Category Archives: Visitare la Scozia

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L’aurora boreale in Scozia

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Si possono vedere le aurore boreali dalla Scozia?

Viaggiare in Scozia a partire da Settembre è una delle idee migliori. Oltre a godere dei meravigliosi colori autunnali di cui si dipingono le Highlands, potrete ammirare le bellissime, e a volte irraggiungibili, aurore boreali. In Scozia si possono vedere praticamente da qualsiasi parte del paese, a seconda della potenza elettromagnetica di ogni aurora: basta solo cercare un posto alto, con poco inquinamento luminoso, avere un pò di pazienza e soprattutto fortuna, sotto la forma di un cielo sereno e senza nubi.

Aurora boreale

Aurora boreale in Scozia – wikipedia.org , Finnish Tourist Board

Le aurore boreali si possono osservare solo per pochi minuti, quindi è fondamentale essere pronti a catturarle con gli occhi e con la macchinetta fotografica. Le ore più appropriate sono quelle più buie della notte, tra le 22.00 e le 02.00 del mattino. Questi sono i momenti in cui inizierete a vedere le luci colorate muoversi inquiete nel cielo. Ma non guardate direttamente sopra le vostre teste: le aurore boreali di solito appaiono all’orizzonte e si muovono, avvicinandosi, e dopo alcuni minuti avrete sopra di voi una serie di raggi di luce in continuo movimento.

Le aurore polari sono manifestazioni di luce e colore che appaiono di notte nel cielo dei paesi più vicini ai poli. Nei paesi prossimi al polo Nord si conoscono come aurore boreali, mentre nei paesi più vicini al polo Sud sono conosciute come aurore australi. La denominazione “aurora boreale” proviene dal nome della dea romana Aurora e dalla parola greca “Boreas” che significa Nord.

Aurore boreali in Scozia

Aurora australe – wikipedia.org, NASA

Nel passato, gli abitanti del polo Nord, gli Inuit, credevano di vedere in queste manifestazioni luminose i propri antenati che ballavano oppure dei ponti di fuoco costruiti dagli dei. La spiegazione scientifica però è molto piu semplice: le aurore boreali vengono originate dal sole. Le particelle di energia emesse dal sole colpiscono l’atmosfera continuamente e si schiantano contro le molecole dell’aria. Questo scontro fa sì che si producano queste luci colorate in costante movimento.

Nell’emisfero Nord possiamo ammirare le aurore boreali da Settembre a Marzo, mentre nell’emisfero Sud appaiono da Marzo a Settembre, i mesi in cui le ore di buio sono di più.

Dove vedere le Aurore Boreali

Sebbene i paesi più adatti per contemplare le aurore boreali siano Norvegia, Islanda o Alaska, questo spettacolo ci sorprende anche in tutta la Scozia, manifestandosi con più forza nelle regioni più a Nord del paese. Andiamo a conoscere le zone migliori per osservare le aurore boreali anche a queste latitudini.

Isole Shetland

Questo arcipelago è uno dei luoghi più adatti per contemplare le aurore boreali grazie alla sua altitudine e perché si trova nel punto più settentrionale di tutta la Scozia. Il problema però, qui come nell’arcipelago delle Orcadi, è che il cielo è spesso nuvoloso, quindi avrete bisogno di tanta fortuna. Il modo migliore per essere sicuri di ammirarne almeno una è passare più di una notte su queste isole e soprattutto, incrociare le dita…

Aurora boreale isole Shetland

Aurora boreale nelle Shetland – geograph.org.uk, Mike Pennington

Isole Ebridi Esterne

Queste isole sono più vicine e più facilmente raggiungibili dall’isola britannica maggiore rispetto al lontano arcipelago delle Shetland. L’isola da dove è più facile avvistare le aurore boreali è sicuramente l’isola di Lewis e Harris, la più grande di tutta la Scozia. Il punto più a Nord dell’isola, il porto di Ness, è infatti la zona maggiormente frequentata dai “cacciatori di aurore”.

Isola di Skye

Come nelle Ebridi, se si ha fortuna e il cielo è sereno, potrete vedere l’aurora boreale anche dalla famosa isola di Skye. Nei mesi passati, ad esempio, se ne sono viste alcune dalla capitale Portree. Se volete vedere questa bellissima isola e provare a “cacciare” le aurore boreali lo potete fare con la nostra Gita di 3 giorni all’isola di Skye e alle Highlands, mentre il Gran Tour di Scozia da 8 giorni vi permetterà di trascorrere qualche notte in più al Nord, in caso di tempo nuvoloso.

Aurora Boreale isola di skye

Aurora boreale a Skye – wikipedia.org, Arctic light Frank Olsen

La spiaggia di Durness

Per ammirare le aurore boreali non è però necessario abbandonare l’isola maggiore della Gran Bretagna. Uno dei luoghi più facilmente raggiungibili per contemplare questo fenomeno è il paesino di Durness, nella parte Nord delle Highlands. Conosciuto soprattutto per la sua meravigliosa spiaggia chilometrica di sabbia bianca, degna dei Caraibi, il paesaggio di Durness vi permetterà di scattare delle foto meravigliose quasi dalle caratteristiche tropicali… apparte il clima! Ma se riuscirete a vedere l’aurora boreale con questo sfondo, vi porterete a casa uno dei migliori ricordi della Scozia.

