Ultimo aggiornamento settembre 2026
Edimburgo è una città ricca di angoli infestati che nascondono leggende spettrali. Lungi dall’essere luoghi poco frequentati, la presenza di spiriti è diventata un’ulteriore attrazione della città, entrando a far parte della ricca cultura scozzese. È il caso di Mackenzie, il poltergeist di Edimburgo, un personaggio che ha fatto prendersi più di uno spavento agli abitanti edimburghesi.
A poco a poco, conosceremo più a fondo i personaggi non viventi più famosi di Edimburgo. Sebbene si sia già parlato un po’ del poltergeist Mackenzie, è giunto il momento di scoprire la storia che si cela dietro questa leggenda.
Ma prima, ti ricordiamo che offriamo un free tour di Fantasmi, misteri e streghe per scoprire questo secondo e misterioso volto di Edimburgo attraverso una passeggiata notturna che ti svelerà tutte le sue storie 😉
Cimitero di Greyfriars

Ogni sorta di storia aleggia sul cimitero di Greyfriars, situato nel pieno centro di Edimburgo, come quella curiosa di Greyfriars Bobby, un cane che rimase accanto alla tomba del suo padrone fino alla propria morte, avvenuta un anno dopo.
Qui si possono trovare storie tenere come quella di Bobby e altre un po’ più sinistre, come nel caso di Mackenzie, che fu il Lord Avvocato di tutta la Scozia nel XVII secolo. Il suo compito principale era quello di condannare i covenanti (membri di un movimento religioso nato in Scozia) che avessero partecipato al tentativo di rivolta contro il re Carlo II.
Mackenzie, nello svolgimento del suo lavoro, condannò tutti i covenanti di Edimburgo e li rechiuse in una prigione situata all’interno del cimitero di Greyfriars. Poco dopo decise di giustiziarli tutti, guadagnandosi così l’appellativo di “sanguinario Mackenzie” per via della crudeltà delle esecuzioni.
Quando Mackenzie morì nel 1691, fu sepolto in questo stesso cimitero. Vicino a dove si trovava la prigione è possibile trovare il suo mausoleo.
La leggenda di Mackenzie

Secoli più tardi, questo cimitero in cui morirono i covenanti si sarebbe trasformato in uno dei luoghi più infestati di Edimburgo. Narra la storia che, in una notte fredda e piovosa, un senzatetto si avvicinò al camposanto per ripararsi dal freddo quando, senza rendersene conto, aprì la tomba di Mackenzie. Ignaro della natura del suo rifugio, finì per risvegliare lo spirito del defunto. Dopo quella notte, iniziò a verificarsi una serie di curiosi eventi tra i visitatori del cimitero: tagli inspiegabili, morsi, bruciature, segni…
Il comune decise di chiudere questa parte del cimitero per precauzione. Fu allora che la leggenda del poltergeist di Mackenzie cominciò a prendere forza, dato che molti curiosi che si avvicinavano al luogo affermavano di avvertire una strana sensazione trovandosi lì accanto. Più di 450 persone raccontano di essere state attaccate dal poltergeist, alcune dicono persino di essere state possedute dallo spirito di Mackenzie e altre sostengono di aver scattato foto al mausoleo che poco dopo scomparivano senza alcuna spiegazione.
Esistono tre livelli di fenomeni paranormali:
• Livello 1: si sentono rumori.
• Livello 2: si sentono rumori e si vedono cose.
• Livello 3: si sentono rumori, si vedono cose e si percepiscono sensazioni fisiche.
Questa zona è stata esorcizzata due volte, entrambe senza alcun risultato. In quattro case nei dintorni del cimitero è stata segnalata attività poltergeist, diverse zone del cimitero sono classificate con un livello 3 nella scala dei fenomeni paranormali e, nel 2002, un grande incendio ha devastato le abitazioni situate dietro la tomba di Mackenzie.
Vero o falso che sia, questa storia ha influenzato molto la cultura scozzese. La leggenda piace così tanto ai visitatori del cimitero che al suo interno si trova persino un negozio di souvenir. Vi si possono anche trovare alcune lapidi che sono servite da ispirazione per più di un personaggio dei famosi libri di J.K. Rowling.
Grazie alla curiosa storia del poltergeist di Mackenzie e al resto dei fenomeni paranormali di cui la città è ricca, l’Università di Edimburgo è oggi una delle poche al mondo a disporre di un dipartimento di parapsicologia.
