Category Archives: Highlands

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L’aurora boreale in Scozia

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Si possono vedere le aurore boreali dalla Scozia?

Viaggiare in Scozia a partire da Settembre è una delle idee migliori. Oltre a godere dei meravigliosi colori autunnali di cui si dipingono le Highlands, potrete ammirare le bellissime, e a volte irraggiungibili, aurore boreali. In Scozia si possono vedere praticamente da qualsiasi parte del paese, a seconda della potenza elettromagnetica di ogni aurora: basta solo cercare un posto alto, con poco inquinamento luminoso, avere un pò di pazienza e soprattutto fortuna, sotto la forma di un cielo sereno e senza nubi.

Aurora boreale

Aurora boreale in Scozia – wikipedia.org , Finnish Tourist Board

Le aurore boreali si possono osservare solo per pochi minuti, quindi è fondamentale essere pronti a catturarle con gli occhi e con la macchinetta fotografica. Le ore più appropriate sono quelle più buie della notte, tra le 22.00 e le 02.00 del mattino. Questi sono i momenti in cui inizierete a vedere le luci colorate muoversi inquiete nel cielo. Ma non guardate direttamente sopra le vostre teste: le aurore boreali di solito appaiono all’orizzonte e si muovono, avvicinandosi, e dopo alcuni minuti avrete sopra di voi una serie di raggi di luce in continuo movimento.

Le aurore polari sono manifestazioni di luce e colore che appaiono di notte nel cielo dei paesi più vicini ai poli. Nei paesi prossimi al polo Nord si conoscono come aurore boreali, mentre nei paesi più vicini al polo Sud sono conosciute come aurore australi. La denominazione “aurora boreale” proviene dal nome della dea romana Aurora e dalla parola greca “Boreas” che significa Nord.

Aurore boreali in Scozia

Aurora australe – wikipedia.org, NASA

Nel passato, gli abitanti del polo Nord, gli Inuit, credevano di vedere in queste manifestazioni luminose i propri antenati che ballavano oppure dei ponti di fuoco costruiti dagli dei. La spiegazione scientifica però è molto piu semplice: le aurore boreali vengono originate dal sole. Le particelle di energia emesse dal sole colpiscono l’atmosfera continuamente e si schiantano contro le molecole dell’aria. Questo scontro fa sì che si producano queste luci colorate in costante movimento.

Nell’emisfero Nord possiamo ammirare le aurore boreali da Settembre a Marzo, mentre nell’emisfero Sud appaiono da Marzo a Settembre, i mesi in cui le ore di buio sono di più.

Dove vedere le Aurore Boreali

Sebbene i paesi più adatti per contemplare le aurore boreali siano Norvegia, Islanda o Alaska, questo spettacolo ci sorprende anche in tutta la Scozia, manifestandosi con più forza nelle regioni più a Nord del paese. Andiamo a conoscere le zone migliori per osservare le aurore boreali anche a queste latitudini.

Isole Shetland

Questo arcipelago è uno dei luoghi più adatti per contemplare le aurore boreali grazie alla sua altitudine e perché si trova nel punto più settentrionale di tutta la Scozia. Il problema però, qui come nell’arcipelago delle Orcadi, è che il cielo è spesso nuvoloso, quindi avrete bisogno di tanta fortuna. Il modo migliore per essere sicuri di ammirarne almeno una è passare più di una notte su queste isole e soprattutto, incrociare le dita…

Aurora boreale isole Shetland

Aurora boreale nelle Shetland – geograph.org.uk, Mike Pennington

Isole Ebridi Esterne

Queste isole sono più vicine e più facilmente raggiungibili dall’isola britannica maggiore rispetto al lontano arcipelago delle Shetland. L’isola da dove è più facile avvistare le aurore boreali è sicuramente l’isola di Lewis e Harris, la più grande di tutta la Scozia. Il punto più a Nord dell’isola, il porto di Ness, è infatti la zona maggiormente frequentata dai “cacciatori di aurore”.

Isola di Skye

Come nelle Ebridi, se si ha fortuna e il cielo è sereno, potrete vedere l’aurora boreale anche dalla famosa isola di Skye. Nei mesi passati, ad esempio, se ne sono viste alcune dalla capitale Portree. Se volete vedere questa bellissima isola e provare a “cacciare” le aurore boreali lo potete fare con la nostra Gita di 3 giorni all’isola di Skye e alle Highlands, mentre il Gran Tour di Scozia da 8 giorni vi permetterà di trascorrere qualche notte in più al Nord, in caso di tempo nuvoloso.

Aurora Boreale isola di skye

Aurora boreale a Skye – wikipedia.org, Arctic light Frank Olsen

La spiaggia di Durness

Per ammirare le aurore boreali non è però necessario abbandonare l’isola maggiore della Gran Bretagna. Uno dei luoghi più facilmente raggiungibili per contemplare questo fenomeno è il paesino di Durness, nella parte Nord delle Highlands. Conosciuto soprattutto per la sua meravigliosa spiaggia chilometrica di sabbia bianca, degna dei Caraibi, il paesaggio di Durness vi permetterà di scattare delle foto meravigliose quasi dalle caratteristiche tropicali… apparte il clima! Ma se riuscirete a vedere l’aurora boreale con questo sfondo, vi porterete a casa uno dei migliori ricordi della Scozia.

Edimburgo

Per vedere queste silenziose luci colorate non c’è neanche bisogno di allontanarsi dalla capitale scozzese! Proprio ad Edimburgo, se si ha fortuna e se il cielo è sereno, si possono osservare le aurore boreali da Arthur’s Seat o dalla collina di Calton Hill, che grazie alla sua altezza e al poco inquinamento luminoso della città, ci permette di ammirare da lontano questo spettacolo. Saliamo su quest’ultima collina durante il nostro Tour notturno dei Fantasmi di Edimburgo, essendo il luogo migliore per ammirare tutta la città dall’alto anche di notte e il cielo buio sul Mare del Nord.

Loch-Ness

Fort Augustus

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Bagnata dalle acque scure di Loch Ness

Quando si parla di Scozia la prima cosa che ci viene in mente è Edimburgo o Loch Ness e viaggiare in Scozia spesso significa visitare entrambi nel poco tempo a disposizione. Quando, però, ci si rende conto che il lago ha un’estensione di 40 Km, la domanda che sorge spontanea è: quale potrebbe essere il punto migliore per fermarsi ad ammirarlo? Fort Augustus è l’opzione più vicina ad Edimburgo per provare ad avvistare il mostro del lago e lasciarsi incantare dal paesaggio delle Highlands.