Edimburgo

Per vedere queste silenziose luci colorate non c’è neanche bisogno di allontanarsi dalla capitale scozzese! Proprio ad Edimburgo, se si ha fortuna e se il cielo è sereno, si possono osservare le aurore boreali da Arthur’s Seat o dalla collina di Calton Hill, che grazie alla sua altezza e al poco inquinamento luminoso della città, ci permette di ammirare da lontano questo spettacolo. Saliamo su quest’ultima collina durante il nostro Tour notturno dei Fantasmi di Edimburgo, essendo il luogo migliore per ammirare tutta la città dall’alto anche di notte e il cielo buio sul Mare del Nord.

Loch-Ness

Fort Augustus

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Bagnata dalle acque scure di Loch Ness

Quando si parla di Scozia la prima cosa che ci viene in mente è Edimburgo o Loch Ness e viaggiare in Scozia spesso significa visitare entrambi nel poco tempo a disposizione. Quando, però, ci si rende conto che il lago ha un’estensione di 40 Km, la domanda che sorge spontanea è: quale potrebbe essere il punto migliore per fermarsi ad ammirarlo? Fort Augustus è l’opzione più vicina ad Edimburgo per provare ad avvistare il mostro del lago e lasciarsi incantare dal paesaggio delle Highlands.

Panchina sulle rive di Loch Ness

Sulle rive di Loch Ness – V. Donsì

Di seguito vi offriamo una guida di Fort Augustus per conoscere il paese. Se poi volete vederlo di persona, basterà partecipare al Tour da Edimburgo a Loch Ness, durante il quale, oltre a vedere il famoso lago, verrete a conoscenza della storia che ha fatto della Scozia un paese fuori dal comune.

Fort Augustus

Sono passati più di mille anni da quando le prime popolazioni scelsero di stabilirsi in questo luogo. L’isola della ciliegia (Cherry Island), l’unica isola di tutto il lago, è forse l’esempio più significativo di questi insediamenti primitivi. Si tratta di un’isola artificiale costruita da questi primi abitanti secondo un modello di palafitta che si trova in vari luoghi, o meglio in vari laghi, della Scozia: il Crannogh.

Rive di Loch Ness innevate a Fort Augustus

Neve a Fort Augustus – V. Donsì

Fort Augustus è oggi una località di 700 abitanti situata nel cuore delle Highland scozzesi. L‘antico nome gaelico della città era Kiliwhimin e tale rimase fino al XVIII secolo quando prese il nome attuale. Motivo di questo cambio furono le Guerre Giacobite e la costruzione di un forte in questo punto, di passaggio verso Inverness, la Capitale delle Highlands, per controllare i ribelli scozzesi del Nord. In seguito il forte venne sostituito da un’abbazia di monaci benedettini, un edificio monumentale che è senza dubbio il più bello del luogo.
Fort Augustus è, per la sua localizzazione privilegiata, il luogo che ci permette una panoramica esclusiva di Loch Ness. Un belvedere unico che negli ultimi anni ha visto crescere la sua importanza grazie al turismo.

Cosa fare e cosa vedere

Loch Ness

Eccoci al misterioso Loch Ness. Il lago, celebre grazie al “mostro”, lo è anche per le sue mostruose dimensioni: 39 Km di lunghezza e 230 metri di profondità, che ne fanno il lago maggiore di tutto il Regno Unito per volume di acqua.

Statua di Nessie a Fort Augustus

Nessie a Fort Augustus – V. Donsì

Questa gran massa d’acqua, come già abbiamo visto, è stata al centro dell’attenzione sin dalla preistoria, quando le prime popolazioni che vi si insediarono videro nelle sue acque un mezzo di sopravvivenza che forniva loro cibo e facilitava i trasporti. Oggi, continua ad essere al centro dell’attenzione essendo uno dei piatti forti del turismo in Scozia.

Loch Ness è sempre stato un punto strategico di unione tra il Nord e il Centro delle Highlands. Punti di forza come lo sbocco al Mare del Nord attraverso il fiume Ness e la confluenza di grandi valli sono stati nei secoli motivo di numerose guerre per il suo controllo. Pitti e Romani, Celti e Vichinghi, Scozzesi e Inglesi, sono solo alcuni dei popoli che hanno lottato sulle sue coste.

Crociera di Loch Ness

Caledonian Cruise a Fort Augustus

Caledonian Cruise a Fort Augustus – V. Donsì

Per chi non si accontenta solo della costa e vuole addentrarsi nel lago, è possibile fare una mini-crociera, con la quale si può esplorare il lago e ammirare gli impressionanti paesaggi che lo circondano. Sulla barca troverete sonar e sensori di movimento per registrare qualsiasi segnale di Nessie.
Il mistero del lago risale addirittura al VI secolo, quando San Columbano di Iona venne chiamato da una tribù pitta per domare una “bestia acquatica” che viveva nel lago. Secoli dopo la fama del misterioso abitante del lago si diffuse in tutta Europa grazie alla famosa fotografia di Nessie apparsa sui giornali. In essa sembra proprio di vedere la creatura che nuota tranquillamente nel lago. Questo argomento fa discutere ancora oggi: quasi ogni anno vengono scoperte nuove teorie, pubblicate foto e video che rimettono in discussione l’esistenza del mostro. La minicrociera che parte dal molo di Fort Augustus dura circa un’ora e la consigliamo ai nostri clienti del Tour di Loch Ness e le Highlands sia per saperne di più sulla storia del mostro, sia semplicemente per vedere da vicino il lago e le sue sponde. Per godervi al meglio la tappa di Fort Augustus vi consigliamo di portarvi da mangiare sulla barca.

