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I più bei giardini di Edimburgo

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Visitare Edimburgo e passeggiare nei suoi parchi

Edimburgo è una città speciale dove il succedersi di edifici e strade non è mai continuo ma sempre interrotto da parchi e giardini. Spazi verdi dove fermarsi a mangiare un boccone osservando gli scoiattoli, o autentici angoli di bosco nel cuore della città che in un momento vi trasportano lontano dal rumore e dalla confusione del centro. Ecco una classifica dei giardini assolutamente da non perdere all’interno della capitale scozzese.

1. Princes Street Gardens

I Giardini di Princes Street.

I Giardini di Princes Street. Fonte: Robert Breuer (Own work) [GFDL or CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons

I Giardini di Princes Street si trovano, come dice appunto il nome, lungo Princes Street, una delle strade più centrali e più frequentate di Edimburgo. Questa zona verde, punto di incontro tra la Old Town e la New Town, anticamente era piena d’acqua e formava uno dei laghi più tristemente famosi della città, il Nor’ Loch. Era un lago artificiale creato per impedire l’accesso nemico dal versante settentrionale della collina del castello. Questa però non era la sua unica funzione: per secoli il lago ha raccolto tutte le acque di rifiuto che scendevano lungo i “close” (i vicoli lungo il Royal Mile) e che ne facevano una vera e propria fogna. Inoltre era uno dei luoghi designati per gli “interrogatori” alle donne accusate di stregoneria. Ma questa è un’altra storia che vi raccontiamo nel Tour dei Fantasmi, e dovrete essere abbastanza coraggiosi per sentire il resto…

Fatto sta che nel XVIII secolo questo lago pestilenziale fu finalmente drenato nell’ambito del progetto di ampliamento della città, e sostituito con questi bellissimi giardini che oggi sono uno dei parchi preferiti sia dagli abitanti di Edimburgo che dai turisti.

Passeggiando per i giardini troverete moltissime panchine commemorative (“Memorial Bench”) che vengono offerte alla città dalle famiglie che vogliono ricordare un loro caro e diverse statue di personaggi di spicco per la storia scozzese come David Livingstone, James Young Simpson o Adam Black. Spicca sul lato est la Torre a Sir Walter Scott, il monumento più alto mai costruito per un letterato, mentre all’interno dei giardini si trova la famosa Fontana di Ross, che celebra le scienze, le arti, la poesia e l’industria. tra i memorial troverete anche una piccola pietra in memoria dei volontari scozzesi che combatterono nella Guerra Civile Spagnola e, dulcis in fundo, gli imponenti edifici neoclassici delle Gallerie Nazionali di Scozia, tappa obbligata per tutti gli amanti dell’arte.

Ma qui non si viene solo a passeggiare. I giardini ospitano anche moltissimi eventi tra i quali non possiamo dimenticare quelli del periodo di Natale. A partire dalla fine di novembre e fino a dopo Capodanno, i giardini si trasformano in quello che qui chiamano “Winter Wonderland” (un Paese delle Meraviglie invernale). Si tratta di una specie di parco divertimenti in miniatura che ha come protagonista la famosa ruota panoramica che fa concorrenza a quella di Londra e per questo prende il nome di “The Edinburgh Eye”. Attorno si sviluppano i mercatini di Natale di cui vi raccontiamo nel dettaglio in questo post, ma l’apoteosi si raggiunge l’ultima notte dell’anno con la celebrazione della festa di Hogmanay.

I giardini di Princes Street sono una parte molto speciale della città dove storia, monumenti, natura e tradizione si uniscono perché il viaggiatore possa godere della personalità tutta particolare del parco più famoso della capitale scozzese, che noi vi mostreremo da una posizione privilegiata nella nostra Passeggiata Storica per Edimburgo.

Indirizzo: Princes Street, Edimburgo EH2 2HG

2. Holyrood Park – Arthur’s Seat

Holyrood Park - Salita ad Arthur's Seat

Holyrood Park – Salita ad Arthur’s Seat. Fonte: Robin Stott [CC BY-SA 2.0] via Geograph

Un’altra delle meraviglie verdi nel cuore della città è il Parco di Holyrood, che si trova all’estremo occidentale del Royal Mile. Oggi è uno dei luoghi dove i cittadini di Edimburgo vanno a passare le giornate di sole, ma ha anche un’importanza storica che ci riporta addirittura alla preistoria. Sono state infatti rinvenute qui pietre risalenti al Mesolitico e al Neolitico. Successivamente, dal XVI al XIX secolo questa zona fu utilizzata come cava di pietra.

Il parco è circondato da colline tra le quali spicca la visitatissima Arthur’s Seat. Per godersi il panorama dalla cima bisogna “solo” scalare i 251 metri che la separano dal livello del mare, più del doppio della sua vicina, Calton Hill. Per quanto l’altezza sia considerevole è possibile raggiungere la cima con una salita non troppo pesante di circa un’ora. E poi, la ricompensa vale assolutamente la pena perché vedrete la città ai vostri piedi a 360° e tutta la regione circostante le Lothians, fino addirittura ad un angolino della regione di Fife.

Alcune delle personalità più importanti della casa reale scozzese hanno scelto questo parco come luogo di relax e rifugio dal tran-tran delle loro vite: tra gli altri ricordiamo Davide I, Giacomo IV, Giacomo V, Maria Stuarda, la Regina Vittoria e suo marito il principe Alberto.

Indirizzo: Queen’s Drive, Edimburgo EH8 8HG

3. Water of Leith – Dean Village

Water of Leith all'altezza del Dean Village.

Water of Leith. Fonte: Richard Webb [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

Se invece preferite perdervi un momento nella natura, la passeggiata del Water of Leith è quello che fa per voi. Si tratta di un percorso di circa 19 Km lungo le rive del torrente di Edimburgo che attraversa la città fino ad arrivare a Leith, appunto, la zona del porto dove il fiume sfocia. Questo percorso prende il nome di Water of Leith Walkway e può essere fatto sia a piedi che in bicicletta.

Il piccolo fiume ha sempre avuto un’importanza cruciale per la città. Pensate che lungo le sue rive esistevano ben 70 stabilimenti con mulini ad acqua che servivano per la lavorazione di un’ampia gamma di prodotti quotidiani, dalla farina alla carta, dagli indumenti di lana e lino alle spezie. Anche per il commercio il fiume ebbe un ruolo centrale per Edimburgo, che quando ancora non esisteva il porto artificiale, poteva già godere di un porto naturale presso la foce del Water of Leith dove le navi potevano fermarsi per gli scambi di merci di ogni tipo.

Oggi il cammino lungo il fiume è uno dei luoghi migliori per sfuggire al caos cittadino e immergersi nella natura. Data la sua lunghezza sono molte le aree che attraversa, ma una delle più belle è senza dubbio quella in prossimità del Dean Village. Scendendo delle scale di pietra, vi addentrerete in quello che si può definire a tutti gli effetti un bosco in pieno centro della città. Passeggiando lungo le acque gorgoglianti del fiume potrete avvistare anche qualche animale selvatico come l’airone cenerino. Solo se alzerete lo sguardo il grande ponte di Queensferry Road vi ricorderà che siete ancora in città. Grazie al nostro Tour Panoramico potrete conoscere anche il piccolo villaggio di Dean, che molti turisti non riescono a trovare, incastonato com’è tra Water of Leith e la città, una perla poco nota, ma molto molto bella.