Panchina sulle rive di Loch Ness

Sulle rive di Loch Ness – V. Donsì

Di seguito vi offriamo una guida di Fort Augustus per conoscere il paese. Se poi volete vederlo di persona, basterà partecipare al Tour da Edimburgo a Loch Ness, durante il quale, oltre a vedere il famoso lago, verrete a conoscenza della storia che ha fatto della Scozia un paese fuori dal comune.

Fort Augustus

Sono passati più di mille anni da quando le prime popolazioni scelsero di stabilirsi in questo luogo. L’isola della ciliegia (Cherry Island), l’unica isola di tutto il lago, è forse l’esempio più significativo di questi insediamenti primitivi. Si tratta di un’isola artificiale costruita da questi primi abitanti secondo un modello di palafitta che si trova in vari luoghi, o meglio in vari laghi, della Scozia: il Crannogh.

Rive di Loch Ness innevate a Fort Augustus

Neve a Fort Augustus – V. Donsì

Fort Augustus è oggi una località di 700 abitanti situata nel cuore delle Highland scozzesi. L‘antico nome gaelico della città era Kiliwhimin e tale rimase fino al XVIII secolo quando prese il nome attuale. Motivo di questo cambio furono le Guerre Giacobite e la costruzione di un forte in questo punto, di passaggio verso Inverness, la Capitale delle Highlands, per controllare i ribelli scozzesi del Nord. In seguito il forte venne sostituito da un’abbazia di monaci benedettini, un edificio monumentale che è senza dubbio il più bello del luogo.
Fort Augustus è, per la sua localizzazione privilegiata, il luogo che ci permette una panoramica esclusiva di Loch Ness. Un belvedere unico che negli ultimi anni ha visto crescere la sua importanza grazie al turismo.

Cosa fare e cosa vedere

Loch Ness

Eccoci al misterioso Loch Ness. Il lago, celebre grazie al “mostro”, lo è anche per le sue mostruose dimensioni: 39 Km di lunghezza e 230 metri di profondità, che ne fanno il lago maggiore di tutto il Regno Unito per volume di acqua.

Statua di Nessie a Fort Augustus

Nessie a Fort Augustus – V. Donsì

Questa gran massa d’acqua, come già abbiamo visto, è stata al centro dell’attenzione sin dalla preistoria, quando le prime popolazioni che vi si insediarono videro nelle sue acque un mezzo di sopravvivenza che forniva loro cibo e facilitava i trasporti. Oggi, continua ad essere al centro dell’attenzione essendo uno dei piatti forti del turismo in Scozia.

Loch Ness è sempre stato un punto strategico di unione tra il Nord e il Centro delle Highlands. Punti di forza come lo sbocco al Mare del Nord attraverso il fiume Ness e la confluenza di grandi valli sono stati nei secoli motivo di numerose guerre per il suo controllo. Pitti e Romani, Celti e Vichinghi, Scozzesi e Inglesi, sono solo alcuni dei popoli che hanno lottato sulle sue coste.

Crociera di Loch Ness

Caledonian Cruise a Fort Augustus

Caledonian Cruise a Fort Augustus – V. Donsì

Per chi non si accontenta solo della costa e vuole addentrarsi nel lago, è possibile fare una mini-crociera, con la quale si può esplorare il lago e ammirare gli impressionanti paesaggi che lo circondano. Sulla barca troverete sonar e sensori di movimento per registrare qualsiasi segnale di Nessie.
Il mistero del lago risale addirittura al VI secolo, quando San Columbano di Iona venne chiamato da una tribù pitta per domare una “bestia acquatica” che viveva nel lago. Secoli dopo la fama del misterioso abitante del lago si diffuse in tutta Europa grazie alla famosa fotografia di Nessie apparsa sui giornali. In essa sembra proprio di vedere la creatura che nuota tranquillamente nel lago. Questo argomento fa discutere ancora oggi: quasi ogni anno vengono scoperte nuove teorie, pubblicate foto e video che rimettono in discussione l’esistenza del mostro. La minicrociera che parte dal molo di Fort Augustus dura circa un’ora e la consigliamo ai nostri clienti del Tour di Loch Ness e le Highlands sia per saperne di più sulla storia del mostro, sia semplicemente per vedere da vicino il lago e le sue sponde. Per godervi al meglio la tappa di Fort Augustus vi consigliamo di portarvi da mangiare sulla barca.

Canale Caledonia

Fort Augustus non solo è famoso perché si trova sulla costa di Loch Ness, ma anche per il canale che lo attraversa e che prende il nome latino che i romani diedero al paese.

Le chiuse sul canale Caledonia

Le chiuse sul canale Caledonia – P. Cabero

Navigare in inverno nell’estremo settentrionale del Mare del Nord, era difficile e pericoloso. La traversata era ostacolata da iceberg e lastre di ghiaccio e funestata dal costante pericolo di tormente che rischiavano di spazzare via intere imbarcazioni con carichi preziosi e con tutto l’equipaggio.

Fu proprio per ovviare al problema delle difficili condizioni di navigazione della costa occidentale scozzese, che si decise di aprire un canale sfruttando le particolari condizioni fisiche della grande valle nella quale si trova Loch Ness. Per risparmiare chilometri di costruzione, infatti, il canale è stato realizzato come collegamento tra i tre laghi che occupano la valle, creando un unico corso d’acqua lungo ben 100 Km che unisce l’Oceano Atlantico e il Mare del Nord.

A questo punto però subentrava un altro problema: il dislivello tra i laghi. La soluzione fu la realizzazione di un sistema di chiuse. Il piccolo paese di Fort Augustus si trova in prossimità di uno di questi e con un po’ di fortuna lo possiamo vedere in funzione durante la nostra visita. È consigliabile una passeggiata lungo il sentiero che si estende ai bordi del canale.

Museo del Canale Caledonia

Museo del Canale Caledonia

Museo del Canale Caledonia – V. Donsì

Per conoscere l’influenza del canale Caledonia nelle Highlands e scoprire come si costruì una delle opere di ingegneria civile più importante dell’epoca, è imprenscindibile visitare il suo Museo. L’esposizione include piani, foto e spiegazioni sull’opera e vi racconta di Thomas Telford, l’ingegnere scozzese che fu capace di convincere il mondo che era possibile cambiare il corso della natura.

In realtà, il canale non fu utilizzato molto. Quando terminarono di costruirlo, le navi mercantili per le quali era stato progettato erano aumentate di dimensioni ed il canale era troppo piccolo. Ebbe nuova vita a partire dal 1960, quando i britannici cominciarono ad utilizzare imbarcazioni di svago per percorrere la Scozia da Nordest a Sudovest.