Canale Caledonia

Fort Augustus non solo è famoso perché si trova sulla costa di Loch Ness, ma anche per il canale che lo attraversa e che prende il nome latino che i romani diedero al paese.

Le chiuse sul canale Caledonia

Le chiuse sul canale Caledonia – P. Cabero

Navigare in inverno nell’estremo settentrionale del Mare del Nord, era difficile e pericoloso. La traversata era ostacolata da iceberg e lastre di ghiaccio e funestata dal costante pericolo di tormente che rischiavano di spazzare via intere imbarcazioni con carichi preziosi e con tutto l’equipaggio.

Fu proprio per ovviare al problema delle difficili condizioni di navigazione della costa occidentale scozzese, che si decise di aprire un canale sfruttando le particolari condizioni fisiche della grande valle nella quale si trova Loch Ness. Per risparmiare chilometri di costruzione, infatti, il canale è stato realizzato come collegamento tra i tre laghi che occupano la valle, creando un unico corso d’acqua lungo ben 100 Km che unisce l’Oceano Atlantico e il Mare del Nord.

A questo punto però subentrava un altro problema: il dislivello tra i laghi. La soluzione fu la realizzazione di un sistema di chiuse. Il piccolo paese di Fort Augustus si trova in prossimità di uno di questi e con un po’ di fortuna lo possiamo vedere in funzione durante la nostra visita. È consigliabile una passeggiata lungo il sentiero che si estende ai bordi del canale.

Museo del Canale Caledonia

Museo del Canale Caledonia

Museo del Canale Caledonia – V. Donsì

Per conoscere l’influenza del canale Caledonia nelle Highlands e scoprire come si costruì una delle opere di ingegneria civile più importante dell’epoca, è imprenscindibile visitare il suo Museo. L’esposizione include piani, foto e spiegazioni sull’opera e vi racconta di Thomas Telford, l’ingegnere scozzese che fu capace di convincere il mondo che era possibile cambiare il corso della natura.

In realtà, il canale non fu utilizzato molto. Quando terminarono di costruirlo, le navi mercantili per le quali era stato progettato erano aumentate di dimensioni ed il canale era troppo piccolo. Ebbe nuova vita a partire dal 1960, quando i britannici cominciarono ad utilizzare imbarcazioni di svago per percorrere la Scozia da Nordest a Sudovest.

Abbazia Benedettina

Abbazia Benedettina di Fort Augustus

Abbazia Benedettina di Fort Augustus – P. Cabero

Nel 1874, il terzo Marchese di Bute provò a  recuperare i monasteri in Scozia. Dopo la riforma protestante e le guerre religiose e dinastiche, i monasteri iniziarono a sparire. Il tredicesimo signore di Lovat donò i terreni dell’antica fortezza del 1729, distrutta durante le guerre giacobite, per la costruzione di un monastero tutelato dai benedettini a Fort Augustus.
Nel 1880 terminarono i lavori del monastero e di una scuola per la classe alta della zona. Entrambi dipendevano direttamente dalla gerarchia cattolica di Inghilterra, fino a che passò sotto la dipendenza della Santa Sede alla fine del XIX secolo. La scuola rappresentò il motore finanziario e di prestigio fino al 1993, anno in cui la chiusero perché non accettava di adattarsi ai cambiamenti del sistema educativo scozzese. Oggi è un Club con hotel, ristorante e sale per convegni.

Dove mangiare
Ristoranti e pubs

The Moorings

The Moorings – V. Donsì

The Moorings: uno dei ristoranti con i prezzi più competitivi del paese, e con un ottimo servizio di take away. Offre anche uno spazio all’esterno e, trovandosi attaccato al canale, è il luogo perfetto per chi vuole un servizio veloce per godersi la crociera sul lago. Il menu del take away offre pizza, kebab, hamburger e, ovviamente, fish and chips.
Indirizzo: Canal Side, Fort Augustus

 

 

The Lock Inn

The Lock Inn – V. Donsì

Lock inn: in un ambiente famigliare e con vista diretta sulle chiuse del canale Caledonio, offre cibo fresco e a prezzi accessibili. Usa prodotti della zona e i suoi piatti sono abbastanza semplici, come è tipico dei pub. Durante l’estate dispone di una sala al primo piano con vista al canale che permette di osservare il sistema di chiuse in funzione.
Indirizzo: Canal Side, Fort Augustus

 

 

