avvento e consumato il giorno di Natale, quando fa la sua apparizione sulle tavole degli scozzesi decorato da un agrifoglio. Il pudding natalizio viene anche chiamato Plum Pudding, cioè pudding di prugne, probabilmente perchè nei secoli precedenti l’uva passa veniva chiamata Plum in inglese.

Ingredienti:

Uva passa, fichi secchi, bucce d’arancia, albicocche secche, ciliegie secche, melassa, succo d’arancia, mollica di pane, farina e zucchero.

 2. Clootie Dumpling

Clootie Dumpling

Clootie Dumpling. Fonte: Matt Riggott [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

Di fatto, il Clootie Dumpling è la versione scozzese del tipico Christmas Pudding inglese. È molto simile al precedente, ed il nome deriva dal modo in cui viene preparato: l’impasto viene avvolto in un panno (cloot è la forma scozzese di cloth inglese) infarinato, e messo a bollire in acqua, prima di essere tirato fuori, asciugato e messo nel forno per una seconda cottura. Le ricette di questo dolce di Natale variano da regione a regione, dal Fife a Dundee, a seconda di come si sono tramandate le ricette della cucina natalizia tradizionale.

Ingredienti:

Uva passa, ribes rosso, carota, uovo, succo d’arancia, mollica di pane, pepe di cayenna, latte, farina, burro e zucchero.

Cranachan Pudding

Cranachan Pudding. Fonte: Smabs Sputzer [CC BY 2.0] via Flickr

3. Crannachan

Nonostante in origine fosse un dolce consumato principalmente in estate a causa della stagionalità dei suoi ingredienti, oggi il Crannachan viene servito durante tutto l’anno e specialmente in occasioni speciali, come il periodo di Natale. Una volta a base di crowdie, un formaggio spalmabile tipico di queste zone, e raccomandato prima di una sessione di Ceilidh, la famosa danza scozzese, perchè alleviasse gli effetti dell’alcohol, questo dolce natalizio viene realizzato con i migliori prodotti tipici della Scozia: a base di panna e avena, e aromatizzato con un tocco dei migliori whisky scozzesi. In genere lo si serve in una coppa di vetro che permette di vedere il contrasto tra il rosso dei frutti di bosco e il bianco della panna, ma alcuni ristoranti vi presentano gli ingredienti in coppette separate e vi permettono di mescolarli a vostro piacimento.

Ingredienti:

Panna montata, lamponi, cranberry, fiocchi d’avena e un goccio di whisky.

Mince Pie

Mince Pie. Fonte: Jmb [GFDL, CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons

 

4. Christmas Pie o Mince Pie

Anche questa simile ad un altro piatto salato tipico scozzese, la Christmas Pie fa risalire le sue origini al XIII secolo, quando i crociati, ritornando dal Medio Oriente, portarono con loro le influenze della cucina araba, dove la carne veniva servita spesso con frutta e spezie. Al contrario della Meat Pie, questa versione dolce del famoso cibo tradizionale ha eliminato la carne dagli ingredienti, ed oggi è un tortino di pasta sfoglia ripieno solo di frutta secca e spezie. Questa ricetta ha acquisito un carattere natalizio durante l’epoca Vittoriana e oggi è uno dei dolci più diffusi soprattutto nel mese di Dicembre in tutto il Regno Unito e negli altri paesi del mondo anglosassone.

Ingredienti:

Uva passa, mele, buccia d’arancia, ribes rosso, succo d’arancia e brandy, mandorle, farina, zucchero, burro e uovo.

Christmas Cake

Christmas Cake. Fonte: James Petts [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

5. Christmas Cake o torta di Natale

Molti paesi presentano tra i dolci di Natale una torta di frutta candita e mandorle, e il Regno Unito non poteva essere da meno. La classica Christmas Cake, o torta di Natale, è un tortino di marzapane ripieno di frutta candita e di solito ricoperto con una glassa di zucchero che viene decorata con motivi natalizi, come alberi di natale o pacchetti regalo. La versione scozzese di questo dolce è la Dundee Cake o Whisky Dundee, chiamata così in onore alla città della costa Est e di uno dei suoi principali ingredienti, il tipico whisky scozzese. Fatta principalmente con mandorle, sembra che questa versione sia stata creata originariamente per la Regina Maria Stuarda, e ancora oggi accompagna la Regina Elisabetta II durante l’ora del tè.

Ingredienti:

Farina, burro, zucchero, marmellata di albicocche, uova, mandorle, ciliegie candite e latte.

Yule Log

Yule Log. Fonte: ABPend [CC BY-SA 2.5], from Wikimedia Commons

6. Yule Log

Tra i dolci che si rifanno alle antiche tradizioni scozzesi dei popoli celti, troviamo anche lo Yule Log. È un dolce a forma di tronco (Log) simile al rotolo tedesco e di cui se ne trovano diverse versioni anche in Francia, spesso ricoperto di glassa o cioccolato. Yule era il nome dell’antica festività pagana che si celebrava durante il solstizio d’inverno, intorno al 21 Dicembre: durante questo periodo, un ceppo veniva lasciato ardere per tutta la notte, per celebrare l’arrivo delle giornate più lunghe. Nonostante la tradizione sia legata al mondo druidico, ancora oggi molti scozzesi lasciano bruciare un tronco nel loro focolare da Natale fino all’Epifania.

Ingredienti:

Uova, farina, zucchero, cacao, panna montata e cioccolato fondente.