Abbazia Benedettina

Abbazia Benedettina di Fort Augustus

Abbazia Benedettina di Fort Augustus – P. Cabero

Nel 1874, il terzo Marchese di Bute provò a  recuperare i monasteri in Scozia. Dopo la riforma protestante e le guerre religiose e dinastiche, i monasteri iniziarono a sparire. Il tredicesimo signore di Lovat donò i terreni dell’antica fortezza del 1729, distrutta durante le guerre giacobite, per la costruzione di un monastero tutelato dai benedettini a Fort Augustus.
Nel 1880 terminarono i lavori del monastero e di una scuola per la classe alta della zona. Entrambi dipendevano direttamente dalla gerarchia cattolica di Inghilterra, fino a che passò sotto la dipendenza della Santa Sede alla fine del XIX secolo. La scuola rappresentò il motore finanziario e di prestigio fino al 1993, anno in cui la chiusero perché non accettava di adattarsi ai cambiamenti del sistema educativo scozzese. Oggi è un Club con hotel, ristorante e sale per convegni.

Dove mangiare
Ristoranti e pubs

The Moorings

The Moorings – V. Donsì

The Moorings: uno dei ristoranti con i prezzi più competitivi del paese, e con un ottimo servizio di take away. Offre anche uno spazio all’esterno e, trovandosi attaccato al canale, è il luogo perfetto per chi vuole un servizio veloce per godersi la crociera sul lago. Il menu del take away offre pizza, kebab, hamburger e, ovviamente, fish and chips.
Indirizzo: Canal Side, Fort Augustus

 

 

The Lock Inn

The Lock Inn – V. Donsì

Lock inn: in un ambiente famigliare e con vista diretta sulle chiuse del canale Caledonio, offre cibo fresco e a prezzi accessibili. Usa prodotti della zona e i suoi piatti sono abbastanza semplici, come è tipico dei pub. Durante l’estate dispone di una sala al primo piano con vista al canale che permette di osservare il sistema di chiuse in funzione.
Indirizzo: Canal Side, Fort Augustus

 

 

The Bothy

The Bothy – V. Donsì

Bothy restaurant: un buon pub che offre un menu tipico scozzese, nel quale non può certamente mancare l’Haggis. Nel bar con lo stesso nome si trova una vasta collezione di whiskie “Single Malt” e birre locali. L’edificio è un’antica fattoria del 1800 e dispone di un’ampia zona di ristorazione, a parte la zona del bancone.
Indirizzo: Canal Side, Fort Augustus

 

 

Boathouse: il posto migliore è occupato da questo ristorante, situato nell’antico pontile dell’abbazia. Luogo perfetto per mangiare e allo stesso tempo godere di uno dei migliori panorami del lago. È, senza ombra di dubbio, il ristorante più rinomato di Fort Augustus e appartiene al The Highland Club. Tra i suoi piatti se ne possono trovare anche alcuni dedicati al popolare mostro di Loch Ness.
Indirizzo: The Highland Club, St.Benedict’s Abbey, Fort Augustus

Supermercati

Supermercato Mac Evans

Supermercato Mac Evans – V.Donsì

Mc Ewan: é un supermercato ed offre anche pasti take away e dispone di un ristorante con vista sul fiume Oich.
Indirizzo: Canal Side, Fort Augustus

 

 

 

 

Macelleria MacDougall

Macelleria MacDougall – V.Donsì

D J Macdougall Butcher : è una macelleria tradizionale fondata nel 1884. Offre carne di agnello, cervo, maiale. Tra le sue specialità c’è l’Haggis e il Black pudding. Le sue salsicce casarecce e i suoi hamburger sono molto richiesti.
Indirizzo: Canal Side, Fort Augustus

 

 

Dove comprare

Clansman Centre

Clansman Centre – V.Donsì

Clansman centre: piccolo centro visitatori dedicato alla storia delle Highlands, e in particolare sugli usi e costumi del XVII secolo. Dispone anche di prodotti tradizionali delle Highlands, dalla gioielleria celta o con motivo pitto a omaggi a Nessie.
Indirizzo: Canal Side, Fort Augustus

 

 

Milshop

Milshop – V.Donsì

The Mill Shop: occupa lo spazio dell’antica chiesa del paese. Vende prodotti tipici scozzesi: indumenti di lana, biscotti al burro, gioielleria e Kilt per tutte le età e taglie. Dispone anche di indumenti di cachemir e dei tradizionali vestiti di lana dell’isola di Arran.
Indirizzo: Canal Side, Fort Augustus

Vuoi perché Loch Ness appare in tutte le liste dei luoghi misteriosi, o perché si trova in quelle dei luoghi che si devono visitare almeno una volta nella vita, oppure perché la grandezza del lago ci fa dubitare di ciò che non conosciamo, se visitate la Scozia, un viaggio a Fort Augustus e al lato sud di Loch Ness è quasi d’obbligo, e noi siamo pronti ad accompagnarvi!

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Il Parco Nazionale di Loch Lomond e delle Trossachs

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Il Parco Nazionale di Loch Lomond e delle Trossachs è un’ampia area al centro della Scozia che si estende dalla costa orientale verso le Highlands per un totale di 1865 chilometri quadrati. Il Parco si trova in una zona che nel corso della storia ha rivestito un ruolo di grande importanza strategica, come dimostrano i moltissimi castelli che sono stati costruiti da queste parti. Ci troviamo infatti a metà strada tra le Highlands e le tre città principali scozzesi, Glasgow, Stirling ed Edimburgo. Addentratevi in questi paesaggi meravigliosi in compagnia di una delle nostre guide in italiano con il Tour di Glasgow, Loch Lomond, Loch Katrine e Castello di Doune offerto da ScoziaTour.

Poesia di Laghi e Montagne

Questo territorio è stato dichiarato parco nazionale dal parlamento scozzese nel 2002 e ospita una gran varietà di habitat naturali e di specie animali, molte delle quali sono in estinzione al di fuori del parco. L’acqua è la grande protagonista del parco che conta più di 22 laghi di grandi dimensioni, tra cui tre laghi salati lungo la costa, e oltre 50 fiumi e corsi d’acqua. Il resto del territorio si divide tra montagne e foreste. Le montagne che superano i 900 m, chiamate munros, sono 20, mentre 19 sono quelle tra i 700 e i 900 m, note come corbettes. L’ambiente boschivo è invece protetto dai due parchi forestali: il Queen Elizabeth Forest Park, nella zona delle Trossachs, e l’Argyll Forest Park.