The Bothy

The Bothy – V. Donsì

Bothy restaurant: un buon pub che offre un menu tipico scozzese, nel quale non può certamente mancare l’Haggis. Nel bar con lo stesso nome si trova una vasta collezione di whiskie “Single Malt” e birre locali. L’edificio è un’antica fattoria del 1800 e dispone di un’ampia zona di ristorazione, a parte la zona del bancone.
Indirizzo: Canal Side, Fort Augustus

 

 

Boathouse: il posto migliore è occupato da questo ristorante, situato nell’antico pontile dell’abbazia. Luogo perfetto per mangiare e allo stesso tempo godere di uno dei migliori panorami del lago. È, senza ombra di dubbio, il ristorante più rinomato di Fort Augustus e appartiene al The Highland Club. Tra i suoi piatti se ne possono trovare anche alcuni dedicati al popolare mostro di Loch Ness.
Indirizzo: The Highland Club, St.Benedict’s Abbey, Fort Augustus

Supermercati

Supermercato Mac Evans

Supermercato Mac Evans – V.Donsì

Mc Ewan: é un supermercato ed offre anche pasti take away e dispone di un ristorante con vista sul fiume Oich.
Indirizzo: Canal Side, Fort Augustus

 

 

 

 

Macelleria MacDougall

Macelleria MacDougall – V.Donsì

D J Macdougall Butcher : è una macelleria tradizionale fondata nel 1884. Offre carne di agnello, cervo, maiale. Tra le sue specialità c’è l’Haggis e il Black pudding. Le sue salsicce casarecce e i suoi hamburger sono molto richiesti.
Indirizzo: Canal Side, Fort Augustus

 

 

Dove comprare

Clansman Centre

Clansman Centre – V.Donsì

Clansman centre: piccolo centro visitatori dedicato alla storia delle Highlands, e in particolare sugli usi e costumi del XVII secolo. Dispone anche di prodotti tradizionali delle Highlands, dalla gioielleria celta o con motivo pitto a omaggi a Nessie.
Indirizzo: Canal Side, Fort Augustus

 

 

Milshop

Milshop – V.Donsì

The Mill Shop: occupa lo spazio dell’antica chiesa del paese. Vende prodotti tipici scozzesi: indumenti di lana, biscotti al burro, gioielleria e Kilt per tutte le età e taglie. Dispone anche di indumenti di cachemir e dei tradizionali vestiti di lana dell’isola di Arran.
Indirizzo: Canal Side, Fort Augustus

Vuoi perché Loch Ness appare in tutte le liste dei luoghi misteriosi, o perché si trova in quelle dei luoghi che si devono visitare almeno una volta nella vita, oppure perché la grandezza del lago ci fa dubitare di ciò che non conosciamo, se visitate la Scozia, un viaggio a Fort Augustus e al lato sud di Loch Ness è quasi d’obbligo, e noi siamo pronti ad accompagnarvi!

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Il Parco Nazionale di Loch Lomond e delle Trossachs

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Il Parco Nazionale di Loch Lomond e delle Trossachs è un’ampia area al centro della Scozia che si estende dalla costa orientale verso le Highlands per un totale di 1865 chilometri quadrati. Il Parco si trova in una zona che nel corso della storia ha rivestito un ruolo di grande importanza strategica, come dimostrano i moltissimi castelli che sono stati costruiti da queste parti. Ci troviamo infatti a metà strada tra le Highlands e le tre città principali scozzesi, Glasgow, Stirling ed Edimburgo. Addentratevi in questi paesaggi meravigliosi in compagnia di una delle nostre guide in italiano con il Tour di Glasgow, Loch Lomond, Loch Katrine e Castello di Doune offerto da ScoziaTour.

Poesia di Laghi e Montagne

Questo territorio è stato dichiarato parco nazionale dal parlamento scozzese nel 2002 e ospita una gran varietà di habitat naturali e di specie animali, molte delle quali sono in estinzione al di fuori del parco. L’acqua è la grande protagonista del parco che conta più di 22 laghi di grandi dimensioni, tra cui tre laghi salati lungo la costa, e oltre 50 fiumi e corsi d’acqua. Il resto del territorio si divide tra montagne e foreste. Le montagne che superano i 900 m, chiamate munros, sono 20, mentre 19 sono quelle tra i 700 e i 900 m, note come corbettes. L’ambiente boschivo è invece protetto dai due parchi forestali: il Queen Elizabeth Forest Park, nella zona delle Trossachs, e l’Argyll Forest Park.

Le quattro zone del parco

Il Parco Nazionale dei Loch Lomond e delle Trossachs si divide in quattro zone, ognuna con il suo paesaggio, la sua flora e la sua fauna: Loch Lomond, le Trossachs, Breadalbane e Argyll Forest.