Indirizzo: Stokebridge, Edimburgo

4. The Meadows

Rugby in the Meadows

The Meadows. Fonte: Richard Webb [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

The Meadows, letteralmente “i prati”, è forse il parco più popolare tra gli abitanti della città di Edimburgo, e senza dubbio uno dei più grandi. Si trova nella zona meridionale della città, alle porte della Old Town. La parte più conosciuta è quella in cui sorge il campus dell’Università di Edimburgo che spiega perché questo parco sia assiduamente frequentato da studenti.

In quest’area sorgeva un tempo il Borough Loch, una delle principali fonti di approviggionamento d’acqua dell’antica città. Nel 1722 il lago venne drenato e sostituito da una passeggiata alberata. A metà del XIX secolo, nell’ambito di un progetto di ampliamento e miglioria della città, fu vietata la costruzione di edifici in quest’area che sarebbe così rimasta a disposizione della popolazione che sempre più spesso la sceglieva come luogo di svago e riposo dal trambusto quotidiano.

Ma The Meadows non è solo un parco ideale per stare sdraiati sull’erba o per un pic-nic. Gli amanti dello sport troveranno infatti qui pane per i loro denti. Il parco offre aree attrezzate per giocare a tennis, cricket, croquet. Si può andare in bicicletta lungo percorsi ciclabili e negli ampi spazi piani si può giocare a rugby o a calcio. Grazie alla sua popolarità The Meadows è sede di diversi eventi. A marzo di ogni anno si organizza la Meadows Marathon, una maratona per raccogliere fondi da devolvere in beneficenza. È inoltre una delle sedi degli spettacoli del famoso Festival di Edimburgo.

Indirizzo: Melville Drive, Edimburgo EH9 9EX

5. Royal Botanic Garden (Orto Botanico di Edimburgo)

La Palm House all'Orto Botanico di Edimburgo.

Orto Botanico. Fonte: Ham (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Questo meraviglioso giardino ospita una delle più estese collezioni di piante di tutte le specie che vi accolgono in un luogo paradisiaco ad appena 15 minuti dal centro della città. L’orto botanico, il secondo per antichità dopo quello di Oxford, si trova infatti lungo Inverleith Row, a Est del torrente di Leith. Ma la sua sede non è stata sempre quella.

Quando fu fondato, nel 1670, si trovava nei pressi del Palazzo di Holyrood ed era un Phisyk Garden, un giardino dedicato alla coltivazione di piante medicinali. Successivamente fu trasferito a pochi passi dal Nor’ Loch, il lago Nord, in un’area che oggi è occupata dalla Stazione Ferroviaria di Waverly. Nel 1763 la collezione di piante fu spostata ancora una volta lontano dall’inquinamento del centro città, ad est di Leith Walk. Lì rimase fino agli anni 20 dell’Ottocento, quando fu trasferita dove si trova attualmente.

Da allora la collezione si è ampliata con piante provenienti da ogni angolo del pianeta e passeggiando per i suoi sentieri ci sembra di viaggiare da un luogo all’altro. Oltre alle piante che crescono all’esterno nel giardino, esistono anche una serie di serre per la coltivazione di quelle piante che non sopravviverebbero altrimenti al duro clima scozzese. Tra queste ricordiamo la Palm House, la serra per la coltivazione delle palme, più alta di tutto il Regno Unito.

Anche se la botanica non è il vostro forte, potrete comunque godervi una tranquilla giornata di sole all’Orto Botanico, facendo un pic-nic, osservando gli scoiattoli o passeggiando lungo il ruscello che attraversa il giardino e che ha perfino una deliziosa cascatella. L’ingresso ai giardini è gratuito, per accedere ad alcune serre c’è invece da pagare un biglietto di £5.

Indirizzo: Inverleith Road, Edimburgo  EH3 5LR

6. Giardini di Holyrood Palace

Il Palazzo di Holyrood e i suoi giardini.

Il Palazzo di Holyrood e i suoi giardini. Fonte: Gnu1742 (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Parliamo adesso dei giardini privati del palazzo che ancora oggi alberga la casa reale e molti personaggi illustri, che però possono comunque essere visitati dal pubblico.

Questi giardini facevano già parte dell’antica Abbazia di Holyrood che poi fu annessa al Palazzo. Nel Cinquecento, quando il Palazzo divenne la principale residenza reale in Scozia, i giardini venivano usati per lo svago del re e della sua corte. È qui infatti che venivano organizzati tornei, battute di caccia, anche caccia col falcone, gare di tiro con l’arco e partite di tennis nel campo sul lato occidentale dei giardini. Da Giacomo IV a Maria Stuarda i sovrani scozzesi prendevano molto sul serio il loro divertimento e per questo avevano riempito i giardini di animali selvatici da poter cacciare o ammirare come esemplari esotici. I giardini arrivarono ad ospitare tigri, linci, orsi, galli da combattimento, una scimmia e, perfino un cammello.

Oggi è possibile passeggiare per i giardini, non molto grandi ma con una struttura molto elaborata. È possibile seguire un percorso che parte dalle bellissime rovine dell’abbazia, fonte di ispirazione per autori romantici come il compositore Mendelsohn, e proseguire lungo un cammino costeggiato di sculture fino al punto di incontro del giardino con il Parco di Holyrood, separato da una cancellata.

Il biglietto di ingresso al palazzo include la visita ai giardini e l’audioguida in italiano. Se poi volete conoscere ancora meglio la storia del Palazzo di Holyrood, vi offriamo la possibilità di fare con noi un tour in lingua italiana tutto per voi.

Indirizzo: Canongate, Royal Mile, Edimburgo EH8 8DX

7. Giardini del Dunbar’s Close

Giardino di Dunbar's Close.

Giardino di Dunbar’s Close. Fonte: Sir Gawain [CC BY-SA 3.0] via Wikimedia Commons

Un’altra delle deliziose sorprese che troviamo nei vicoli del Miglio Reale sono le pittoresche e placide “courts” nelle quali terminano alcuni di essi. Il Giardino di Dunbar’s Close è proprio uno di questi “cortili” che si trova a pochi metri dal Palazzo di Holyrood, verso la fine del Royal Mile. Il giardino fu progettato da Patrick Geddes nell’ambito di un progetto che prevedeva la creazione di una rete di giardini interni lungo il Mile. Oltre ad essere un importante urbanista, Patrick Geddes era anche un botanico e questo progetto rispecchiava la sua idea di base secondo la quale esiste una correlazione tra lo stato di salute della gente e l’ambiente circostante.