Le quattro zone del parco

Il Parco Nazionale dei Loch Lomond e delle Trossachs si divide in quattro zone, ognuna con il suo paesaggio, la sua flora e la sua fauna: Loch Lomond, le Trossachs, Breadalbane e Argyll Forest.

  • Loch Lomond

Loch Lomond

Loch Lomond. Fonte. wfmillar [CC BY-SA 2.0] via Geograph

Questa zona è caratterizzata dalla più grande estensione di acqua dolce di tutto il Regno Unito, appunto il Loch Lomond, con una superficie pari a 71 chilometri quadrati. Ricoprendo una così vasta area, i paesaggi formati dalle rive del lago cambiano radicalmente. A nord le ripide pareti delle montagne scendono a strapiombo verso il lago, che in quel punto si restringe, marcando le acque più profonde. Più a sud, invece, il bacino lacustre si allarga, si abbassa ed è punteggiato da tante piccole isolette. Se ne contano fino a 35, tra cui l’isola lacustre più grande di tutta la Gran Bretagna, l’isola di Inchmurrin.  Da queste parti è possibile visitare anche il Castello di Balloch, costruito nel 1808 con le pietre di un altro castello che sorgeva lì vicino. Quest’ultimo, risalente al 1238 e occupato fino a circa il 1390, apparteneva al Conte di Lennox. Data la sua grandezza, oggi Loch Lomond è una delle principali riserve idriche per Edimburgo, Glasgow e gran parte della Scozia del Sud.

  • Argyll Forest

Duchess Wood ad Argyll

Duchess Wood ad Argyll. Fonte: Lairich Rig [CC BY-SA 2.0] via Geograph

Per chi preferisce paesaggi di montagna a quelli lacustri, la foresta di Argyll, il primo parco forestale della Gran Bretagna, vi accoglierà tra i suoi rigogliosi alberi, che crescono a distesa lungo la costa dei laghi salati fin su, verso le Arrochar Alps. Qui si trova il passo di Glen Croe, uno dei punti più alti di tutto il parco e il panorama mozzafiato vi farà dimenticare in un attimo tutta la fatica della salita. La foresta di Argyll è infatti anche nota per i numerosi percorsi di trekking e mountain bike che la attraversano, in grado di regalare emozioni indimenticabili agli amanti dell’avventura.

  • Le Trossachs

Loch Katrine

Loch Katrine. Fonte: StaraBlazkova (Own work) [CC0 PD] via Wikimedia Commons

La regione delle Trossachs vere e proprie, questa imponente catena montuosa, è il territorio che separa Aberfoyle da Loch Katrine. È una zona ricca di bellissimi laghi e valli incontaminate, che ha ispirato nei secoli diversi scrittori, come Sir Walter Scott o Daniel Defoe, e continua ancora oggi ad affascinare l’immaginario collettivo. Il contrasto tra il tipico paesaggio delle Lowlands e quello delle Highlands colpisce il viaggiatore che da Aberfoyle si dirige verso Loch Katrine percorrendo i tornanti del Passo del Duca (Duke’s Pass), intitolato al duca di Montrose che un tempo dominava queste terre. Qui vivevano anche diversi clan, come quello dei MacGregor, di cui Rob Roy era a capo nel XVIII secolo.

  • Breadalbane

Breadalbane

Breadalbane. Fonte: Steve Garvie [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

Breadalbane è la terra dei giganti, la zona che racchiude le vette più alte del parco nazionale. Ben Lui, Ben Challum, Ben More sono solo alcuni dei giganti che abitano il territorio tra Tyndrum e Killin, svettando le loro alte cime nel cielo e sfidando il proverbiale e incessante vento scozzese da secoli e millenni ormai. Un luogo quasi incontaminato, degno degli avventureri più coraggiosi.

Il fascino del Parco del Trossachs

Statua di Rob Roy -

Statua di Rob Roy. Fonte: David Dixon [CC BY-SA 2.0] via Geograph

La zona del Parco Nazionale del Trossachs è stata nei secoli al centro della storia dei Clan ai quali si deve gran parte del patrimonio sociale e culturale della zona. Tra gli altri, ricordiamo, per esempio, il Clan McGregor, Campbell, McFarlane. Diversi scrittori si sono ispirati alle vicende dei clan giacobiti, narrando delle difficili condizioni di vita tra XVIII e XIX secolo, come ad esempio Sir Walter Scott, romanziere e poeta nazionale scozzese. Il suo romanzo Rob Roy, dedicato alle gesta di quello che è stato considerato il “Robin Hood scozzese”, parla delle lotte di Robert MacGregor contro il Duca di Montrose e i suoi fedeli che vivevano in queste stesse terre. Anche i laghi della zona hanno affascinato la letteratura, e proprio Loch Katrine, per molti il lago più bello di tutta la Scozia, è dove lo stesso Walter Scott ha ambientato un altro dei suoi famosi scritti, ovvero La Donna del Lago (The Lady of the Lake), un poema epico che riprende le leggende arturiane.

Un altro personaggio storico che rimase affascinato da queste terre fu nientemeno che la Regina Vittoria, che si fece costruire una casa sulle rive di Loch Katrine dove passare le vacanze. Amante della cultura, della storia e della musica delle Highlands, questa regina non perdeva occasione di ritirarsi verso nord per godere dei paesaggi incantevoli e della quiete quasi assoluta.

Anche il famoso poeta inglese William Wordsworth passeggiò con la sorella per i sentieri di questo parco e scrisse qui la sua To a Highland Girl. Oltre agli scrittori, anche molti pittori sono stati ispirati dai paesaggi da sogno del parco. Si possono seguire le orme di tutti gli artisti seguendo la “Art and Literary Trail”, il percorso dell’arte e della letteratura tracciato all’interno del parco da diversi percorsi a piedi.

I centri principali del Parco Nazionale: Aberfoyle, Callander e Dumbarton

  • Aberfoyle

Aberfoyle

Aberfoyle. Fonte: Edward McMaihin [CC BY-SA 2.0] via Geograph

Aberfoyle è il punto di partenza per tutti coloro che desiderano scoprire le Trossachs. Tutte le informazioni relative ai migliori itinerari in bicicletta o sui sentieri da percorrere partendo dal paesino stesso sono disponibili in due diversi Visitor Centre: uno al confine con il Queen Elizabeth Forest Park e un altro giù in paese. Al David Marshall Lodge Visitor Centre vicino la Queen Elizabeth Forest troviamo un’esposizione di tutti gli uccelli tipici della zona, organizzata dalla Società Reale di Protezione degli Uccelli, mentre durante l’estate, nello Scottish Wool Centre in città è possibile vedere i diversi tipi di pecore e bestiame allevati in zona, e assistere a simpatici spettacoli con i cani pastore.