  • Loch Lomond

Loch Lomond

Loch Lomond. Fonte. wfmillar [CC BY-SA 2.0] via Geograph

Questa zona è caratterizzata dalla più grande estensione di acqua dolce di tutto il Regno Unito, appunto il Loch Lomond, con una superficie pari a 71 chilometri quadrati. Ricoprendo una così vasta area, i paesaggi formati dalle rive del lago cambiano radicalmente. A nord le ripide pareti delle montagne scendono a strapiombo verso il lago, che in quel punto si restringe, marcando le acque più profonde. Più a sud, invece, il bacino lacustre si allarga, si abbassa ed è punteggiato da tante piccole isolette. Se ne contano fino a 35, tra cui l’isola lacustre più grande di tutta la Gran Bretagna, l’isola di Inchmurrin.  Da queste parti è possibile visitare anche il Castello di Balloch, costruito nel 1808 con le pietre di un altro castello che sorgeva lì vicino. Quest’ultimo, risalente al 1238 e occupato fino a circa il 1390, apparteneva al Conte di Lennox. Data la sua grandezza, oggi Loch Lomond è una delle principali riserve idriche per Edimburgo, Glasgow e gran parte della Scozia del Sud.

  • Argyll Forest

Duchess Wood ad Argyll

Duchess Wood ad Argyll. Fonte: Lairich Rig [CC BY-SA 2.0] via Geograph

Per chi preferisce paesaggi di montagna a quelli lacustri, la foresta di Argyll, il primo parco forestale della Gran Bretagna, vi accoglierà tra i suoi rigogliosi alberi, che crescono a distesa lungo la costa dei laghi salati fin su, verso le Arrochar Alps. Qui si trova il passo di Glen Croe, uno dei punti più alti di tutto il parco e il panorama mozzafiato vi farà dimenticare in un attimo tutta la fatica della salita. La foresta di Argyll è infatti anche nota per i numerosi percorsi di trekking e mountain bike che la attraversano, in grado di regalare emozioni indimenticabili agli amanti dell’avventura.

  • Le Trossachs

Loch Katrine

Loch Katrine. Fonte: StaraBlazkova (Own work) [CC0 PD] via Wikimedia Commons

La regione delle Trossachs vere e proprie, questa imponente catena montuosa, è il territorio che separa Aberfoyle da Loch Katrine. È una zona ricca di bellissimi laghi e valli incontaminate, che ha ispirato nei secoli diversi scrittori, come Sir Walter Scott o Daniel Defoe, e continua ancora oggi ad affascinare l’immaginario collettivo. Il contrasto tra il tipico paesaggio delle Lowlands e quello delle Highlands colpisce il viaggiatore che da Aberfoyle si dirige verso Loch Katrine percorrendo i tornanti del Passo del Duca (Duke’s Pass), intitolato al duca di Montrose che un tempo dominava queste terre. Qui vivevano anche diversi clan, come quello dei MacGregor, di cui Rob Roy era a capo nel XVIII secolo.

  • Breadalbane

Breadalbane

Breadalbane. Fonte: Steve Garvie [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

Breadalbane è la terra dei giganti, la zona che racchiude le vette più alte del parco nazionale. Ben Lui, Ben Challum, Ben More sono solo alcuni dei giganti che abitano il territorio tra Tyndrum e Killin, svettando le loro alte cime nel cielo e sfidando il proverbiale e incessante vento scozzese da secoli e millenni ormai. Un luogo quasi incontaminato, degno degli avventureri più coraggiosi.

Il fascino del Parco del Trossachs

Statua di Rob Roy -

Statua di Rob Roy. Fonte: David Dixon [CC BY-SA 2.0] via Geograph

La zona del Parco Nazionale del Trossachs è stata nei secoli al centro della storia dei Clan ai quali si deve gran parte del patrimonio sociale e culturale della zona. Tra gli altri, ricordiamo, per esempio, il Clan McGregor, Campbell, McFarlane. Diversi scrittori si sono ispirati alle vicende dei clan giacobiti, narrando delle difficili condizioni di vita tra XVIII e XIX secolo, come ad esempio Sir Walter Scott, romanziere e poeta nazionale scozzese. Il suo romanzo Rob Roy, dedicato alle gesta di quello che è stato considerato il “Robin Hood scozzese”, parla delle lotte di Robert MacGregor contro il Duca di Montrose e i suoi fedeli che vivevano in queste stesse terre. Anche i laghi della zona hanno affascinato la letteratura, e proprio Loch Katrine, per molti il lago più bello di tutta la Scozia, è dove lo stesso Walter Scott ha ambientato un altro dei suoi famosi scritti, ovvero La Donna del Lago (The Lady of the Lake), un poema epico che riprende le leggende arturiane.

Un altro personaggio storico che rimase affascinato da queste terre fu nientemeno che la Regina Vittoria, che si fece costruire una casa sulle rive di Loch Katrine dove passare le vacanze. Amante della cultura, della storia e della musica delle Highlands, questa regina non perdeva occasione di ritirarsi verso nord per godere dei paesaggi incantevoli e della quiete quasi assoluta.

Anche il famoso poeta inglese William Wordsworth passeggiò con la sorella per i sentieri di questo parco e scrisse qui la sua To a Highland Girl. Oltre agli scrittori, anche molti pittori sono stati ispirati dai paesaggi da sogno del parco. Si possono seguire le orme di tutti gli artisti seguendo la “Art and Literary Trail”, il percorso dell’arte e della letteratura tracciato all’interno del parco da diversi percorsi a piedi.