Dopo un periodo di abbandono il Mushroom Trust restaurò il giardino, nel 1978, e lo donò alla città di Edimburgo. Oggi il giardino presenta la struttura e la pianta ortogonale tipiche dei giardini dell’epoca ed è un incantevole angolo di città dove fermarsi un attimo a recuperare le forze tra un monumento e l’altro. Negli anni 80 del XIX secolo, quando in Dunbar Close si andava a mangiare le ostriche, il famoso poeta scozzese Sir Robert Burns era un assiduo frequentatore di questo giardino dove incontrava signore alla moda intente ad innaffiare le ostriche con una buona pinta di birra o del punch.

Indirizzo: Canongate, High Street, Edimburgo EH8 8BW

8. Landform Ueda at the Gallery of Modern Art

Landform UEDA.

Landform UEDA. Fonte: Wikimedia Commons [CC BY-SA 3.0]

La nostra visita virtuale ci porta adesso a visitare un giardino davvero speciale. Si tratta dello spazio verde che circonda la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, non molto lontano dal Dean Village, nella zona sudoccidentale della città. Questi giardini ci colpiscono subito per le loro forme sinuose che ci fanno pensare che la galleria d’arte continui anche all’esterno dove un’altra opera è stata scolpita sulla terra con erba e acqua.

Il giardino è stato progettato dall’architetto Charles Jenks e realizzato nel 2002 in collaborazione con l’architetto Terry Farrell. L’ispirazione proviene dalle forme della natura, in particolare da quelle forme e disegni creati dagli agenti atmosferici sulla natura stessa. Un’altra forte influenza sul progetto del giardino hanno avuto la Teoria del Caos e la Fisica Quantistica. Il risultato è un giardino a spirale con l’acqua al centro e l’erba tutto intorno risalendo una collinetta artificiale che nasconde la strada e trasporta il visitatore in un mondo geometrico a sé stante. Questo spazio è anche circondato da sculture che permettono di seguire un percorso artistico prima di arrivare al museo vero e proprio, che ovviamente è sempre a ingresso gratuito.

Indirizzo: 75 Belford Road, Edimburgo EH4 3DR

9. Inverleith Park

Parco di Inverleith.

Parco di Inverleith. Fonte: Kim Traynor (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Un altro dei magnifici giardini pubblici di Edimburgo è il Parco di Inverleith che si trova nella zona omonima a brevissima distanza dall’Orto Botanico. Il parco appartiene alla città dal 1889 ed è oggi una delle aree verdi più ampie dedicate agli sport di ogni tipo. All’interno possiamo infatti trovare 2 campi di calcio, 4 campi di rugby, 1 di cricket. Ci sono inoltre 6 campi di calcio a 7, un’area per giocare a bocce e un parco giochi per i bambini.

Grazie alle ampie dimensioni del parco, alcune zone vengono utilizzate per la coltivazione di orti urbani. Si può anche passare qualche ora in tranquillità sulle rive del laghetto o passeggiare per i sentieri del parco. Da Inverleith park si può anche godere di un magnifico panorama del Castello di Edimburgo di cui molti approfittano per vedere i fuochi d’artificio la notte di Hogmanay.

Indirizzo: Arboretum Road, Edimburgo EH3 5NZ

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Tour dal giardino botanico reale di Edimburgo a Dean Village

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Proposte di Scoziatour

“I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.” Fernando Pessoa (1888-1935) Poeta portoghese.

Ogni viaggiatore ha il suo modo di conoscere, di vivere e sperimentare una città sconosciuta e tutti sono compatibili. Dal nostro punto di vista, uno dei più divertenti e che allo stesso tempo lascia un’impronta più profonda nel ricordo del viaggiatore è scoprire in prima persona quei segreti, quel lato misterioso che ogni città nasconde. Un modo di vivere il viaggio che ci fa provare le stesse emozioni dell’esploratore alla ricerca del tesoro nascosto, un baule pieno di cartoline che ci aiutano a conoscere meglio e ad apprezzare di più i luoghi che visitiamo.

Scozia Tour inizia con questo post una sezione del blog in cui vi proponiamo un modo di viaggiare grazie al quale il viaggiatore diventa l’esploratore che tutti sogniamo di essere. Mettiamo la nostra esperienza al servizio dei nostri clienti e amici per scoprire insieme tutte le sfaccettature della capitale scozzese che ne fanno un luogo unico al mondo. Vi presentiamo qui un’infografica, una mappa del tesoro con tutto quello che serve (percorso, proposte…) per godervi una bellissima giornata con noi.

Il resto verrà da sé. Basterà lasciarsi andare al ritmo segnato dal passeggiare, dalla città, le strade, i monumenti e i giardini, la gente, la compagnia, la conversazione, un caffè lungo il cammino, una bella foto da condividere con chi ami…

Edimburgo è pronta e tu?

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Calton Hill e l’acropoli di Edimburgo

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Immaginate di essere su Calton Hill, di arrivare la mattina presto e di rimanere tutto il giorno ad ammirare il panorama che si gode da lì. Ora dopo ora, vedrete la luce cambiare nel cielo e disegnare in modo diverso i contorni della città, del fiordo e se guardate bene, delle prime colline delle Highlands all’orizzonte. Immaginate ora di girarvi e di guardare la cima della collina. Cosa sono questi edifici dall’aria antica che popolano la sommità di Calton Hill? E lungo i fianchi? Quale storia raccontano queste pietre che dall’alto dominano la Città Nuova di Edimburgo? Ve lo raccontiamo in questo post.

Viaggio in Scozia e Calton Hill

Calton Hill. Fonte: Saffron Blaze (Own work) [CC BY 3.0], via Wikimedia Commons

Origini e storia di Calton Hill

Calton Hill è una delle colline su cui sorge la città di Edimburgo, che da buona urbe, ha anche lei i suoi sette colli. La collina sorge all’estramità occidentale di Princes Street, ed è facilmente accessibile sia per una strada che risale dolcemente i fianchi della collina che per una scalinata che ci porta direttamente in cima. Il panorama del centro antico e moderno della città che si gode da lassù è stato migliaia di volte dipinto e fotografato fino a diventare l’immagine per eccellenza della città di Edimburgo. L’alone di grecità che la caratterizza le dà il nome di Acropoli di Edimburgo, in memoria dei tempi in cui la città era nota come l’Atene del Nord, un soprannome che si era guadagnata durante l‘Illuminismo scozzese grazie al fiorire di menti, all’acceso dibattito filosofico e alla quantità di invenzioni e innovazioni in tutti i campi del sapere che l’aveva caratterizzata.