  • Callander

Callander.

Callander. Fonte: Colin Smith [CC BY-SA 2.0] via Geograph

A differenza di Aberfoyle, Callander non è molto famosa, anche se per gli scozzesi è uno di quei tipici posti dove passare un fine settimana. Questo fa della cittadina il secondo centro principale da dove partire alla scoperta del parco e dei suoi percorsi per escursioni.
Tutta la zona intorno a Callander merita una visita, infatti è in uno dei paesini vicini che troviamo uno dei castelli più popolari di tutta la Scozia: il Castello di Doune. Costruito nel XIV secolo, era la dimora del Duca di Albany, fino a quando durante la guerra civile che pose fine al regno di Maria Stuarda, la regina alloggiò lì. Oggi di proprietà di Historic Scotland e visitabile, il castello di Doune fa spesso da location per diversi film: qui è stato girato, tra gli altri, il famoso film dei Monty Pyton: I Monty Pyton e il Sacro Graal, di cui parliamo nel post dedicato ai Film Girati in Scozia.

  • Dumbarton

Dumbarton

Dumbarton. Fonte: Andrew McEwan [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

Dumbarton è un paesino che si trova alle porte della zona di Loch Lomond e delle Trossachs arrivando da Glasgow. Una volta capitale del Regno dello StrathClyde che dominava queste zone, era anche il luogo di incoronazione dei loro re. La fortezza sorta sulla cima di un vulcano estinto, proprio come Stirling ed Edimburgo, ha visto la sua importanza strategica crescere nel tempo. è stato proprio al castello di Dumbarton, infatti, che William Wallace, il famoso eroe nazionale scozzese, fu imprigionato prima di partire per Londra, dove fu torturato e condannato a morte.

 

Tutti questi luoghi si possono visitare facilmente con il Gran Tour di Scozia da 8 giorni offerto da ScoziaTour. E se non avete abbastanza tempo, anche il nostro giro in giornata tra Glasgow, Doune e i laghi vi permetterà di godere dell’atmosfera incatata del parco nazionale di Loch Lomond e delle Trossachs.

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Guida di Inverness, la capitale delle Highlands

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La capitale delle Highlands

Inverness è la capitale delle Highlands nonché la città più settentrionale del Regno Unito. Luogo con una storia intensa, ricca di avvenimenti che hanno avuto ripercussioni importanti per tutta la Scozia, Inverness è oggi un vivace centro urbano in continua crescita che vanta la miglior qualità della vita del Regno Unito. Partendo da Edimburgo, è possibile visitare la città e scoprire le sue storie con il Tour di 3 giorni all’isola di Skye organizzato da Scozia Tour, che prevede una sosta per il pranzo nella capitale delle Highlands. Se invece la vostra sete di conoscenza e Scozia non si placa facilmente, vi consigliamo il Gran Tour di 8 Giorni, con il quale passerete due notti a Inverness e avrete la possibilità di visitare altre attrazioni di cui vi parliamo in questo post, come il fortino militare Fort George, usato ancora oggi dall’esercito britannico.

Inverness, cattedrale e fiume

Inverness. Fonte: Pip Rolls. [CC BY-SA 2.0] via Geograph

In città

Inverness è una città molto viva dal punto di vista culturale e sociale. Qui ha la sua sede centrale l’Università delle Highlands e Islands, una federazione di quindici college e centri di ricerca responsabile della formazione dei cittadini delle Highlands e delle isole scozzesi. Uno dei settori chiave dell’economia della città è proprio la ricerca in campo medico, svolta all’interno del suo Centre for Health Science. Un altro settore molto importante e più tradizionale è quello della distillazione del whisky, la bevanda preferita dagli scozzesi e strettamente legata alla loro storia. Un’ampia gamma di whisky si può assaggiare nei tanti pub della città, dove quasi tutte le sere è anche possibile assistere a performance di musica e danze tipiche delle Highlands. Uno dei migliori pub è senza dubbio Hootnanny, dove si trova spesso musica dal vivo di vario genere, dal rock al folk, alla musica celtica.

Hootananny Pub a Inverness.

Hootananny Pub. Fonte: Kenneth Allen [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

Come spesso avviene in Scozia, anche il patrimonio naturalistico della zona è tenuto in gran considerazione e curato con la massima attenzione. Dal 2004 Inverness è diventata anche la sede centrale dello Scottish Natural Heritage, responsabile del mantenimento e controllo della flora e della fauna dell’intero paese. A questo proposito, forse non tutti sanno che a soli 15 km da Inverness si trova uno dei laghi più famosi del mondo: Loch Ness. Il lago, e di conseguenza anche la città, è meta ogni anno di migliaia di visitatori sulle tracce del misterioso mostro Nessie, di cui è possibile andare alla ricerca anche se avete a disposizione un solo giorno: grazie al tour di Loch Ness e delle Highlands proposto da Scozia Tour, infatti, potrete fermarmi a Fort Augustus, la parte sud del lago e godervi una rilassante gita in barca.

Il fiume Ness e le sue Isole.

Il fiume Ness e le sue Isole. Fonte: dave conner [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

A pochi minuti a piedi dal centro, poi, si possono vedere le Isole di Ness che dal 1854 sono anche raggiungibili grazie ad una serie di ponti che le collegano alla terraferma. Oltre ad essere una passeggiata rilassante, la visita alle isole può essere molto interessante per chi ama gli animali, dato che è possibile avvistare aironi, lontre e altre specie che popolano il fiume Ness. Oggi quest’insieme di isolette forma un parco cittadino meta delle passeggiate rifocillanti di numerosi locali e forestieri.

1. Il castello di Inverness

Quello che più colpisce il visitatore che arriva a Inverness è l’imponente castello che dall’alto di una collina domina tutta la città. L’edificio attuale fu costruito nel 1847 dove sorgeva il castello più antico, che però venne distrutto durante le Rivolte Giacobite del 1745-46. Ma anche quello non era che uno solo dei castelli che si sono succeduti in questo stesso sito a partire dal 1057. A quell’anno risale la prima struttura fortificata attribuita a Malcolm I di Scozia, uno dei più antichi re del paese, ispirazione per il MacBeth di Shakespeare. Questo castello originario era fatto di legno e venne distrutto da Roberto I, che lasciò a sua testimonianza solo una parte di muro e un vecchio pozzo. Nel 1548 venne rimpiazzato da una fortezza in pietra costruita da George Gordon, quarto Conte di Huntly. Questo castello ebbe una storia tormentata, dato che nel 1562 fu preso dal Clan Munro e dal Clan Fraser, sostenitori di Maria Stuarda, e partecipò quindi ai conflitti del XVI secolo. Successivamente, nel 1742 fu ampliato e rinforzato dal Generale George Wade dopo la prima Rivolta Giacobita, ma nel 1746, come abbiamo visto, l’esercito Giacobita lo distrusse definitivamente.