I centri principali del Parco Nazionale: Aberfoyle, Callander e Dumbarton

  • Aberfoyle

Aberfoyle

Aberfoyle. Fonte: Edward McMaihin [CC BY-SA 2.0] via Geograph

Aberfoyle è il punto di partenza per tutti coloro che desiderano scoprire le Trossachs. Tutte le informazioni relative ai migliori itinerari in bicicletta o sui sentieri da percorrere partendo dal paesino stesso sono disponibili in due diversi Visitor Centre: uno al confine con il Queen Elizabeth Forest Park e un altro giù in paese. Al David Marshall Lodge Visitor Centre vicino la Queen Elizabeth Forest troviamo un’esposizione di tutti gli uccelli tipici della zona, organizzata dalla Società Reale di Protezione degli Uccelli, mentre durante l’estate, nello Scottish Wool Centre in città è possibile vedere i diversi tipi di pecore e bestiame allevati in zona, e assistere a simpatici spettacoli con i cani pastore.

  • Callander

Callander.

Callander. Fonte: Colin Smith [CC BY-SA 2.0] via Geograph

A differenza di Aberfoyle, Callander non è molto famosa, anche se per gli scozzesi è uno di quei tipici posti dove passare un fine settimana. Questo fa della cittadina il secondo centro principale da dove partire alla scoperta del parco e dei suoi percorsi per escursioni.
Tutta la zona intorno a Callander merita una visita, infatti è in uno dei paesini vicini che troviamo uno dei castelli più popolari di tutta la Scozia: il Castello di Doune. Costruito nel XIV secolo, era la dimora del Duca di Albany, fino a quando durante la guerra civile che pose fine al regno di Maria Stuarda, la regina alloggiò lì. Oggi di proprietà di Historic Scotland e visitabile, il castello di Doune fa spesso da location per diversi film: qui è stato girato, tra gli altri, il famoso film dei Monty Pyton: I Monty Pyton e il Sacro Graal, di cui parliamo nel post dedicato ai Film Girati in Scozia.

  • Dumbarton

Dumbarton

Dumbarton. Fonte: Andrew McEwan [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

Dumbarton è un paesino che si trova alle porte della zona di Loch Lomond e delle Trossachs arrivando da Glasgow. Una volta capitale del Regno dello StrathClyde che dominava queste zone, era anche il luogo di incoronazione dei loro re. La fortezza sorta sulla cima di un vulcano estinto, proprio come Stirling ed Edimburgo, ha visto la sua importanza strategica crescere nel tempo. è stato proprio al castello di Dumbarton, infatti, che William Wallace, il famoso eroe nazionale scozzese, fu imprigionato prima di partire per Londra, dove fu torturato e condannato a morte.

 

Tutti questi luoghi si possono visitare facilmente con il Gran Tour di Scozia da 8 giorni offerto da ScoziaTour. E se non avete abbastanza tempo, anche il nostro giro in giornata tra Glasgow, Doune e i laghi vi permetterà di godere dell’atmosfera incatata del parco nazionale di Loch Lomond e delle Trossachs.

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Isola di Mull, l’ispirazione degli artisti

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L’isola di Mull è un paradiso di pace dove si può godere di un meraviglioso panorama e della luce più speciale di tutto il Regno Unito. Non c’è da meravigliarsi, infatti, che i coloristi scozzesi e molti altri pittori nei secoli abbiano scelto quest’isola come fonte di ispirazione, seguiti a ruota da diversi registi dei giorni nostri.

Isola di Mull

Isola di Mull. Fonte: Peter Evans [CC BY-SA 2.0] via Geograph

L’isola di Mull appartiene all’arcipelago delle Ebridi interne ed è la seconda per grandezza dopo Skye. A differenza di quest’ultima non ha un ponte che la collega direttamente alla terraferma e può essere raggiunta solo via mare. Questo, oltre ad una popolazione piuttosto ridotta, fa sì che l’isola mantenga una tranquillità invidiabile e sia il posto ideale per una vacanza rilassante ai confini del mondo chiassoso e stressante in cui viviamo.

Un po’ di storia

Cerchi di Pietra. Mull

Cerchi di Pietra. Fonte: Joe Bowie [CC BY-SA 2.0] via Geograph

Ci sono testimonianze che dimostrano insediamenti sull’isola di Mull fin dall’ultima era glaciale, ben 6000 anni prima di Cristo. In giro per l’isola si trovano alcune costruzioni megalitiche, come i famosi cerchi di pietra, che risalgono alle genti che popolarono l’isola nell’Età del Bronzo, mentre altre strutture fortificate, come i caratteristici crannogs (palafitte costruite sui laghi), ci mostrano la vita sull’isola durante l’Età del Ferro.

Il Cristianesimo arrivò a Mull nel VI secolo con l’opera evangelizzatrice di San Columba. Il famoso predicatore irlandese aveva infatti eletto a sua sede e punto di partenza la vicina Isola di Iona. Qui, a soli 5 minuti di traghetto da Mull, è possibile visitare l’abbazia di Iona che racconta di quel primo periodo del Cristianesimo e della sua lotta con l’antica religione celtica dei druidi.

Nel XIV secolo l’isola di Mull entrò a far parte dei domini del Signore delle Isole, allora il capo del Clan MacDonald. Con la fine della Signoria delle Isole, Mull passò nelle mani prima dei MacLean e poi dei Campbell (1681).