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Shortbreads. Fonte:Dave souza (Own work) [CC BY-SA 2.5], via Wikimedia Commons

7. Shortbread

Il biscotto più famoso della Gran Bretagna ha le sue origini proprio in Scozia, durante il XII secolo. In origine era un prodotto piuttosto caro e non tutti se lo potevano permettere, per questo lo si mangiava solo in occasioni speciali come Natale, Hogmanay (Capodanno) o durante i matrimoni. Oggi, anche grazie alla diffusione e alla facilità di reperire i suoi ingredienti, è un dolce famosissimo che si trova un po’ dappertutto e costituisce la maggior parte dei souvenir riportati a casa dopo una vacanza in terra scozzese. Chiave del suo successo: la semplicità della preparazione.

Ingredienti: Una parte di zucchero, due di burro e tre di farina.

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Biscotti allo zenzero. Fonte: Gaetan Lee [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

8. Biscotti allo Zenzero o Gingerbread

Se i biscotti di cui abbiamo appena parlato sono famosi e apprezzati in tutta la Scozia, questi altri non lo sono meno. I loro più grandi fan sono i bambini, forse per la loro tradizionale forma di omino. Sono i famosi omini di pan di zenzero, o Gingermen, ma in realtà le forme e gli ornamenti con cui li troviamo possono essere tanti, e ce n’è davvero per tutti i gusti. Nel periodo di Natale questi omini fanno la loro comparsa su moltissime tavole britanniche, soprattutto all’ora del tè, e in tantissime vetrine di pasticcierie, incantando il desiderio di grandi e piccini.

Ingredienti:

Sciroppo, zucchero, burro, panna, zenzero, cannella, farina.

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Rumbledethumps. Fonte: Glane23 (Own work) [CC BY-SA 3.0 or GFDL], via Wikimedia Commons

9. Rumbledethumps

Nel nostro lungo elenco di dolci, vale anche la pena accennare ad un altro piatto tradizionale della tradizione natalizia scozzese, ovvero il Rumbledethumps. Preparato sia come piatto principale, ma anche come contorno, è tipico degli Scottish Borders, la zona meridionale della Scozia al confine con l’Inghilterra. Un piatto simile, però, si prepara anche più al nord, nell’area di Aberdeen, dove è conosciuto con il nome di Kailkenny. In realtà, poi, anche Irlanda del Nord e Inghilterra hanno le loro versioni e i loro nomi per questa salutare portata. In sostanza, si tratta di una sorta di purè arricchito con verdure cotte, che vengono arrostite e alla fine gratinate. Senza dubbio un delizioso modo di mangiare sano a Natale, quando regnano i dolci e le calorie.

Ingredienti:

Patate, verza, cipolla, formaggio e pepe nero.

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Afternoon tea. Fonte: Per Mosseby [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

10. Afternoon tea

Non possiamo chiudere questa lista senza accennare qualcosa al famoso “tè delle cinque”, che più che un piatto è un vero e proprio evento tipico delle isole britanniche. Nato nel XIX secolo, ancora oggi molti bar, ristoranti ed hotel offrono la possibilità di indulgiare in questa pausa pomeridiana, dove però non vengono quasi mai serviti biscotti. Partecipando ad un afternoon tea potrete gustare, invece, deliziosi mini-sandwich con uova, cocomeri o altre erbe particolari, insieme alle tipiche scones sia dolci, con marmellate e burro, che salate. Anche le torte sono un ingrediente ben accetto, come la famosa Victoria Sponge, a base di panna e marmellata di lampone.

Se pensate di visitare la città di Edimburgo durante le feste natalizie, date un’occhiata agli eventi e agli spettacoli a cui potete assistere mentre siete nella capitale Scozzese. Le tante possibilità di divertirvi e fare esperienza delle tradizioni scozzesi e le accese celebrazioni per Hogmanay, il Capodanno scozzese, vi permetteranno di passare una vacanza unica ed indimenticabile.

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Halloween in Scozia

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Al confine tra la luce e l’oscurità

Halloween è una festività di fama internazionale che negli ultimi anni si celebra anche in paesi che originariamente avevano altre abitudini, come l’Italia. La Scozia invece è uno dei paesi in cui questa festività è sempre stata una tradizione, anche se qui ha un sapore celtico tutto particolare. A Edimburgo, come nel resto del paese si organizzano una serie di eventi ai quali partecipano moltissime persone, sia tra gli autoctoni che tra i viaggiatori che si trovano a passare da queste parti proprio al momento in cui il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si fa più sottile.

Alcuni degli elementi tradizionali di cui tutti abbiamo certamente sentito parlare, sono presenti anche qui in Scozia tra cui:

  • il tradizionale “dolcetto o scherzetto”
  • gli spaventosi costumi da fantasma o da scheletro
  • i costumi da strega, quelle con il naso lungo e appuntito

Questi e molti altri ingredienti contribuiscono a creare tutto un filone culturale legato ad una festa di natura, in realtà, molto più complessa. Una festa che nasconde un fondo più antico legato alle credenze sul mondo del soprannaturale e al culto dei morti.

Halloween

Halloween. Fonte: Johnny Martin ecdl (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Ma per capire meglio quali misteri nasconde Halloween in Scozia dovremo addentrarci un po’ di più nella sua storia.

Origine di Halloween

Halloween si festeggia l’ultimo giorno di ottobre, a metà tra l’Equinozio d’Estate e il Solstizio d’Inverno. Questa data segna un momento di cambiamento nel rapporto tra la notte e il giorno. È la fine del raccolto, il momento in cui ci si prepara per l’oscuro e freddo inverno che si avvicina. È il punto di non ritorno!

Per capire perché si è scelta proprio questa data, dobbiamo rivolgere l’attenzione all’ossevazione delle stelle. In effetti, la stessa data ha un valore simbolico in moltissime culture e nei paesi celtici in particolare, dato che qui le ore di oscurità in inverno superano di gran lunga quelle di luce. Questo spiega anche l’importanza che il sole acquista nelle credenze dei popoli celtici.