Castello di Inverness

Castello di Inverness. Fonte: dave conner from Inverness, Scotland (Inverness Castle and River Ness Inverness Scotland) [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

L’attuale castello è opera dell’architetto William Burn ed è stato costruito per ospitare la County Hall dell’Invernessshire, la Corte Suprema e gli uffici del comune. Il castello, di fatto, è formato da due edifici di arenaria. Il secondo, noto come North Block, ha oggi la funzione di Tribunale distrettuale, anche se fu costruito nel 1848 per essere adibito a Carcere di Inverness. Il pozzo dell’antico castello si trova a metà strada tra i due edifici e fu restaurato nel 1909. Di fronte al castello, nel 1899, venne eretta una statua all’eroina giacobita Flora MacDonald, che aiutò Bonnie Prince Charlie dopo la sua sconfitta a Culloden.

2. La cattedrale di Inverness

Sulla riva opposta del Ness, troviamo la Cattedrale di St. Andrews, il primo edificio religioso costruito in Gran Bretagna dopo la Riforma religiosa. La cattedrale di Inverness fu costruita tra il 1866 e il 1869 dall’architetto originario della stessa città, Alexander Ross. Il suo progetto prevedeva guglie alte 30 metri a coronamento delle torri occidentali e una navata più lunga. Probabilmente per mancanza di fondi né l’una né l’altra cosa furono mai realizzate, e questo si ripercuote sull’aspetto che la cattedrale ha oggi da fuori. Pur essendo in stile gotico, risulta infatti piuttosto tozza. Ma il bellissimo portone occidentale ci svela fin da subito che la bellezza dell’edificio è tutta da scoprire.

Cattedrale di Inverness.

Cattedrale di Inverness. Fonte: dave conner [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

All’interno la cattedrale risulta molto più grande di quanto ci si aspetti. La navata centrale è separata dalle laterali da colonne del pregiato granito di Peterhead e tutte le rifiniture e gli arredamenti, dalle panche alle mattonelle del pavimento, sono della più alta qualità. Un bellissimo jubé in legno di quercia del 1923 separa il coro dalla navata centrale. Sopra di esso è sospesa una grande croce. Il coro stesso non lascia nulla a desiderare: i banchi per i coristi sono fatti di legno di quercia austriaca e risalgono al 1909. La cattedra del vescovo risale invece al 1869. All’estremità orientale, l’altare ed una bellissima pala d’altare, entrambi in pietra di Caen, completano perfettamente l’insieme.

La cattedrale è la Chiesa Madre della Diocesi di Moray, Ross e Caithness, una delle sette diocesi della Chiesa Episcopale Scozzese. Pur essendo una minoranza rispetto all’intera popolazione scozzese, attorno alla metà dell’Ottocento, gli episcopali contavano tra le loro fila ben tre quarti dei proprietari terrieri scozzesi. Questo perché molti dei loro figli venivano educati in Inghilterra. Di conseguenza nella seconda metà del 1800 ci fu una corsa alla costruzione di chiese episcopali e uno dei prodotti più importanti fu proprio la cattedrale di Inverness.

Eventi, feste e festival

Giochi delle Highlands.

Giochi delle Highlands. Fonte: By Frank Vincentz (Own work) [GFDL or CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Ogni estate, nel mese di luglio, si celebrano i famosi Giochi delle Highlands, un’ottima e divertente opportunità per godersi un’atmosfera festosa allietata da canti, accompagnati dalle cornamuse e da balli tipici scozzesi. Le competizioni che si svolgono con le Highlands come sfondo suggestivo comprendo, oltre ad atletica leggera e gare di corsa, anche il più famoso lancio del tronco, lancio della balla di fieno e lancio di pesi vari, alla maniera degli Highlanders.

Un altro evento a cui vale senz’altro la pena assistere è The Northern Meeting Piping Competition. Si tratta di un concorso internazionale per scegliere il miglior suonatore di cornamusa del mondo. Ogni anno musicisti di diverse nazionalità partecipano al meeting: vengono dal Canada, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, tutto il Regno Unito, Irlanda, ecc.

Infine parliamo di un evento poco conosciuto che si tiene l’ultimo sabato prima del 15 agosto. È il Festival Medievale in onore della Vergine Maria e di Maria Stuarda, l’ultima regina di Scozia. Quasi tutte le sere si può assistere a performance di musica e balli tipici delle Highlands, in molti dei pub della città.

Fuori città

1. Fort George

Fort George è uno dei migliori esempi di ingegneria militare di tutto il Regno Unito. La sua caratteristica più imponente è la muraglia lunga circa 1,5 km che lo circonda: una passeggiata che vale assolutamente la pena di fare, perchè grazie alla posizione della struttura si può ammirare un meraviglioso panorama di tutta la costa nord.

Fort George fu costruito in seguito alla seconda Rivolta Giacobita con l’obiettivo di pacificare le Highlands. Per completarlo definitivamente ci vollero circa vent’anni, mille soldati e oltre duemila sterline, ma alla fine il forte era inespugnabile. Peccato che da allora, però, non ci fu più alcuna rivolta, e il forte in realtà non fu mai attaccato, ma rimase una base militare per gli eserciti delle Highlands reclutati dai Clan. Oggi, Fort George ospita ancora i soldati dell’esercito britannico, ma in buona parte è accessibile ai turisti. I visitatori possono ammirare al suo interno ricostruzioni di come il forte veniva usato per la difesa del Moray Firth e di campagne militari, oltre ai vari tipi di armi utilizzate nel corso dei secoli dagli abitanti di queste zone.