Vista del North Bridge e Calton Hill in costruzione

Vista del North Bridge e Calton Hill in costruzione. Fonte: Thomas Hosmer SHEPHERD (c.1810 to c.1842) [CC0 PD] via Wikimedia Commons

Momenti salienti della storia della collina:

  • Con un editto del 1456, Giacomo II (James II) concesse alla comunità di Edimburgo la valle e le terre tra Calton Hill e Greenside per ospitare tornei sportivi e altre esercitazioni di combattimento. Una decisione che rientrava nel suo programma di politica militare che prevedeva anche l‘abolizione del golf e del football (proibiti nel 1457) e rendeva obbligatoria la pratica del tiro con l’arco tutte le domeniche. Questa valle, che forma un anfiteatro naturale, veniva anche utilizzata come teatro all’aperto per rappresentazioni di ogni tipo.
  • Nella stessa zona di Greenside nel 1518 si insediarono i Monaci Carmelitani che vi costruirono un piccolo monastero. Come tutti gli altri, fu smantellato in seguito alla Riforma Protestante del 1560 e rimase in disuso fino al 1591 quando cominciò ad essere utilizzato come ospedale per i lebbrosi.
    Streghe al rogo Calton hill viaggio in Scozia

    Streghe al rogo. Fonte: Thomas Hosmer SHEPHERD (c.1810 to c.1842) [CC0 PD] via Wikimedia Commons

  • A quest’epoca Calton Hill era conosciuta come la “Pietra Scura” o la “Roccia Nera” a causa dei suoi fianchi boscosi e scuri che ne facevano un luogo pieno di mistero per gli abitanti di Edimburgo. Un luogo dove inoltre, dall’inizio del XVI secolo fino al 1722, furono bruciate sul rogo moltissime donne accusate di stregoneria. Questo però non era l’unico posto dove queste donne venivano torturate… se volete sapere di più su streghe, fantasmi e leggende, vi consigliamo il nostro Tour dei fantasmi di Edimburgo!
  • Alla fine del secolo XVI e nel XVII, la Collina di Calton e dintorni erano una zona vicina alla città ma che non ne faceva parte. Era però un’area commerciale molto attiva e dinamica e per questo poco dopo venne annessa a Edimburgo con il Decreto di Estensione del 1856.

Un cimitero per la collina

La zona di Calton Hill rientrava sotto il controllo della Parrocchia di Leith, e quando fu annessa a Edimburgo si pose il problema della sepoltura dei morti. Tra la città e Leith, infatti, le persone che avevano diritto ad essere seppellite lì erano moltissime. Inoltre i cimiteri di Edimburgo cominciavano ad essere un po’ troppo affollati e all’interno della città lo spazio non era sufficiente ad ampliarli. Si decise, quindi, di costruirne uno nuovo, molto più grande, proprio ai piedi della collina: il Cimitero di Calton. Era un cimitero gigante per l’epoca tanto che lo si poté facilmente dividere in due quando in mezzo venne aperta la strada che prese il nome di Waterloo Place. Il cimitero ospita alcuni dei monumenti più importanti della città, come il mausoleo del filosofo empirista David Hume, quello in onore dei caduti scozzesi nella Guerra di Secessione Americana o il maestoso Monumento ai Martiri Politici. Troverete tutti i dettagli su questi monumenti nel nostro post dedicato ai Cimiteri di Edimburgo.

Viaggio in Scozia Cimitero di Calton Hill

Calton Cemetery. Fonte: Jonathan Oldenbuck (Own work) [GFDL or CC BY 3.0], via Wikimedia Commons

L’acropoli di Edimburgo

Alla fine del XVIII secolo e durante tutto il XIX si costruirono tutti i monumenti che oggi danno alla collina l’aspetto che conosciamo. La maggior parte di essi è stato progettato dal famoso architetto dell’epoca William Playfair, che sarà poi incaricato anche del progetto degli edifici neoclassici che ospitano le Gallerie Nazionali Scozzesi nella zona di The Mound. Da quel momento in poi Calton Hill diventa uno dei belvedere più amati della Città di Edimburgo.

Osservatorio Calton Hill

Calton Hill, acropoli di Edimburgo. Fonte: Ronnie Macdonald [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

Oggi la zona ai piedi della collina è molto importante per la città perché vi si trova l’ufficio centrale del governo scozzese che ha sede nella St. Andrew’s House e più ad ovest nel Parlamento Scozzese e nel Palazzo di Holyrood. Risalendo la collina rimaniamo affascinati dal meraviglioso panorama dell‘estuario del fiume Forth, della New Town e della Old Town che si può ammirare dalla spianata in cima, ma se guardiamo alla collina stessa troviamo monumenti icona della città come il “National Monument of Scotland” o il “Nelson’s Monument. Vediamoli però più da vicino.

Monumenti

1. Monumento Nazionale di Scozia

La storia di questa costruzione è indubbiamente curiosa. Era stata pensata per essere l’orgoglio della nazione, un monumento in memoria dei caduti delle Guerre Napoleoniche, e finì per essere la vergogna della città. Per quanto possa sembrare strano, è proprio così. Ma allora, cos’è successo all’orgoglio della Scozia?

National Monument of Scotland

National Monument of Scotland. Fonte: Carlos Delgado (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Una semplice occhiata può già farci notare le molteplici similitudini che questa costruzione di pietra vanta con il Partenone di Atene. Ed è proprio ispirandosi a questo monumento e alle glorie dell’Antica Grecia che si scelse di costruire il “partenone” di Edimburgo in cima a quella che avrebbe dovuto essere la sua acropoli. Non potendo resuscitare Fidia, si affidarono i lavori agli architetti Charles Robert Cockerell e William Playfair. Appena tre anni dopo l’inizio dei lavori, però, sorse un problema che dalle nostre parti conosciamo fin troppo bene, i fondi pubblici stanziati per la costruzione del monumento si esaurirono ed è per questo che oggi lo vediamo costruito solo a metà. Gli abitanti della città ne furono talmente feriti che cominciarono a chiamarlo “la vergogna di Scozia” o “la Disgrazia di Edimburgo”, e molti altri soprannomi ironici.

2. La Torre di Nelson

Questa torre è un altro degli innumerevoli monumenti commemorativi di Edimburgo e ricorda il famoso ammiraglio che a molti suonerà familiare: l’ammiraglio Nelson. Proprio lui, quello che sconfisse le flotte francese e spagnola a Trafalgar durante le Guerre Napoleoniche.

Viaggio in Scozia Monumento a Nelson

Monumento a Nelson. Fonte: Kim Traynor (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

I lavori per la costruzione del monumento iniziarono nel 1807. Incaricato della direzione dei lavori fu Robert Burn che aveva progettato una torre a forma di cannocchiale rovesciato, un oggetto sempre associato all’ammiraglio Nelson. Nel 1815 il monumento era quasi terminato quando i fondi si esaurirono e poco dopo lo stesso Burn morì senza vedere la sua opera completa. I lavori furono terminati l’anno successivo con l’aggiunta della torretta merlata sulla cima. Data la vista che offriva quest’ultima, fu possibile visitare il monumento fin dal principio pagando un ingresso – d’altra parte gli scozzesi di marketing se ne intendono! Ancora oggi l’unica cosa che separa il turista da quel panorama sono i 143 scalini e i £4 del biglietto.