Croce Celtica - Knock, Irlanda

Croce Celtica – Knock, Irlanda. Fonte: Sebd (Own work) [GFDL, CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons

Tra i Celti era diffusa la credenza che un giorno all’anno la linea che separa il mondo dei vivi da quello dei morti si assottiglia. Questo permetterebbe ai morti di attraversarla e, per una notte, camminare al fianco dei vivi. Quella notte era conosciuta come la notte dei morti, delle streghe, o semplicemente Halloween.

La parola Halloween deriva da una corruzione delle parole anglosassoni “All Hallows Eve”, ovvero la vigilia di tutti i santi. Ci viene subito in mente la tradizione latina del giorno di Tutti i Santi che è proprio l’1 di Novembre. Sarà che in quel punto le due tradizioni si toccano?

Ma torniamo a parlare degli spiriti. Era in quest’epoca dell’anno che la gente entrava in contatto con i propri antenati, con il proprio passato, cercando in qualche modo di trovare la propria identità. Al contrario di quanto avviene nella nostra cultura, quei popoli vivevano in totale armonia con la morte, che non era altro che uno dei passaggi della vita delle persone.

La percezione della morte da queste parti è ancora molto simile ad allora. Per rendersene conto basta fare un giro in uno qualsiasi dei tanti cimiteri della città di Edimburgo, che qui sono aperti 24 ore su 24. Se vi interessa questo argomento abbiamo un post dedicato ai cimiteri di Edimburgo, oppure, per una visita completa, seguite uno dei nostri tour dei fantasmi in italiano: da accapponare la pelle…!

Halloween in Scozia

Come dicevamo, Halloween è l’ultimo giorno di ottobre (il 31). In Scozia, però, la notte degli spiriti e dei fantasmi, sempre il 31 ottobre, si chiama Samhuinn.

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Samhuinn-2013. Fonte: Richard-Winpenny, beltanefiresociety.com

Le origini di Halloween in Scozia sono avvolte da un alone di mistero, come e più che nel resto del mondo anglosassone. Per molto tempo, infatti, il paese è rimasto isolato dalle influenze centro-europee, ossia dagli elementi culturali legati all’Impero Romano prima e al cristianesimo dopo. Tali influenze raggiunsero la Scozia solo più tardi e l’impatto che avrebbero potuto avere venne assorbito dalle tradizioni celtiche ormai fortemente radicate. Il risultato di questo processo si vede nelle tradizioni ancora molto sentite nella Scozia odierna.

Non solo nei pittoreschi paesini del nord della Scozia, ma ancora di più a Edimburgo, la capitale, possiamo assistere alle celebrazioni di questa festa la cui importanza non è affatto diminuita nel tempo. Per le strade della Old Town e della New Town di Edimburgo le vetrine dei negozi, i pub, i caffé, i supermercati e ogni tipo di locale si riempiono di decorazioni tipiche di Halloween.

Cosa si fa e cosa si mangia ad Halloween in Scozia

Il modo di festeggiare Halloween in Scozia è ancora più particolare. Perfino Robert Burns, il poeta nazionale, si vanta delle celebrazioni nella sua poesia intitolata appunto “Halloween” nella quale descrive tutte le più bizzarre abitudini “halloweeniane” degli Scozzesi.

  • La mela è il frutto protagnista della festa, sia per mangiare che per giocare:
    Dooking, una delle attività più divertenti: in un barile pieno d’acqua galleggiano delle mele. La sfida è riuscire a prenderle senza l’aiuto delle mani.
    – Le mele caramellate: il dessert preferito dei bambini.
  • Le castagne hanno un ruolo molto importante nelle mangiate di fine ottobre, soprattutto arrostite in quella che si chiama la Crack Night, dallo scoppiettio delle castagne nel fuoco.
  • Jack-o-Lantern: Sono le famosissime lampade realizzate con le zucche svuotate. Una delle tradizioni che da queste parti si conservano più gelosamente.
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dooking. Fonte: Caleb Zahnd from USA (Bobbing for apples) [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

Questi sono solo alcuni degli esempi di quello che possiamo trovare qui. Per saperne di più dovrete venire qui in Scozia e andare alla scoperta di tutte le abitudini e le tradizioni.

Samhuinn, l’incontro tra la luce e il buio

La notte delle streghe di Edimburgo riluce di costumi colorati. Le strade sono illuminate dal fuoco di centinaia, se non migliaia, di torce che danzano cullate dal vento dalla Royal Mile a Calton Hill. Il ritmo delle percussioni si impossessa della gente che popola la città in questa magica notte. La Old Town è il palcoscenico improvvisato della compagnia “Beltane Fire Society”, che ricorda le antiche cerimonie celtiche. La compagnia porta il nome dell’altra grande festività del calendario celtico, Beltane appunto.

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Processione di torce a Calton Hill. Fonte: photojenni [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

Due processioni si dirigono verso la cattedrale di Edimburgo portando delle torce. Un gruppo parte dal castello e porta vestiti scuri simbolo della notte, un altro viene dalla direzione opposta vestito con colori brillanti azzurri e verdi, simbolo della luce. Fanno parte delle due processioni personaggi di altri mondi come scheletri o animali mitologici. Arrivati alla cattedrale il regno della luce passa il testimone alla notte.

Nel mentre, su Calton Hill, il fuoco la fa da padrone con i bonfires. Si tratta di un enorme falò attorno al quale danzano migliaia di persone.
È una notte in cui le tradizioni più antiche incontrano il teatro e la danza contemporanei creando uno spettacolo incredibile.