 2. Il campo di battaglia di Culloden

Nel 1746, a sole 3 miglia da Inverness, ebbe luogo la famosa battaglia di Culloden che pose fine alle Rivolte Giacobite con la definitiva sconfitta degli scozzesi sostenitori degli Stuart e la successiva fuga del pretendente al trono. La battaglia rappresentò il culmine di una serie di rivolte e guerre interne che dal 1688 insanguinavano le isole britanniche a causa del conflitto per la successione al trono inglese. In quest’ultima guerra, la fazione giacobita, che appoggiava Bonnie Prince Charlie (Carlo Edoardo Stuart), chiamato il “giovane pretendente”, era composta principalmente da Highlanders, gente delle Highlands. La fazione opposta, quella degli Hannover, era invece supportata da inglesi, irlandesi e francesi. Lo scontro fu breve e sanguinoso, il fronte giacobita con più di 2000 tra morti e feriti, risultò annientato. Il principe Carlo Edoardo fuggì prima sull’isola di Skye e poi in Francia e non avanzò più alcuna pretesa di successione. Il governo Hannover del Regno Unito punì duramente gli abitanti delle Highlands imponendo loro di rinunciare alla cultura gaelica e attaccando il sistema dei clan.

Oggi il campo di battaglia di Culloden è tutelato dal National Trust for Scotland e ospita un centro visitatori meta di oltre 200.000 persone ogni anno. Di recente è stato rinnovato con un centro interattivo dove è possibile vivere un’esperienza incredibile: grazie a una serie di schermi in cui si vede la ricostruzione della battaglia passo per passo, il visitatore assiste con i suoi occhi agli avvenimenti di tanto tempo fa come se li vivesse in prima persona.

3. Il castello di Cawdor

Castello di Cawdor.

Castello di Cawdor. Fonte: LeCardinal (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

A 20 km da Inverness troviamo anche il Castello di Cawdor, uno dei castelli più belli e meglio conservati delle Highlands. Il castello è noto al pubblico come il castello di Macbeth.
Il nome di Cawdor, infatti, lega il castello alla tragedia shakespeariana del Macbeth. In ogni caso, Shakespeare si prese non poche libertà storiche nel raccontare quella vicenda. Nella tragedia, infatti, le tre streghe predicono a Macbeth, allora Signore di Glamis, che sarebbe diventato Signore di Cawdor e poi re. Poco dopo, il re Duncan nomina Macbeth Signore di Cawdor, per cui lui e la moglie pianificano di uccidere Duncan stesso perché la profezia si compia. Duncan viene ucciso nel sonno, nell’antico castello di Inverness dove Macbeth viveva, e questo omicidio porta alla lenta ma inesorabile rovina del protagonista.

La figura storica di Macbeth, tuttavia, è un po’ diversa da quella della tragedia. Mac Bethad mac Findláich fu re della Scozia dal 1040 al 1057, dopo che le sue forze armate uccisero in battaglia il re Donnchad nei pressi di Elgin. Macbeth non fu mai Signore di Cawdor: si tratta di un’invenzione dello scrittore Hector Boece che visse nel XV secolo. Tra l’altro, al tempo di Macbeth e Duncan, il Castello di Cawdor non esisteva nemmeno. Il castello ha una struttura classica, con un ponte levatoio e grandi e meravigliosi giardini tutto intorno: per chi lo visita oggi è come entrare in una fiaba.

Dunkeld

Dunkeld, tra boschi e cascate

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Un caratteristico angolo di storia

Quando si arriva a Dunkeld, ci si trova di fronte a qualcosa di diverso da quello che ci si aspetta quando se ne sente parlare. Sembra impossibile che una città così piccola abbia così tanta storia e che in realtà sia uno dei luoghi più belli della Scozia. Infatti, il paesino è costituito da non più di 35 case, tutte bianche, incastonate tra il fiume Tay da un lato e la foresta di Birnam dall’altro. Chiunque si addentri in questo posto quasi magico, non può far altro che restarne incantato.

Market Place a Dunkeld, Scozia

Dunkeld. Fonte: Jonathan Billinger [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

1. La Cattedrale di Dunkeld

L’edificio più emblematico ed importante è senza dubbio la Cattedrale di Dunkeld. Attorno ad essa si estende una vasta area ricoperta dal tipico prato “all’inglese”, sempre verde, con numerose panchine per rilassarsi. Durante le rare gionate di sole si possono fare delle foto molto suggestive al profilo della cattedrale, ma la vista di cui si gode dalle tranquille sponde del fiume è impagabile anche con il tipico tempo grigio scozzese.

Interno della Cattedrale di Dunkeld

Interno della Cattedrale di Dunkeld. Fonte: By Otter (Own work) [GFDL or CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

La cattedrale, così come la città che la ospita, ha alle spalle una storia ricca di avvenimenti. La sua particolarità risiede nel fatto che metà dell’edificio è in rovina, mentre l’altra metà continua ad essere utilizzata come luogo di culto. La sua storia comincia nell’850 d.C., quando le reliquie di San Columba furono portate qui dall’isola di Iona. Kenneth MacAlpin, conosciuto come il primo Re di Scozia, costruì qui una chiesa in pietra per conservare le reliquie e nominò Dunkeld capitale del regno. Ma durante la riforma protestante, nel XVI secolo, le reliquie furono trasferite in Irlanda.

Nonostante la perdita delle reliquie, la Cattedrale non perse la sua importanza, ma fu comunque gravemente danneggiata due volte. La prima nel corso della Riforma Religiosa, durante la quale molti conventi, abbazie e monasteri furono bruciati, e innumerevoli opere d’arte distrutte, dai seguaci del predicatore presbiteriano John Knox. La seconda volta, la cattadrale fu attaccata durante la battaglia di Dunkeld nel 1689. Siamo al tempo della prima Rivolta Giacobita e la città si trova al centro del conflitto tra i sostenitori di Giacomo VII di Scozia e II d’Inghilterra e quelli di Guglielmo d’Orange, incoronato re col nome di Guglielmo III. In quell’occasione, buona parte della città fu distrutta: al giorno d’oggi è ancora possibile vedere i segni lasciati dalle pallottole sulle mura della cattedrale.

Orari di apertura:

  • 10.00 – 18.30 da Aprile a Settembre
  • 10.00 – 16.00 da Ottobre a Marzo

2. Il fiume Tay

Fiume Tay

Fiume Tay. Fonte: Vinckie (Own work) [CC BY-SA 4.0], via Wikimedia Commons

Con i suoi 188 km, il fiume Tay è il più lungo della Scozia ed il sesto in tutto il Regno Unito. Nel suo percorso verso il mare attraversa diverse città, tra cui Dundee e Perth, e in mezzo alle quali si apre il delta che sfocia nel Mare del Nord in un altro grande fiordo scozzese. Nel 1878 si aprì ufficialmente il Tay Rail Bridge, che attraversava il fiordo a Dundee come parte della East Coast Main Line. Questa linea ferroviaria aveva lo scopo di collegare Aberdeen con Edimburgo e idealmente con Londra. Ma alla fine di dicembre del 1879, il Tay Rail Bridge, messo a dura prova da una tempesta invernale, crollò mentre un treno vi passava sopra. Nell’incidente rimasero uccisi 75 passeggeri e tutto il personale del treno una tragedia immensa per tutta la nazione. Il ponte fu poi ricostruito, affidando il progetto ad un altro ingegnere, e negli anni Sessanta fu affiancato da un ponte per le auto, il Tay Road Bridge.