Tra il XVIII e il XIX secolo, Mull, come gran parte delle Highlands, subì le cosiddette Clearances, cioè lo sgombero forzato degli abitanti ad opera del governo inglese, che portò la popolazione dell’isola a ridursi da 10.000 a meno di 3.000 abitanti. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’isola di Mull fu sede di una base militare navale, prima di recuperare la pace che oggi la caratterizza.

Tesori sommersi

La Confiance. Ambroise-Louis Garneray

Galeone. Fonte: Ambroise-Louis Garneray [CC0 PD] via Wikimedia Commons

Narra la leggenda che da qualche parte sotto le acque che circondano l’isola di Mull, nei pressi di Tobermory bay, si trovi il relitto di un galeone spagnolo carico di un tesoro che aspetta solo di essere trovato. Secondo una versione della storia si tratta di uno dei galeoni dell’Invincibile Armata ormeggiato a Mull per rifornirsi prima di tornare in Spagna. In seguito a una disputa scoppiata a bordo, un incendio della polvere da sparo avrebbe fatto esplodere ed affondare la nave con il suo ricchissimo carico di dobloni d’oro. Un’altra versione afferma invece che si trattasse del San Juan de Sicilia fermatasi per aiutare il capoclan MacLean in una delle sue battaglie. Stando agli archivi, però, quella nave trasportava soltanto truppe e non oro. Cacciatori di tesori hanno cercato il relitto per più di duecento anni, ma nessuno ha trovato il tesoro e la verità sul galeone spagnolo è ancora sommersa dalle acque di Mull.

I Castelli dei Clan

Due imponenti fortezze, il Castello di Duart ed il Castello di Torosay, fanno da contorno perfetto alla bellezza naturale dell’isola di Mull, con il loro splendore tipico delle residenze neoclassiche.
Il Castello di Duart fu portato in dote nel 1350 da Mary, figlia di John of Islay, allora Signore delle Isole, nel suo matrimonio con il capo del Clan MacLean. Durante il XVII secolo il castello fu al centro delle lotte tra clan legate alle Rivolte Giacobite, in particolare tra i MacLean e i Campbell, quest’ultimi signori di Argyll e sostenitori della corona inglese. Soltanto alla fine del Seicento i Campbell riuscirono ad espugnare e impossessarsi del castello, che da allora iniziò una lenta rovina. Nel corso dei secoli successivi passò di mano in mano finché all’inizio del Novecento non fu riacquistato da un MacLean e restaurato. Oggi è aperto al pubblico durante l’estate e viene usato spesso come location cinematografica. Tra i tanti film girati in Scozia, Entrapment, del 1999, con Sean Connery come attore protagonista, fu ambientato in questo castello.

Castello di Duart

Castello di Duart. Fonte: Philippe Giabbanelli (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Il Castello di Torosay, molto più recente (1858) è opera dell’architetto David Bryce. Più del castello in sé, il visitatore rimane colpito dai 5 ettari di giardini che lo circondano. Nei giardini è possibile passeggiare, tra le altre cose, lungo lo Statue Walk, un sentiero sul quale sfilano 19 statue opera dello scultore italiano Antonio Bonazza. Le statue furono ritrovate in un giardino abbandonato vicino Milano dal vecchio proprietario del castello, William Guthrie, che decise di mandarle in Scozia per abbellire i giardini della sua casa natale. Da sempre considerato la dimora del Clan Guthrie, oggi il castello è stato restaurato ed è aperto al pubblico, come il precedente castello di Duart.

Castello di Torosay

Castello di Torosay. Fonte: Allister Combe [CC BY-SA 2.0] via Geograph

Tobermory

L’incantevole capitale dell’isola di Mull, Tobermory, è un piccolo villaggio di pescatori. È stata fondata nel 1788 e le sue case colorate ricordano quelle dell’Irlanda o della più vicina isola di Skye. Ci troviamo in uno dei luoghi più suggestivi di tutta l’isola, ed anche nel luogo di nascita dell’unico whisky dell’isola di Mull, la distilleria Tobermory. Aperta solo 10 anni dopo la fondazione del paesino, con il nome di Distilleria Ledaig, oggi produce uno dei whisky tipici della regione delle Highlands e delle Isole, ovvero il whisky Tobermory, ed anche un whisky torbato ad edizione limitata, che ha ancora il vecchio nome della distilleria, il whisky Ledaig.

L’isola offre anche moltissime attività culturali ed è centro di una Compagnia di Teatro attiva in tutta la Scozia che tra le altre cose gestisce un programma di educazione e sensibilizzazione della gioventù. Tra i vari passatempi offerti ai visitatori si trovano le escursioni in barca oppure a piedi nell’entroterra isolano, passeggiate a cavallo e interessanti scorsi paesaggistici. Se vi sentite stuzzicati dall’idea di farci un salto, date un’occhiata al nostro Tour a Oban e alle isole di Mull e Iona.