Halloween in Scozia e le streghe

Parlando di Halloween in Scozia non possiamo non parlare di streghe e di magia, così presente anche oggi nella capitale scozzese.

L’origine della figura della strega va ricercata in quel bisogno atavico dell’uomo di comunicare con il mondo degli spiriti. Nel corso della storia e nei diversi ambiti culturali, si trovano sempre figure di interpreti, di intermediari che garantiscono una corretta relazione tra i due mondi. Nella tradizione celtica questi interpreti sono i druidi, i saggi del villaggio che ottengono tale posizione grazie alla loro esperienza e al loro contributo alla vita del gruppo.

Samhuinn 2012 by Klara Osickova

Samhuinn 2012. Fonte: Klara Osickova via beltanefiresociety.com

Col passare del tempo e l’incursione di nuove religioni nel mondo celtico, questi saggi finirono per essere confinati ad un cantuccio della religione. Agli uomini, anche se non avevano più lo stesso peso sociale, rimase il ruolo di maghi e stregoni, un ruolo tutto sommato positivo. Le donne invece vennero considerate streghe, figure maligne, da allora maledette e perseguitate per secoli.

Ebbene sì, anche la Scozia ha la sua leggenda nera della caccia alle streghe. La psicosi delle streghe già serpeggiava in queste terre, ma la persecuzione vera e propria ebbe inizio quando il re Giacomo VI decise di liberare il suo paese dal “male” che affliggeva gli scozzesi. Il re scrisse perfino un libro-guida che fosse di ispirazione ad ogni buon cacciatore di streghe, il “Daemonologia”. Potrete ascoltare di più di queste storie anche nel tour di Harry Potter e dei castelli inglesi, oppure tutte le sere con il tour a piedi dei fantasmi di Edimburgo.

Dalla spianata del Castello di Edimburgo fino a Calton Hill, sono molti i luoghi testimoni di quell’oscuro passato in cui i cacciatori di streghe terrorizzavano la città. D’altra parte Edimburgo è anche piena di negozietti dedicati al mondo della stregoneria e della magia che possono essere una tappa interessante per i viaggiatori.

Zucca di Halloween. Fonte: Toby Ord (CC BY-SA 2.5), via wikipedia.org

Avete ormai la chiave per godervi al meglio Halloween a Edimburgo. Non dimenticate che se siete in Scozia la notte di Halloween e qualcuno bussa alla porta, potrebbe essere un gruppo di bimbi travestiti da mostri che esclamano il tipico “trick or treat”, o magari un qualche spirito di passaggio che decide di passare questa notte con gli altri famosi fantasmi che abitano questa misteriosa città…

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La Pasqua in Scozia

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Come vivono gli scozzesi la Settimana Santa e la Pasqua?

Molto spesso la Settimana Santa e la Pasqua sono una delle occasioni che si ha per viaggiare e scoprire nuove tradizioni. In questo post vi racconteremo come si celebra questa importante festività in Scozia: infatti, anche se si tratta di un momento che appartiene e si celebra in tutta la comunità cristiana, anche in questo campo, gli scozzesi presentano qualche peculiarità che vale la pena di menzionare. Ecco a voi, dunque, una breve rassegna su come si vive questa settimana fuori dai confini della terra della colomba, delle processioni e dell’agnello. Una rassegna che vi farà scoprire altre affascinanti tradizioni al di fuori delle uova di cioccolato e della gita fuori porta del lunedì dell’Angelo.

Cos’è la Pasqua?

Crocifissione, Raffaello Sanzio

Crocifissione. Raffaello Sanzio. Public Domain via Wikimedia commons

In Scozia la Pasqua si conosce con il nome di Easter, e come sappiamo è la commemorazione della passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo nel terzo giorno dopo la Crocefissione sul Golgota, come raccontato nel Nuovo Testamento. Si tratta del culmine della Passione del Cristo che è stata così tanto rappresentata, e celebrata, per mostrarci quanto soffrì per la salvezza dell’Umanità. È anche poi il compiersi della Quaresima: i quaranta giorni di digiuno, preghiera e penitenza.

Il nome “Easter” proviene dall’inglese antico “eastre”, una parola che deriva dal tedesco “Ostern” che si riferisce alla celebrazione della Pasqua e che si crede provenga dal nome di una dea relazionata con i temi della fertilità e della primavera, e che si conosceva con il nome di Austron”. Furono quindi i cristiani anglosassoni che adottarono questo termine e lo legarono al rito religioso della Resurrezione di Cristo.

L’ultima settimana della quaresima è quella che noi celebriamo come la Settimana Santa. Qui prende il nome di Holy Week e in essa troviamo i giorni del Eastrer Triduum” (Triduo Pasquale): il periodo di tre giorni che comincia con il “Maundy Thursday” (Giovedì santo) e che termina con le ultime preghiere della Easter Sunday” (Domenica di Pasqua) nei quali si ricordano la dolorosa passione, la morte e la resurrezione di Gesù.

Cosa si mangia a Pasqua in Scozia

Hot Cross Buns

Hot Cross Bun. Fonte: fabiform [GFDL or CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons

Qui si dice che la Pasqua si celebra più o meno come in qualsiasi altro paese cristiano, ma se veniamo a vistare questi luoghi in queste date, ci troveremo di fronte a tradizioni mai viste. Per esempio uno dei dolci tipici di questi giorni qui si chiama “hot cross bun” ed è un piccolo pane dolce che si serve caldo e che porta una croce di zucchero disegnata. Si tratta di un impasto dolce e speziato che si decora con uvetta e che si mangia tradizionalmente il Venerdì Santo, non solo qui, ma anche in Canada, Sudafrica, Australia e Nuova Zelanda. Sembra che, persino prima dell’enorme espansione della religione cristiana durante l’alto medioevo, già si contrassegnassero i pasticcini con un segno a forma di croce perché si credeva che “spaventasse gli spiriti maligni evitando che il pane diventasse raffermo o stopposo”.