La croce bianca che sormonta il monumento ha una funzione particolare e molto pratica. La torre fu costruita dove prima si trovava un traliccio utilizzato per inviare segnali alle navi nell‘estuario del Forth, per permettere loro di sincronizzare gli orologi e gli strumenti di bordo. Per mantenere questa funzione, una palla di metallo che si trova alla base della croce sale lungo l’asta verticale fino a raggiungere il punto di incrocio delle due aste. Il meccanismo veniva azionato originariamente da un timer all’interno dell’osservatorio astronomico a cui era collegato da un cavo metallico. Ma si sa che a Edimburgo la nebbia rende spesso difficile la visibilità, per questo motivo fu istituito il colpo di cannone dell’una in punto che viene sparato al Castello. Oggi il meccanismo del monumento di Nelson viene azionato manualmente in corrispondenza con il colpo di cannone. È possibile osservare il movimento della palla dal Castello stesso che vi consigliamo di visitare con una delle nostre guide per saperne di più su questa usanza e su molte altre storie.

3. Monumento a Dugald Stewart

Calton Hill

Calton Hill – wikimedia.org Andrewyuill

Fu costruito nel 1831 in memoria del filosofo scozzese Dougald Stewart, professore di filosofia morale all’Università di Edimburgo e matematico, una delle grandi menti dell’Illuminismo Scozzese. Dugald Stewart mantenne la cattedra di filosofia morale dal 1786 fino alla sua morte, all’inizio del XIX secolo. La costruzione del monumento in suo onore fu commissionata a William Playfair dalla Reale Società di Edimburgo. Anche questa volta è un monumento ateniese a ispirare Playfair e in particolare il Monumento Coregico di Lisicrate, una struttura circolare sorretta da colonne. Questo come gli altri monumenti di Calton Hill rientra in quel filone che caratterizza il periodo Neoclassico di revival dell’architettura classica e che durante il XVIII secolo era diffuso in tutta Europa.

4. Osservatorio della Città

In città esistono diversi edifici di questo tipo, ma l’osservatorio astronomico per eccellenza è quello che si trova su Calton Hill. All’interno troviamo un telescopio rifrattore di 15 cm nella cupola e uno strumento dei passaggi da 16 cm. Quest’ultimo serve a calcolare il momento del passaggio di una stella per il meridiano locale. Accanto ad esso sorge un altro monumento dedicato questa volta ad un architetto, John Playfair, fratello di quel William Playfair che progettò gli altri monumenti della collina e a cui si deve anche questo, realizzato con la collaborazione di James Craig. Quest’ultimo, ricordiamo, ha portato a termine la pianificazione della Città Nuova.

Osservatorio di Edimburgo

Osservatorio di Edimburgo e Monumento a Playfair. Thomas H. Shepherd [CC0 PD] via Wikimedia Commons

Nella zona che guarda alla Città Vecchia notiamo un altro edificio annerito dal tempo che sembra uscire dal Medioevo. È quello che si conosce come “Royal Observatory” da quando Giorgio IV visitò la Città nel 1822. Anche questo è stato progetttato da William Playfair in stile gotico e successivamente divenne l’osservatorio scientifico dell’istituto di astonomia.

Eventi

Sulla collina di Calton si organizzano diversi eventi durante tutto l’anno, che arrivano a riunire più del 60% degli abitanti della città e tutti i visitatori di passaggio che si trovano da queste parti al momento giusto. Due delle manifestazioni più importanti sono dedicate all’adorazione del fuoco e hanno origine nella cultura celtica.

1. Beltane Fire Festival

È un rituale di passaggio dall’inverno alla primavera che si celebra ogni anno la notte tra il 30 Aprile e il 1 Maggio.
Le sue origini risalgono a tempi ancestrali in cui i celti celebravano il giorno a metà strada tra l’equinozio di primavera e il solstizio d’estate, non solo in Scozia ma anche in Irlanda. In realtà, questa festività è solo una parte del complesso meccanismo delle otto festività che celebrano le stagioni celtiche, tra le quali contiamo anche il famosissimo Samhuinn, meglio noto come Halloween.

Festival del Fuoco di Beltane

Festival del Fuoco di Beltane. Fonte: SixSigma (Own work) [CC BY 3.0], via Wikimedia Commons

Durante questa festa, tradizionalmente, si portava il bestiame alle terre di pascolo dove avevano luogo i rituali del fuoco con lo scopo di proteggere gli animali, i campi e la terra che potevano così continuare a fornire sostentamento alla popolazione. Moltissimi falò venivano accesi per l’occasione con l’idea che le fiamme il fumo e le ceneri proteggessero, portassero salute e ringiovanissero la terra e i raccolti. La gente danzava intorno ai falò a volte saltando anche le braci ardenti.

2. Hogmanay Festival

E’ una delle più importanti feste della capitale scozzese e non è altro che il nome in scott dell’ultimo giorno dell’anno. Come il nostro capodanno inizia la sera nell’anno vecchio e termina la mattina nell’anno nuovo.

Anche le origini di questa festa vanno ricercate nella cultura celtica e in particolare nelle celebrazioni per il solstizio d’inverno. Sembra strano, ma per secoli queste tradizioni si mantennero anche dopo l’introduzione del Cristianesimo in Scozia, e furono abolite solo nel secolo XVI, con la rottura causata dalla Riforma Protestante. Torneranno a vivere alla fine del XVII secolo e da allora si manterranno fino ai nostri giorni. Oggi Hogmanay è uno dei più grandi eventi dell’anno.

Visitare la Scozia Fuochi d'artificio da Calton Hill

Fuochi d’artificio da Calton Hill. Fonte: Robbie Shade [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

La festa comincia con una processione di torce che va da Princes Street a Calton Hill. Le migliaia di partecipanti che invadono le strade in questa occasione sono sempre di più ogni anno. A conclusione della festa vengono lanciati fuochi artificiali dal Castello o dal monumento più famoso della collina, il Monumento Nazionale di Scozia.

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Musei da visitare nella Old Town di Edimburgo

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Storia, scienza, letteratura e tradizioni nel cuore della capitale scozzese

Passeggiare per la Old Town di Edimburgo è come immergersi in un passato lontano, affascinante e ricco di storie da scoprire. Ma se da un lato gli edifici parlano già da sé riportandoci indietro nel tempo, dall’altro vale senza dubbio la pena approfondire la storia della città entrando in alcuni dei musei, che nella Old Town di Edimburgo sono tantissimi: tra l’imponente Museo Nazionale di Scozia, l’accogliente Museo degli scrittori o il peculiare Museo dell’infanzia per bambini, le scelte sono quasi infinite. Immergersi nella storia di questo paese può essere il passatempo migliore per non annoiarvi soprattutto nelle tipiche giornate piovose scozzesi: scegliete la vostra destinazione tra i suggerimenti di questo post, che come la maggior parte dei musei nel Regno Unito, sono ad entrata gratuita.

Gran Galleria del Museo Nazionale di Edimburgo

Gran Galleria del Museo Nazionale di Edimburgo, A. Cascallana

Se poi la vostra sete di conoscenza non è facile da placare, anche altre zone di Edimburgo offrono diversi musei e attrazioni, di cui potrete trovare un assaggio nei nostri post sulla New Town, la città nuova, e su Leith, il porto di Edimburgo.