Tobermory

Tobermory. Fonte: Luxborealis [CC BY-SA 3.0 or GFDL], via Wikimedia Commons

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Isola di Arran, la Scozia in miniatura

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La Scozia in miniatura

Isola di Arran

Isola di Arran. Fonte: Peter Ward [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

Arran è l’isola più grande del Firth of Clyde, il fiordo del fiume Clyde, e la settima per grandezza tra tutte le isole della Scozia. L’isola è conosciuta come “la Scozia in miniatura” perchè il suo territorio è ricco di contrasti, essendo attraversato dalla Highland Boundary Fault, la faglia di confine delle Highlands. La parte settentrionale, con le sue montagne scoscese, le sue brughiere e le sue profonde valli, ricorda molto il paesaggio delle Highlands: in questa zona si trova anche il monte più alto dell’isola, il Goat Fell (874 m). La parte meridionale, invece, è più simile alle Lowlands, con morbidi paesaggi e rilievi più dolci, e ha una serie di isolette satellite, come Holy Isle e Pladda. L’isola di Arran è passata alla storia come “il paradiso dei geologi” proprio per queste sue particolarità, ed è stato sulle sue colline che James Hutton, il padre della geologia moderna, ha scoperto e studiato l’età della Terra alla fine del XVIII secolo.

I principali centri dell’isola

A nord dell’isola si trova il piccolo villaggio di Lochranza, che sorge in una piccola baia. Qui molti affittano una casa per le vacanze nei pressi delle imponenti rovine di un castello del XIII secolo, costruito su una lingua di terra che si allunga nel lago dove si affaccia il paese. A Lochranza si trova anche la più recente distilleria in tutta la Scozia, inaugurata nel 1995 dall’attore scozzese Ewan McGregor – la prima distilleria legale aperta sull’isola da oltre 160 anni! Qui c’è sempre la possibilità di saperne di più sul whisky scozzese o di degustarne un pò.

Castello di Lochranza, isola di Arran, Scozia

Lochranza sull’isola di Arran. Fonte: Chris McLean [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

Sulla costa orientale, ai piedi del Goat Fell, si trova Brodick, il centro più importante di Arran. Due posti da visitare in questa città sono sicuramente il Castello di Brodick e l’Heritage Museum. Il castello era un tempo dimora dei duchi di Hamilton (simpatizzanti di Maria Stuarda), i cui attraenti giardini con bei sentieri di rododendri meritano senza dubbio una visita. Il museo ospita reperti interessanti che illustrano la storia dell’isola, dalla preistoria ai giorni nostri. Tra le altra cose si può anche visitare un cottage con gli arredi della fine del XIX secolo, passeggiare a cavallo sulla larga baia, oppure partire per uno dei tanti percorsi trekking intorno all’isola.

Memoria di pietra

Machrie moor

Machrie moor. Fonte: Colin [CC BY-SA 3.0] via Wikimedia Commons

L’isola di Arran è stata abitata fin dal Neolitico, e molti sono i siti ancora oggi visitabili. Sulla costa occidentale dell’isola, circondate da un orizzonte di brughiere e montagne, ci sono una serie di pietre disposte a cerchio, erette dalle popolazioni neolitiche nella zona di Machrie Moor. Numerose altre tombe a galleria, risalenti a quello stesso periodo, sono state ritrovate nei dintorni, a testimonianza dei numerosi insediamenti che si trovavano in questa zona.

A sud-ovest, Torr a’ Chaisteal Dun è invece il luogo di una struttura fortificata dell’Età del Ferro. Dai ritrovamenti, le antiche mura del 200 d.C. dovevano avere uno spessore di ben 3 metri e racchiudere una superficie di 14 metri di diametro.

Nel Medioevo Arran fu uno dei centri della predicazione cristiana, trovandosi non lontana dalle Isole Ebridi, dove si stabilirono i primi cristiani provenienti dall’Irlanda. A far sentire la sua opera su quest’isola fu soprattutto San Molaise, le cui attività si concentrarono sulla Holy Isle, isoletta a sud-est di Arran. Nelle grotte sotto Keil Point, invece, sono conservate ancora oggi, nella pietra di quello che probabilmente era un altare, le impronte di due piedi destri che si dice appartenessero a San Columba, il grande evangelizzatore della Scozia. Un’altra grotta dall’altra parte dell’isola, chiamata King’s Cave, “la grotta del re”, si dice che abbia invece ospitato Robert The Bruce durante i suoi anni di latitanza prima della fine delle guerre di indipendenza scozzesi.

Attività per tutti i gusti

Cima del Goat Fell ad Arran, Scozia

Cima del Goat Fell. Fonte: Clydecoast (Own work) [CC BY-SA 3.0 or GFDL], via Wikimedia Commons

Insomma, chi visita Arran non corre mai il rischio di annoiarsi. La storia, la cultura, il whisky e i paesaggi offerti da questa isola si adattano ai gusti e alle esigenze di tutti e di tutte le età. Dalla semplice passeggiata sulla spiaggia alla scalata del Goat Fell attraverso percorsi trekking ed escursioni, dalla visita ai castelli sui laghi ai giri in barca o in canoa lungo le coste millenarie. E per chi preferisce l’aspetto mangereccio della vacanza, la cucina di Arran offre una serie di prelibatezze tra cui formaggi tipici, prodotti da forno, cioccolata e per quanto riguarda le bevande, un’ottima birra e ovviamente un whisky speciale.

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