Ponte Ferroviario sul fiume Tay

Tay Rail Bridge. Fonte: Chris McKenna (Thryduulf) [CC BY-SA 4.0 or CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Il fiume Tay è un sito di interesse anche per quanto riguarda la fauna. Ospita infatti una ricca popolazione di Salmoni dell’Atlantico, l’Ostrica d’acqua dolce e la Lontra europea. L’ostrica d’acqua dolce è una delle specie a maggior rischio d’estinzione di tutta la Scozia e nel Tay si trovano circa 2 terzi dell’intera popolazione mondiale.

3. La foresta dell’Hermitage e il poeta Ossian

Vicino alla città di Dunkeld, si trova la Foresta dell’Hermitage, un bosco fiabesco, ideale per fare passeggiate tra cascate e fiumi. Questa è una delle tappe del nostro Grand Tour della Scozia di 8 giorni. Qui si trovano gli alberi più alti di tutto il Regno Unito, che si dice abbiamo ispirato persino J.R.R. Tolkien. Il più alto in assoluto è un abete di oltre 60 metri!

Alberi nella Foresta dell'Hermitage

Foresta dell’Hermitage. Fonte: Dudesleeper at en.wikipedia (Own workTransferred from en.wikipedia) [Public domain], via Wikimedia Commons

Durante l’escursione attraverso il bosco, si scoprono i misteri che custodisce, arrivando fino alla Sala degli Specchi e alla Grotta di Ossian. La prima è una piccola costruzione in stile georgiano, che si trova appena più in alto di una cascata ed è stata costruita dal Duca di Atholl nel XVIII secolo. La grotta di Ossian, o Hermitage Cave, è invece una piccola cappella che è stata costruita intorno al 1760 dal Conte di Breadalbane che invano cercò di trovare un eremita che accettasse di vivere lì. Ossian è il presunto autore di una serie di poesie che James Macpherson affermò di aver tradotto dal gaelico scozzese. È anche il protagonista di una serie di racconti, molto famosi soprattutto nella mitologia irlandese. Il più conosciuto è quello che narra la storia di sua madre, Sadhbh.

Ossean Hall all'Hermitage.

Ossean Hall all’Hermitage. Fonte: By Rosser1954 Roger Griffith (Own work) [Public domain], via Wikimedia Commons

Si racconta che la donna aveva rifiutato le attenzioni del druido oscuro, Fer Doirich che l’avrebbe voluta come amante. Per punirla, il druido la trasformò in un cervo. Passarono tre lunghi anni finché un giorno uno dei servitori di Fer Doirich, impietosito, rivelò a Sadhbh che se si fosse recata nel territorio dei Fianna, un gruppo di guerrieri indipendenti, il druido non avrebbe avuto più alcun potere su di lei.
Quando lei giunse in quel territorio, Fionn Mac Cumhaill, il leader dei Fianna, era a caccia con i suoi cani. Anche loro erano vittime di un incantesimo che li aveva trasformati in animali e, riconoscendo un essere umano nel cervo che videro, non vollero ucciderlo. Così la maledizione si ruppe e davanti agli occhi sbalorditi di Fionn apparve una fanciulla bellissima.

Caccia al Cervo

Caccia al Cervo. Manoscritto XV sec. Fonte: [Public domain], via Wikimedia Commons

I due si innamorarono e Sadhbh presto rimase incinta. Ma un giorno, mentre Fionn era impegnato in battaglia contro i Vichinghi, il druido oscuro tornò a minacciare la donna. Assunse l’aspetto del marito e la convinse ad andargli incontro. Quando lei si avvicinò, Fer Doirich si mostrò per quello che era e ancora una volta trasformò la fanciulla in cervo. Per sette anni Fionn cercò la sua sposa disperatamente ma non la trovò mai. Un giorno però incontrò un bambino che era cresciuto nel bosco. Nel suo viso riconobbe i lineamenti della moglie. Capì allora che si trattava di suo figlio, lo prese con sé e lo chiamò Ossian, “piccolo cervo”.

4. La foresta di Birnam

la Foresta di Birnam

La Foresta di Birnam. Fonte: Rosser1954 – Roger Griffith (John Stoddart, Scenery and Manners of Scotland.) [Public domain], via Wikimedia Commons

Sempre nei pressi di Dunkeld si trova la foresta di Birnam, molto famosa per il suo legame con una delle più note tragedie di Shakespeare. Nel Macbeth, il Re Duncan di Scozia viene ucciso da Macbeth al fine di ottenere il trono. Una volta re, però, questi viene sconfitto in battaglia da Malcolm, figlio di Duncan e legittimo erede al trono. L’intera storia è scandita dalle profezie di tre streghe che prima prevedono l’ascesa al trono di Macbeth e poi la sua sconfitta. Come tutte le profezie, anche quelle delle tre streghe sono terribilmente ambigue, e Macbeth, all’inizio, pensa che il suo regno sia salvo. “Macbeth non verrà mai sconfitto” dicono le streghe “finché il grande bosco di Birnam non avanzi verso l’alto colle di Dunsinane contro di lui”. Ma l’esercito di Malcolm e MacDuff, decide, per camuffare la propria avanzata, di tagliare i rami di alcuni alberi e nascondersi dietro di essi. In questo modo, quando l’esercito avanza, dal castello di Macbeth sembra proprio che la foresta si muova. Così avrà luogo la battaglia finale in cui Malcolm ottiene il trono e Macbeth viene sconfitto e ucciso da MacDuff.

Con tutti questi racconti, il fascino di Dunkeld attira ancora oggi diversi visitatori, che approfittano di quest’oasi di tranquillità e relax per assaporarne la natura e la storia. Durante la nostra escursione estiva a Loch Ness, questa è l’ultima fermata prima di arrivare ad Edimburgo. La cittadina, a 1 ora e 40 minuti dalla capitale, è un luogo ideale dove rilassarsi dalla lunga giornata, che lascerete a malincuore, ma felici di aver trovato un angolo di mondo tanto speciale.