Agnello arrosto di Pasqua

Agnello arrosto di Pasqua. Fonte: orangem [CC0 PD] via Pixabay

Era un dettaglio che tutti i fornai o pasticceri conoscevano e che i clienti cercavano. Potremmo dire che nel mondo degli affari di quell’epoca il marketing, la devozione e la superstizione avevano un ruolo importante. A partire dalla Riforma Protestante, la vendita degli Hot Cross Bun fu proibita tranne che in occasioni speciali, come il Venerdì Santo, ed era prevalentemente fatto in casa per non incorrere nelle salate sanzioni. Probabilmente ormai erano solo il pane, le torte e le paste a portare la croce per celebrare il Venerdì Santo nel contesto delle preghiere e benedizioni per l’adorazione della Crocefissione. A partire da questo momento i dolci con questo segno cominciarono ad essere considerati qualcosa di unico e speciale, e già dal secolo XVII venivano chiamati “Good Friday Buns” e si consideravano dolci per le classi più umili che si concedevano il piacere di mangiarli, come omaggio, durante le feste pasquali. Verso il secolo XVIII nelle città più grandi questi dolci si vendevano quasi tutti i giorni della Settimana Santa ed era impossibile non notarli perché i mercanti li pubblicizzavano gridando per le strade: “One larger-a-penny, tow smaller-a-penny, hot cross buns!” (Uno grande per un penny, due piccoli un penny, hot cross buns!). La prima volta che si usa il nome “Hot Cross Buns” per questi dolci risale alla metà del secolo XVIII, come vediamo registrato in un poema che fu composto in loro onore:

Cranachan Pudding

Cranachan Pudding. Fonte: Smabs Sputzer [CC BY 2.0] via Flickr

“Good Friday comes this month—the old woman runs
With one or two a-penny hot cross buns,
Whose virtue is, if you believe what’s said,
They’ll not grow mouldy like the common bread.”

Lo potremmo tradurre più o meno in questo modo:

Il Venerdì Santo arriva questo mese- la vecchia signora corre
Con uno o due hot cross bun per un penny
La cui virtù, se credete a quanto si dice,
è di non diventar mai raffermi come succede al pane comune.”

Qualcosa che invece gli scozzesi hanno in comune con altre culture è il costume di fare un grande pranzo familiare la “ Easter Sunday” (Domenica di Pasqua). Normalmente il piatto principale è un arrosto di agnello, il “Roast Lamb”, mentre a Natale è di solito preferito il tacchino. Il menù tipico si apre con un primo piatto leggero, come ad esempio una zuppa o una crema di carote con coriandolo, di patate o rape; creme di porri e patate; zuppe di cavolfiori e pancetta, ecc.. Il piatto principale, come dicevamo, consiste in un bel taglio di carne come agnello o vitello e, per finire, un dessert che di solito presenta una buona dose di zucchero: profitterol con cioccolato, torta di mele o il famoso dessert di lamponi Scottish Cranachan”.

Cosa si fa a Pasqua in Scozia

Uova di Pasqua dipinte

Uova di Pasqua o “Easter Eggs”. Fotne: geralt [CC0 PD] via Pixabay

Mangiare dolci durante le feste importanti è qualcosa a cui siamo abituati, ma una delle tradizioni più famose del Regno Unito, l’“Egg Rolling Contest” sicuramente vi sorprenderà! Potremmo tradurlo come “La corsa delle uova rotolanti”. Vista la grande espansione dell’impero britannico, questa usanza è diffusa in molti luoghi del mondo come Asia, America, Canada, ma qui nel Regno Unito presenta alcune peculiarità. Questa gara consiste nel prendere delle uova, decorarle ben bene e lanciarle giù per le colline più verdi delle città ricordando così una festa millenaria che ha origine nel contesto della Pasqua ebraica. Il nome di questa festa era “Passover”, e oggi la si conosce come “pace-egging” (letteralmente “a ritmo di uova“). Alcuni dei luoghi più tradizionali per la celebrazione di questo evento, che oggi si è convertito quasi in una competizione, sono: Penrith, la collina di Bunkers a Derby e la nostra amatissima collina di Arthur’s Seat a Edimburgo. Anticamente, le uova si avvolgevano in bucce di cipolla e si bollivano cosí da assumere una colorazione dorata, oggi semplicemente si dipingono. Le uova erano un simbolo tradizionale di fertilità e rinascita già nella cultura pagana, più avanti il cristianesimo accolse questa tradizione per rappresentare, durante il periodo della Settimana Santa, l’uscita del Cristo dal sepolcro, con la rimozione della pietra che bloccava l’entrata della tomba, e la sua risurrezione.

In questa festa a Edimburgo è coinvolta non solo la Arthur’s Seat, ma anche la Hopetoun House di South Queensferry, dove si realizza ciò che si conosce come Easter Egg stravaganza”, che si celebra durante la “Easter Sunday”. In questa occasione si insegna ai bambini, e perchè no, anche agli adulti più curiosi, a dipingere le uova e lanciarle nel modo giusto giù per una collina, e si fanno altre attività divertenti per partecipare a tutte le tradizioni della celebrazione della Pasqua insieme a tutta la famiglia. D’altronde, non potevamo aspettarci diversamente da una delle città più family friendly che ci siano, a misura di bambino.