1. Museo del popolo (People’s Story Museum)

People's Story Museum

People’s Story Museum. Fonte: Duncan (CC BY 2.0), via Flickr

Si trova all’interno di un edificio storico con una lunga storia, il Toolbooth di Canongate, ovvero il vecchio municipio di questo paesino, separato da Edimburgo fino alla fine del 1700. Il museo del popolo è dedicato alle condizioni di vita degli abitanti di questa città dal XVIII secolo fino ad oggi. Come lavorava un artigiano del 1800? Quali erano le professioni più comuni? Le diverse sezioni vi permetteranno di vivere una giornata nel passato, toccando con mano gli oggetti in uso in quell’epoca che a noi sembra lontanissima.

Indirizzo: 163 Canongate, Edimburgo, EH8 8BN

 

2. Museo della città di Edimburgo (Museum of Edinburgh)

Museo della Città di Edimburgo

Museo della Città di Edimburgo, Fonte: A. Cascallana

Proprio di fronte al People’s Story Museum si trova un altro museo: il museo della città di Edimburgo. Piccolo e grazioso, espone gli oggetti più peculiari che hanno fatto parte della storia della capitale della Scozia dalle origini fino al giorno d’oggi, spiegandone la storia e gli usi. Questo museo è anche una delle opzioni migliori per chi visita la città con i bambini, essendo dotato di un Learning Space appositamente dedicato ai più piccoli, con giochi interattivi ed educativi.

Indirizzo: 142-146 Canongate, Edimburgo. EH8 8DD

3. Museo Nazionale di Scozia (National Museum of Scotland)

Museo Nazionale di Scozia

Museo Nazionale di Scozia, Fonte: A. Cascallana

Se volete approfondire le vostre conoscenze sulla Scozia, avrete certamente modo di soddisfare la vostra curiosità all’interno dei due edifici che compongono questo museo. Il più moderno ospita su cinque piani un percorso lungo la storia scozzese, partendo dai movimenti geologici che hanno portato alla formazioni di questa penisola, attraverso le varie vicissitudini storiche e i vari popoli che l’hanno abitata, fino alle ultime scoperte alla fine del secolo XX. Il secondo edificio, aperto nella seconda metà del 1800, ospitava in origine il Royal Museum, un’antica galleria di antiquariato dedicata a collezionare reperti e curiosità provenienti dalle colonie dell’impero britannico. Oggi è stata trasformata in un museo naturale e tra tutte le sue parti spicca la “Gran Galleria”, uno spazio enorme con una cupola di vetro in cima dove vi aspettano un bar e diverse esposizioni di etnografia ed animali.
È inoltre possibile accedere ad una terrazza sul tetto descritta meglio nel nostro post Cosa vedere nella città vecchia di Edimburgo.

Indirizzo: Chambers Street, Edimburgo, EH1 1JF

 

4. Museo dell’infanzia (Museum of Childhood)

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Museo dell’infanzia, Edimburgo. Fonte: Kjetil Bjørnsrud (Own work) [CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons

Per chi volesse tornare invece ad un passato non troppo lontano, ossia la propria infanzia, questo può essere un valido consiglio da seguire. Il museo dell’infanzia si trova in un edificio che anticamente ospitava un teatro. L’interno è moderno ma colmo di collezioni vintage di giocattoli, abbigliamento e libri per l’infanzia dal secolo XVIII fino al secolo XXI. Ha inoltre una sala di esposizioni tematiche sul mondo dei bambini. Anche qui, un’ottima idea per far vedere ai vosti bimbi come ci si divertiva prima di internet e dei computer.

Indirizzo: 42 High St, Edimburgo, EH1 1TG

 

5. Dynamic Earth

visitare musei Edimburgo Dynamic Earth

Dynamic Earth. Fonte: Globaltraveller (Self-photographed) [CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons

Dynamic Earth è un viaggio nel tempo e nello spazio di 15 miliardi di anni! In onore al padre della geologia moderna, James Hutton, uno scozzese che cominciò a studiare le rocce proprio sulla collina Arthur’s Seat poco lontano, quest’attrazione diventa il luogo dove scienza e divertimento si fondono per la gioia di grandi e piccini. Costruito nel 1999 per rinnovare l’area di Canongate, al suo interno potrete scoprire l’origine dell’universo, la geologia e l’origine dei terremoti, la biologia e tanto altro attraverso percorsi interattivi e film in 3D.

Indirizzo: 112-116 Holyrood Gait, Edimburgo. EH8 8AS

 

6. Museo degli scrittori (Writer’s Museum)

Visitare Museo degli scrittori in Scozia

Museo degli scrittori. Fonte:
A. Cascallana

Per gli amanti della letteratura, e non solo, sarà senz’altro affascinante percorrere le piccole viuzze del centro storico di Edimburgo per raggiungere questo museo. La città di Edimburgo è caratterizzata da un’importante produzione letteraria nel corso dei secoli e questo museo è dedicato a tre importanti scrittori legati a questa città, Robert Louis Stevenson, Robert Burns e Sir Walter Scott, più uno: Sir Arthur conan Doyle, l’inventore del famoso Sherlock Holmes. Il museo è situato in uno splendido edificio del XVII secolo conosciuto come Lady Stairs House, una volta la residenza di Lady Elizabeth Stairs, una benefattrice che ha finanziato diversi scrittori durante la sua vita nel 1700. Arrivando fino in cima alla scala a chiocciola scoprirete, oltre ad un grazioso panorama sulla piazza degli scrittori, anche un’esposizione sui primi passi della stampa.

Indirizzo: Lady Stair’s Close, Lawnmarket, Edimburgo. EH1 2PA

 

7. Gladstone’s Land

Gladstone’s Land, via National Trust of Scotland

Gladstone’s Land è un museo etnografico che in origine apparteneva alla famiglia di cui oggi porta il nome. Ripercorre la vita delle classi sociali più agiate di Edimburgo nel XVII secolo, iI tutto all’interno di una casa tipica con vista sulla Royal Mile. Al pianterreno troverete inoltre un negozio con i tessuti tipici scozzesi, ideale per un paio di souvenir nel famoso tartan delle Highlands.

Indirizzo: 477B Lawnmarket, Edimburgo. EH1 2NT

 

8. Museo della Moneta (Museum on the Mound)

Museum on the Mound da visitare in Scozia

Museum on the Mound. Fonte: By Ronnie Macdonald from Chelmsford, United Kingdom (Museum on the Mound 1 Uploaded by russavia) [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

Un enorme edificio appena oltre la Royal Mile ci ricorda quella che anticamente era la sede della seconda banca più antica del Regno Unito: la Bank of Scotland. E’ situato sulla The Mound, la collinetta artificiale formata con i residui di terreno ricavati dopo il prosciugamento del Norr Loch per fare spazio agli attuali giardini di Princes Streets e alla stazione di Wawerley. Oggi ospita il museo della moneta, con un’esposizione permanente sulla storia della moneta e del sistema finanziario in Scozia. Quante altre possibilità avrete di vedere dal vivo un milione di sterline in banconota?

Indirizzo: The Mound, Edimburgo. EH1 1YZ

 

9. Camera Obscura

Camera Obscura da visitare nel tuo viaggio in Scozia

Camera Obscura, Fonte: A. Cascallana

Questa attrazione creata nel XVIII secolo è un museo di illusioni ottiche. I piani dell’edificio sono dedicati ciascuno ad uno dei cinque sensi e qui i più piccoli, ma perchè no, anche i più grandi, potranno divertirsi ed imparare in modo interattivo, incuriosendosi con specchi, giochi di luci, effetti ottici e moltissimo altro. Come se non bastasse, salendo fino all’ultimo piano avrete un panorama mozzafiato della città!

Indirizzo: 549 Castlehill, Edimburgo. EH1 2ND

 

Scotch Whisky Experience da fare nel tuo viaggio in Scozia

Scotch Whisky Experience, Fonte: A.Cascallana

10. Scotch Whisky Experience

Non poteva mancare nella capitale scozzese un museo interamente dedicato alla famosa bevanda tipica di queste terre. Tanto per gli appassionati come per i meno intenditori la visita a questo museo sarà certamente una magnifica esperienza ed una maniera di saperne di più sul whisky, attraverso diversi tour organizzati, da quelli basilari e quelli più approfonditi. Se non avete la possibilità di visitare dal vivo una vera distilleria, ad esempio con uno dei tour organizzati offerti da Scozia Tour, la Scotch Whisky Experience può essere un buon ripiego. Inoltre, in questo edificio troverete la collezione di whisky più grande del mondo!

Indirizzo: 54 Castlehill, Edimburgo. EH1 2NE

 

11. Tartan Weaving Mill

Tessuto di tartan a Edimburgo

Tessuto di tartan, elabrato ad Edimburgo. Fonte: Bair175 (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Questo museo occupa l’edificio che era la riserva d’acqua potabile di tutta Edimburgo nel XVII secolo. Come si evince dal nome, all’interno troviamo adesso un museo sulla tipica stoffa scozzese, il tartan, oltre alla dimostrazione del procedimento completo di tessitura. Per chi ne avesse voglia, c’è anche la possibilità di indossare l’abbigliamento tipico degli Highlanders e farsi scattare una foto ricordo da sfoggiare al rientro dalle vacanze, a testimonianza del vostro soggiorno in terra scozzese.

Indirizzo: 555 Castlehill, Edimburgo. EH1 2ND

Queste sono solo alcune delle attrazioni offerte da Edimburgo, che è piena di cose da fare nella Old Town, nella New Town e in tanti altri posti anche un pò più fuori mano. Troverete alcune idee su come trascorrere il vostro tempo nella capitale scozzese curiosando nel nostro blog, ma se siete stanchi di leggere e volete toccare con mano la storia di questa meravigliosa città, non perdetevi le nostre passeggiate storiche nel centro di Edimburgo, oppure i nostri tour panoramici della città, accompagnati da una guida italiana che vi farà innamorare ancora di più di questa capitale!

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Cimitero di Greyfriars: il giardino delle anime

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Una passeggiata per uno dei cimiteri di Edimburgo più ricchi di storia, paura e terrore

Nell’immaginario comune la Scozia è terra di misticismo, paura, spiriti e fantasmi. Il collegamento non è causale: la relazione è viscerale e la quantità di cimiteri nella capitale scozzese lo dimostra. Per gli appassionati del tema, abbiamo già parlato dei Cimiteri della capitale Scozzese in un post che non potete assolutamente perdervi. Tra questi spicca il cimitero di Greyfriars, impareggiabile per bellezza e ricchezza di storia e leggende, al punto da meritare un post a parte! Di seguito faremo una passeggiata per questo angolo di Edimburgo, nascosto dietro la piazza di Grassmarket, nel centro della città. In realtà, siamo in un luogo che è il centro di molto altro…

Cimitero di edimburgo più terrificante: cimitero di Greyfriars

Cimitero di Greyfriars. Fonte: Kim Traynor (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Questo cimitero è speciale perché ha una doppia identità. Provate a visitarlo di giorno e poi di sera, e vi accorgerete che sembra di attraversare due posti completamente diversi, conoscendone la storia, ovviamente.

Giardino di giorno…

Durante le ore di luce, il cimitero di Greyfriars è un bellissimo giardino delle anime. Le lapidi secolari, ricoperte di muschio, sono inserite in una cornice fatta di erba verdissima, alberi e vialetti. Il posto diventa un parco dove poter passeggiare, mangiare nella pausa pranzo, leggere e vivere un momento di pace. E non importa se piove o c’è il sole: lo scenario è sorprendente, sempre! Uno dei modi migliori per goderne è partecipare al nostro tour a piedi per la città di Edimburgo, dove le nostre guide esperte vi accompagneranno per le close più segrete per rivelarvi misteri ancora più segreti!

Greyfriars Bobby wikipedia.org

Il nome del cimitero deriva direttamente da quello dell’ordine monastico dei francescani a cui apparteneva: Greyfriars vuol dire letteralmente “frati grigi”. La comunità francescana di Edimburgo fu sciolta a metà del XVI secolo, lo stesso periodo in cui venne costruita la chiesa che si erge tra queste tombe. Si pensò di fare lì un nuovo cimitero perché il camposanto della chiesa di San Egidio (Saint Giles nota come la Cattedrale di Edimburgo) era ormai pieno e non c’era più spazio per seppellire nemmeno un altro corpo in tutta la città. Questo cimitero è un esempio di quelli che vengono chiamati “graveyard” e non “cemetery” dato che le tombe si costruirono attorno ad una chiesa (in scot “Kirk”). Le prime tombe che vi si trovano risalgono al XVI secolo, mentre le più recenti sono del XIX e custodiscono, tra gli altri, i corpi di molti personaggi famosi che hanno vissuto in città in questo lasso di tempo, tra i quali James Hutton, l’architetto J. Craig e il famoso cagnolino Bobby.

Soprattutto quest’ultimo è diventato una vera e propria mascotte di Edimburgo. Bobby era un piccolo Skye Terrier che quando il suo padrone morì rimase a fare la guardia alla sua tomba e non si mosse di lì per ben 14 anni. A quanto pare, il cane si allontanava solo per andare a mangiare al bar che si trovava all’entrata, che oggi porta il suo nome. Questa storia commosse tanto gli abitanti della città che, in un’epoca in cui alla morte del padrone veniva ucciso anche l’animale, non solo salvarono la vita di Bobby, ma lo nominarono cittadino di Edimburgo perché potesse essere seppellito nello stesso cimitero, accanto al suo padrone. Oggi, infatti, è possibile vedere la tomba di “Greyfriars Bobby” (come lo si conosce) proprio accanto all’entrata del cimitero. Non è difficile individuarla grazie alla quantità di regali lasciati dai visitatori, soprattutto peluche e bastoncini “per farlo giocare”.