Coniglietto pasquale

Coniglietto Pasquale o “Easter Bunny”. Fonte: eismanhans [CC0 PD] via Pixabay

Nel contesto delle famose “Easter Eggs”, come non menzionare l’illustre “Easter Bunny” (il coniglietto pasquale). Si tratta di un personaggio fantastico, rappresentato da un coniglio con un aspetto furbetto e simpatico che si dedica a portare le famose uova per la corsa. L’origine di questa figura sembra risalire alla Germania luterana, quando a questa “Easter Hare” (qui riferendosi alla lepre pasquale) si diede un ruolo “giudiziario” molto importante: si incaricava di decidere se i bambini si erano comportati bene o male all’inizio della Settimana Santa, un po’ come fanno Santa Lucia o Babbo Natale durante il periodo natalizio. Secondo la leggenda, portava uova colorate in un piccolo canestro accompagnate da dolci e, a volte, giocattoli per i bambini buoni.

La rappresentazione di lepri (hare) e coniglietti era abbastanza comune già durante il Medio Evo quando ancora resisteva l’ancestrale credenza che fossero ermafroditi. L’idea che una creatura potesse riprodursi e dare la vita senza perdere la sua verginità portò a una associazione diretta di tali creature con la Vergine Maria. Per questo troviamo queste figure incise in miniature, manoscritti e affreschi dell’epoca pre-cristiana e dell’alto medioevo. Si arrivò a consacrare tanto questa figura che finí per simbolizzare persino la santa Trinità, ed è per questo che si possono trovare rappresentazioni di tre lepri legate l’una all’altra a formare una specie di cerchio nei luoghi più prominenti degli edifici religiosi, come per esempio, nei frontoni e nei portali di accesso ai templi.

Rappresentazione di tre lepri nel Paderborner Dom, Germania

Rappresentazione di tre lepri nel Paderborner Dom, Germania. Fonte: Zefram [GFDL or CC BY 3.0-2.5-2.0-1.0], via Wikimedia Commons

Come vediamo, simboli molto importanti per la Chiesa, che furono addirittura collegati a emblemi massonici. Esiste anche una leggenda secondo la quale “un giovane coniglio aspettò ansioso per tre giorni che il suo amico Gesù finisse le sue preghiere nel giardino del Getsemani (ai piedi del Monte degli Olivi a Gerusalemme)” prima di essere arrestato dalle truppe di Ponzio Pilato. La mattina seguente Gesù tornò al giardino per essere ricevuto dal suo amico. Il pomeriggio dello stesso giorno si ritrovò una pianta di ortica in fiore, ma al centro del fiore c’era l’immagine di un coniglio in ricordo del piccolo e fedele amico di Gesù. Si racconta che poi il coniglio rimase a guardia del santo sepolcro e fu testimone della risurrezione. Quando vide Gesù uscire dalla tomba, si rese conto che doveva dare questo messaggio all’umanità intera. Al fine di farsi comprendere da tutti decise di usare il simbolo delle  uova  (dalle quali rinasce una nuova vita), e le dipinse per mostrare che si trattava di una buona notizia. In generale sia i conigli che le lepri e le uova sono sempre stati simboli associati alla fertilità e alla vita. Questi animali molto prolifici portano uova tradizionalmente nelle date vicine all’equinozio di primavera, quando vengono alla luce i loro cuccioli e che di solito coincidono con la festa della Pasqua.

Dopo questa breve rassegna abbiamo potuto vedere come la “Easter”  non sia una data triste da queste parti, al contrario è un’occasione piena di allegria, come si può ben intendere dalla presentazione di diversi manicaretti che si gustano in famiglia. Per finire possiamo aggiungere che questi giorni sono molto attesi dagli studenti. Nel periodo di vacanza, infatti, di solito festeggiano con le famiglie in case di campagna, parchi naturali, visitando castelli e un infinità di monumenti che si trovano in questo Paese, o partecipando alle innumerevoli battute di caccia alle uova di Pasqua.

Inoltre, la Pasqua può essere un ottimo periodo per visitare la Scozia. Grazie al clima un pò più clemente e agli eventi che si organizzano per quella settimana, anche gli appassionati di cultura potranno trovare di che divertirsi. Il “Festival Internazionale della Commedia di Glasgow” si tiene proprio in quei giorni, e per gli amanti della scienza, anche l’acclamato “Festival Internazionale della Scienza di Edimburgo” coinciderà quest’anno con la Settimana Santa. Se però ancora non siete convinti, date un’occhiata agli altri festival che Edimburgo ha in serbo per quest’anno. Ma se verrete a passare le vacanze di Pasqua in Scozia, ora sapete già qualcosa in più sulle sue tradizioni, i piatti tipici e gli eventi speciali che si preparano per questa grande festa. Non vi resta che provarle di persona!

Buona Pasqua a tutti e a presto qui a Edimburgo!

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I Massoni e la Cappella di Rosslyn

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Le origini della massoneria

La massoneria è la società esoterica più antica del mondo. Appare in Europa con oscure origini nel XVII secolo e oggi esiste in varie forme in tutto il mondo, con circa 150.000 membri in Scozia e Irlanda, più di un quarto di milione in Inghilterra e due milioni negli Stati Uniti.

Cavalieri templari

Cavalieri templari. Fonte: Wikimedia Commmons [CC0 PD]

Non è mai stato ufficialmente dimostrato quali siano le origini della massoneria. Esistono però varie congetture sul suo sviluppo. La maggior parte degli storici è d’accordo nell’asserire che l’origine di questa organizzazione risale all’epoca delle Crociate nel XII secolo, e si deve ai Cavalieri del Tempio, chiamati anche Templari.