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Cimitero di Greyfriars. Fuente: kim traynor [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

Ma uno sguardo al di là del nostro naso ci fa scoprire che siamo in un luogo incantato. Lo scorcio dei palazzi della Old Town, costruiti a ridosso l’uno dell’altro, il famoso dislivello architettonico di Edimburgo, il castello arroccato, le guglie che spuntano dovunque si poggino gli occhi… siamo entrati in una fiaba! Non ci stupirà quindi scoprire che J. K. Rowling, la scrittrice di Harry Potter, amava passeggiare per questo cimitero, prendendo ispirazione da luoghi, paesaggi, atmosfera e nomi incisi sulle lapidi. Tutto filtrato dalla sua potente capacità creativa, in un mix che ci ha regalato un fenomeno letterario senza eguali.

E siamo sempre in un cimitero. Di giorno, appunto.

Poltergeist di notte

La parola poltergeist proviene dal tedesco e vuol dire “spirito rumoroso” (geist, spirito, e poltern bussare). Un termine che da anni ormai accompagna la storia del cimitero di Greyfriars, collocandolo in un’atmosfera di terrore e sgomento. Per comprendere le origini della vicenda, bisogna fare un salto indietro nel tempo, alla metà del XVII secolo.

Chiesa di Greyfriars cimitero di Edimburgo da visitare

Chiesa di Greyfriars. Fonte: Rick2007 [Public domain], via Wikimedia Commons

In questo periodo la Scozia era dilaniata da lotte religiose, cominciate quasi un secolo prima con la diffusione della dottrina protestante presbiteriana. La decisione del re Carlo I di introdurre la fede anglicana anche nel nord della Gran Bretagna fu affrontata con astio dai cittadini scozzesi. Gli attivisti religiosi presbiteriani firmarono il National Covenant (il patto nazionale della Scozia) proprio nella chiesa di Greyfriars, il 28 febbraio del 1638, da cui il nome covenanters, i Covenanti. Dopo la firma, i Covenanti si ribellarono contro il sovrano ed ottennero una temporanea vittoria. Ma la contentezza durò poco, perchè il nuovo sovrano, Carlo II, figlio del precedente, sconfisse i Covenanti a Bothwell Brig (1679): comincia da questo momento quello che gli storici conoscono come the killing time, una delle pagine più buie della storia della Scozia.

Dopo la battaglia, più di 1200 firmatari del patto furono incarcerati, torturati e condannati in un luogo che ancora oggi troviamo all’interno del cimitero, la “Covenanter’s Prison” (la prigione dei Covenanti). Una prigione a cielo aperto che, considerate le condizioni climatiche dell’inverno scozzese, era già di per sé un castigo considerevole. 250 di loro vennero deportati come schiavi in America, ma il naufragio dell’imbarcazione, al largo delle Isole Orcadi, provocò la morte di quasi tutti i passeggeri. Nel frattempo, i prigionieri in attesa di giurare fedeltà al re furono lasciati a combattere contro le intemperie e soprattutto contro le torture psicologiche attuate dai loro carcerieri: il trattamento era crudele e ad alta prova di resistenza. Molti furono successivamente impiccati a Grassmarket, ed a volte seppelliti proprio a Greyfriars. Nessuno di loro uscì vivo da quei cancelli.

George Mackenzie

George Mackenzie. Fuente: James Granger, via wikipedia

A ordinare la strage dei presbiteriani fu il braccio destro del Re Carlo II, il giurista George Mackenzie, la cui attitudine spregiudicata e spietata gli valse il nome di Bloody Mackenzie (Mackenzie “il sanguinario”). La sua tomba, denominata The Black Mausoleum, il mausoleo nero, si erge scuro e freddo proprio a pochi passi dalla prigione, quasi a voler intimorire i ribelli anche dopo la morte.

Attualmente nel cimitero di Greyfriars si può passare davanti alla prigione dei covenanters. Un luogo che ha accumulato negli anni così tanta sofferenza, morte violenta e ingiusta da diventare uno dei siti più famosi al mondo per attività paranormali. Queste attività vantano una lunga tradizione in questo cimitero, ma è solo a partire dagli anni ’90 che si è assistito ad un aumento vertiginoso del fenomeno, che ha attirato l’attenzione e la curiosità di molti.

Il Mausoleo di G. Mackenzie, detto Mausoleo Nero, Edimburgo

Il Mausoleo Nero. Fonte: Jonathan Oldenbuck (Own work) [CC BY-SA 3.0 or GFDL], via Wikimedia Commons

Pare che una sera un vagabondo entrò nel poco accogliente mausoleo per riparsi dal freddo, in cerca di un riparo o forse di una vendetta per i covenanters. Fatto sta che si ritrovò improvvisamente nella cripta sottostante, tra un mucchio di ossa ammuffite. Scappò via a gambe levate. Dopo qualche giorno una donna testimoniò di essere stata spinta all’indietro da una folata di vento gelido, dopo essersi affacciata tra le fessure del mausoleo. In quei giorni circa venti persone ammisero di essere state attaccate da forze invisibili e inspiegabili. Il comune della città decise di chiudere prigioni e mausoleo, consentendo l’accesso nel 1999 soltanto a J. Henderson, uno studioso di fenomeni paranormali.

Tra il 1990 e il 2006 sono stati segnalati circa quattrocento fenomeni tra cui percezione di punti caldi e punti freddi, rumori nel sottosuolo, ringhia. Persone che sentono sbalzi emotivi fortissimi, scoppiano in lacrime, svengono o avvertono sensazioni di nausea. Insomma, il poltergeist di Mackenzie è tra noi. Nel 2000 il reverendo Colin Grant fu chiamato ad esorcizzare la zona, ma ammise che nel luogo c’erano energie troppo potenti e che temeva per la sua stessa vita. Morì dopo poche settimane per un infarto. Qualche tempo dopo un nuovo tentativo di esorcismo fallì.

Targa-commemorativa

Targa commemorativa dei covenanti. Fonte: Bill Henderson, (CC BY-SA 2.0), via geograph.org.uk

Il cimitero di Greyfriars continua ad accumulare interesse e terrore. Anche i più scettici si ricrederanno, dopo aver conosciuto la storia che ha segnato per sempre questa zona. Del resto, non risulterà nemmeno così impossibile immaginare che di notte i fantasmi dei covenanters, dannati e straziati da tanto dolore, sbuchino fuori e oltrepassino la soglia della prigione per andare a vendicare la propria morte e prendere d’assalto il black mausoleum. E non sarebbe nemmeno così impensabile che, nella spettrale colluttazione, un graffio e un taglietto coinvolgesse qualche passante notturno e curioso! Del resto, come diceva R. L. Stevenson: “Only a few inches separate the living from the dead” (“solo pochi passi separano i vivi dai morti”).

Se siete appassionati di storie di terrore e fantasmi, avrete già capito di essere nel posto giusto. Edimburgo nasconde tante altre storie e leggende con personaggi misteriosi, che le nostre guide italiane saranno orgogliose di raccontavi nel nostro avvincente tour dei fantasmi della città di Edimburgo!

E se vi è piaciuto questo articolo, probabilmente gradirete continuare la lettura su quali chiese e quali monumenti visitare nella città vecchia di Edimburgo.

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