Il primo a convocare una Crociata fu Papa Urbano II. Spinto dal desiderio di contrastare la candidatura di un rivale al papato, convinse i re e gli aristocratici Europei a combattere una Guerra Santa contro i musulmani con l’intento di strappare loro le terre in cui vivevano. Nel 1095 in seguito al consiglio di Clermont un enorme esercito di crociati composto sia da militari di carriera sia da decine di migliaia di persone comuni si spinse ad Est.

Nel 1099 i Crociati conquistarono la città di Gerusalemme e ne fecero la capitale di un nuovo Regno Latino. Più tardi i Crociati cercarono di mantenere la propria posizione in Medio Oriente al fine di sostenere lo stato che avevano fondato. Per questo stabilirono ordini militari nei monasteri i cui membri ricevevano una formazione militare che aveva lo scopo di prepararli al combattimento contro i Musulmani.

Cavalieri templari giocano scacchi

Cavalieri templari giocano scacchi. Fonte: Alphonse le Sage (Alfonso X), [CC0 PD] via Wikimedia Commons

Uno di questi ordini subì una trasformazione particolare: l’ordine dei Templari. Questo ordine, il cui nome completo è “I poveri commilitoni di Gesù Cristo e del Tempio di Salomone”, fu fondato nel 1118 da due cavalieri Francesi, Hugh de Payens e Godfrey de St. Omer. All’inizio vi parteciparono solo nove persone ma molto presto i membri aumentarono. Il motivo per cui presero il nome dal tempio di Salomone è che il posto che avevano scelto come base era quello in cui si trovavano le rovine di questo tempio. Nello stesso posto si trovava anche la famosa roccia Qubbet as-Sakhrah.

I Templari, si facevano chiamare “soldati poveri” ma in realtà diventarono molto ricchi grazie ai pellegrini cristiani che a loro si unirono nel viaggio dall’Europa alla Palestina. Furono i Templari ad esser responsabili della maggior parte delle uccisioni di Musulmani ed è per questo motivo che il comandante islamico Saladino, dopo aver sconfitto l’esercito dei crociati nel 1187 condannò a morte i Templari come punizione per i loro reati.

Anche dopo aver perso Gerusalemme e aver subito pesanti sconfitte, i Templari continuarono ad esistere e nonostante la diminuzione della presenza Cristiana in Palestina, il loro potere aumentò prima in Francia e poi in altri paesi, diventando uno stato all’interno dello stato.

Se volete saperne di più su cosa significano i simboli della Massoneria durante il nostro tour in italiano alla Cappella di Rosslyn vi daremo ancora più informazioni.

La massoneria in Scozia

Jacques de Molay

Jacques de Molay. Fonte: Wikimedia Commons [CC0 PD]

Nel 1307 il re di Francia Filippo il Bello decise di arrestare i membri dell’ordine e lo stesso fece Papa Clemente V. Dopo un lungo periodo di interrogatori i Templari ammisero di avere credenze eretiche e il loro leader Jacques de Molay fu giustiziato nel 1314. Il processo dei Templari segnò la fine dell’ordine ma alcuni riuscirono a fuggire e a rifugiarsi nell’unico regno in Europa che nel XIV secolo non riconosceva l’autorità della Chiesa Cattolica: la Scozia.

Qui, sotto la protezione del Re Scozzese Robert the Bruce si riorganizzarono e si infiltrarono nella gilda più importante delle Isole Britanniche, la loggia dei costruttori (Builders’ Lodge) la quale cambiò nome all’inizio dell’epoca moderna, chiamandosi “La Loggia Massonica”. Il ramo della Massoneria Scozzese è il più antico ed i suoi riti di iniziazione così come i titoli attribuiti ai suoi membri, sono gli stessi usati secoli prima dai cavalieri dell’ordine dei Templari.

Secondo questa teoria i Templari non sono scomparsi ma la loro filosofia, le loro credenze e i loro rituali persistono sotto la maschera della massoneria.

La cappella di Rosslyn

La cappella di Rosslyn è un luogo antico e misterioso, le decorazioni del soffitto e delle colonne, intricate e indecifrabili, offrono al visitatore uno spettacolo suggestivo da non perdere.

Cappella di Rosslyn

Cappella di Rosslyn. Fonte: Rob Farrow [CC BY-SA 2.0] via Geograph

Il conte William Sinclair la fondò nel 1446 e la consacrò al culto cattolico. Al suono di canti polifonici e monofonici dei due cori di ragazzi, si celebravano la liturgia delle ore e la santa messa in memoria delle anime dei defunti, in particolare quelli della famiglia Sinclair. Dopo la riforma scozzese del 1560, nella cappella si cessò di praticare il culto cattolico o qualunque altro rito fino al 1861 quando fu riaperta al pubblico e dedicata al rito della Chiesa Episcopale Scozzese.

L’architettura

La forma particolare della pianta della cappella si deve, probabilmente, ad un progetto incompleto di pianta cruciforme. Alcuni scavi della fine dell’Ottocento, hanno infatti rivelato l’esistenza di fondamenta per una navata più lunga e per un transetto che non furono mai realizzati. I lavori per le decorazioni interne andarono avanti per circa quarant’anni, ma dopo la morte di William Sinclair, nel 1484, la cappella non venne più toccata, non si sa se per mancanza di fondi, di interesse o semplicemente per un cambiamento nella moda architettonica della Chiesa.

La cappella si regge su quattordici colonne che culminano in dodici archi acuti lungo i lati della navata e la quattordicesima colonna, posta al centro tra le ultime due dell’estremità orientale, divide la navata dalla Lady Chapel, la cappella posteriore costruita su un’antica cripta (Lower Chapel) che si pensa facesse parte di un castello preesistente.

Le decorazioni

Colonna dell'apprendista

Colonna dell’apprendista. Fonte: Guinnog [GFDL or CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons

I rilievi delle colonne e del soffitto trasudano mistero e antiche leggende. Due delle colonne all’estremità orientale della navata sono chiamate “La colonna del Maestro” e “La colonna dell’apprendista”. Narra la leggenda che un maestro scalpellino, cui era stata commissionata una delle colonne durante la costruzione della cappella, era sicuro che il suo apprendista non sarebbe stato in grado di realizzarla senza vedere l’originale, che il maestro stesso si recò a studiare. Quando tornò, però, l’apprendista aveva già realizzato la colonna nei minimi particolari e il maestro, preso dall’invidia, gli diede una martellata in testa e lo uccise. Come punizione, la sua faccia fu scolpita di fronte alla colonna del suo allievo, per sempre rivolta verso l’oggetto della sua invidia. Secondo un’altra versione della leggenda, la colonna era stata progettata dallo stesso William Sinclair, ma solo l’apprendista era stato in grado di realizzarla.

Nel soffitto, sparsi tra gli intricati rilievi, si trovano ben 213 cubi o scatole, la cui origine appare del tutto oscura. Recentemente è stata avanzata l’ipotesi che si tratti di carillon perché le incisioni sui lati delle scatole ricordano gli studi di cimatica, la scienza che analizza il modo in cui le onde sonore creano forme, per esempio, sulla sabbia appoggiata ad una superficie che viene fatta vibrare a varie frequenze. Associando le figure presenti sulle scatole con le note che corrispondono alla stessa frequenze da cui sono generate, i musicisti Thomas e Stuart Mitchell sono riusciti a produrre un motivo che hanno chiamato Rosslyn Motet.

Accanto ai misteriosi cubi, alcune figure inquietanti popolano il soffitto della cappella: “gli uomini verdi”. Sono facce di uomini circondati da una vegetazione che a volte nasce addirittura nelle loro bocche. Pare siano un simbolo di rinnovamento e fertilità di origini precristiane. In tutta la cappella ce ne sono più di 110.

Un altro mistero è costituito dalle piante rappresentate: alcune di esse, infatti, ricordano molto delle pannocchie di mais, una pianta sconosciuta in Europa all’epoca della costruzione della cappella. Secondo gli studiosi Robert Lomas e Christopher Knights questo dimostrerebbe che William Sinclair è stato in America ben prima di Colombo, mentre gli esegeti medievali interpretavano quelle figure come rappresentazioni stilizzate di spighe di grano, fragole o gigli.

Mais alla Cappella di Rosslyn

Mais alla Cappella di Rosslyn. Fonte: Kjetil Bjørnsrud (Own work) [GFDL, CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons

La cripta

Angelo con lo stemma della famiglia Sinclair alla cappella di Rosslyn

Angelo con lo stemma dei Sinclair. Fonte: Otter (Own work) [GFDL or CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons

La cripta, un tempo accessibile per mezzo di una scala sul retro della cappella, è stata luogo di sepoltura per molti membri della famiglia Sinclair. Per decenni, però, è rimasta sigillata e inaccessibile, alimentando le leggende che la vedevano come un’anticamera di un sotterraneo più grande nel quale fossero conservati tesori mitologici quali la testa mummificata di Gesù, il Sacro Graal, il tesoro dei Templari o i gioielli originali della corona scozzese. Su queste leggende ha fatto leva Dan Brown che proprio nella cappella di Rosslyn ambienta il ritrovamento del Sacro Graal nel suo Codice Da Vinci.

L’importanza della Cappella di Rosslyn per i massoni

Nel 2000 il Dott. Robert Lomas dell’università di Bradford affermò la propria convinzione che la cappella di Rosslyn fosse stata costruita da un massone discendente dai Templari per fornire un rifugio ai manufatti portati in Scozia dall’ordine nel 1126 dopo aver scavato fra le rovine del Tempio di Erode a Gerusalemme dove li avevano lasciati in precedenza.

Rito Scozzese a Miami

Rito Scozzese a Miami. Fonte: Alexf (Own work) [CC BY 3.0], via Wikimedia Commons

A dimostrazione di questa sua teoria cita i seguenti fatti:

  • Rosslyn fu costruita da Sir William Sinclair nel 1440, diretto discendente sia di William de St Clair, ultimo Grande Master del Tempio di Scozia, morto dopo aver portato il cuore di Robert The Bruce in Terra Santa durante l’ultima crociata a Gerusalemme, sia del Primo Gran Maestro Massone di Scozia, anche lui chiamato William St Clair (Sinclair).
  • La pianta di Rosslyn, è una copia perfetta del Terzo Tempio costruito a Gerusalemme da Erode e distrutto nel primo secolo dopo Cristo dai Romani. La sua architettura esterna è anch’essa una replica dell’architettura Erodiana di Gerusalemme.
  • Rosslyn contiene il più antico documento sotto forma di scultura in pietra che mostra la cerimonia di iniziazione del primo grado della Massoneria condotta da un Templare. Questa scultura, scolpita nel 1440-50 fu controllata e approvata prima di essere stata scolpita in pietra e mostra in sette punti diversi elementi in comune con la cerimonia della Massoneria moderna.

Per saperne di più su questa teoria, visitate la Cappella di Rosslyn in uno dei nostri tour: potete scegliere tra il tour di Rosslyn e delle Lowlands e quello di Rosslyn, castello di Stirling e monumento a William Wallace.

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