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Cimitero di Greyfriars: il giardino delle anime

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Una passeggiata per uno dei cimiteri di Edimburgo più ricchi di storia, paura e terrore

Nell’immaginario comune la Scozia è terra di misticismo, paura, spiriti e fantasmi. Il collegamento non è causale: la relazione è viscerale e la quantità di cimiteri nella capitale scozzese lo dimostra. Per gli appassionati del tema, abbiamo già parlato dei Cimiteri della capitale Scozzese in un post che non potete assolutamente perdervi. Tra questi spicca il cimitero di Greyfriars, impareggiabile per bellezza e ricchezza di storia e leggende, al punto da meritare un post a parte! Di seguito faremo una passeggiata per questo angolo di Edimburgo, nascosto dietro la piazza di Grassmarket, nel centro della città. In realtà, siamo in un luogo che è il centro di molto altro…

Cimitero di edimburgo più terrificante: cimitero di Greyfriars

Cimitero di Greyfriars. Fonte: Kim Traynor (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Questo cimitero è speciale perché ha una doppia identità. Provate a visitarlo di giorno e poi di sera, e vi accorgerete che sembra di attraversare due posti completamente diversi, conoscendone la storia, ovviamente.

Giardino di giorno…

Durante le ore di luce, il cimitero di Greyfriars è un bellissimo giardino delle anime. Le lapidi secolari, ricoperte di muschio, sono inserite in una cornice fatta di erba verdissima, alberi e vialetti. Il posto diventa un parco dove poter passeggiare, mangiare nella pausa pranzo, leggere e vivere un momento di pace. E non importa se piove o c’è il sole: lo scenario è sorprendente, sempre! Uno dei modi migliori per goderne è partecipare al nostro tour a piedi per la città di Edimburgo, dove le nostre guide esperte vi accompagneranno per le close più segrete per rivelarvi misteri ancora più segreti!

Greyfriars Bobby wikipedia.org

Il nome del cimitero deriva direttamente da quello dell’ordine monastico dei francescani a cui apparteneva: Greyfriars vuol dire letteralmente “frati grigi”. La comunità francescana di Edimburgo fu sciolta a metà del XVI secolo, lo stesso periodo in cui venne costruita la chiesa che si erge tra queste tombe. Si pensò di fare lì un nuovo cimitero perché il camposanto della chiesa di San Egidio (Saint Giles nota come la Cattedrale di Edimburgo) era ormai pieno e non c’era più spazio per seppellire nemmeno un altro corpo in tutta la città. Questo cimitero è un esempio di quelli che vengono chiamati “graveyard” e non “cemetery” dato che le tombe si costruirono attorno ad una chiesa (in scot “Kirk”). Le prime tombe che vi si trovano risalgono al XVI secolo, mentre le più recenti sono del XIX e custodiscono, tra gli altri, i corpi di molti personaggi famosi che hanno vissuto in città in questo lasso di tempo, tra i quali James Hutton, l’architetto J. Craig e il famoso cagnolino Bobby.

Soprattutto quest’ultimo è diventato una vera e propria mascotte di Edimburgo. Bobby era un piccolo Skye Terrier che quando il suo padrone morì rimase a fare la guardia alla sua tomba e non si mosse di lì per ben 14 anni. A quanto pare, il cane si allontanava solo per andare a mangiare al bar che si trovava all’entrata, che oggi porta il suo nome. Questa storia commosse tanto gli abitanti della città che, in un’epoca in cui alla morte del padrone veniva ucciso anche l’animale, non solo salvarono la vita di Bobby, ma lo nominarono cittadino di Edimburgo perché potesse essere seppellito nello stesso cimitero, accanto al suo padrone. Oggi, infatti, è possibile vedere la tomba di “Greyfriars Bobby” (come lo si conosce) proprio accanto all’entrata del cimitero. Non è difficile individuarla grazie alla quantità di regali lasciati dai visitatori, soprattutto peluche e bastoncini “per farlo giocare”.

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Cimitero di Greyfriars. Fuente: kim traynor [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

Ma uno sguardo al di là del nostro naso ci fa scoprire che siamo in un luogo incantato. Lo scorcio dei palazzi della Old Town, costruiti a ridosso l’uno dell’altro, il famoso dislivello architettonico di Edimburgo, il castello arroccato, le guglie che spuntano dovunque si poggino gli occhi… siamo entrati in una fiaba! Non ci stupirà quindi scoprire che J. K. Rowling, la scrittrice di Harry Potter, amava passeggiare per questo cimitero, prendendo ispirazione da luoghi, paesaggi, atmosfera e nomi incisi sulle lapidi. Tutto filtrato dalla sua potente capacità creativa, in un mix che ci ha regalato un fenomeno letterario senza eguali.

E siamo sempre in un cimitero. Di giorno, appunto.

Poltergeist di notte

La parola poltergeist proviene dal tedesco e vuol dire “spirito rumoroso” (geist, spirito, e poltern bussare). Un termine che da anni ormai accompagna la storia del cimitero di Greyfriars, collocandolo in un’atmosfera di terrore e sgomento. Per comprendere le origini della vicenda, bisogna fare un salto indietro nel tempo, alla metà del XVII secolo.

Chiesa di Greyfriars cimitero di Edimburgo da visitare

Chiesa di Greyfriars. Fonte: Rick2007 [Public domain], via Wikimedia Commons

In questo periodo la Scozia era dilaniata da lotte religiose, cominciate quasi un secolo prima con la diffusione della dottrina protestante presbiteriana. La decisione del re Carlo I di introdurre la fede anglicana anche nel nord della Gran Bretagna fu affrontata con astio dai cittadini scozzesi. Gli attivisti religiosi presbiteriani firmarono il National Covenant (il patto nazionale della Scozia) proprio nella chiesa di Greyfriars, il 28 febbraio del 1638, da cui il nome covenanters, i Covenanti. Dopo la firma, i Covenanti si ribellarono contro il sovrano ed ottennero una temporanea vittoria. Ma la contentezza durò poco, perchè il nuovo sovrano, Carlo II, figlio del precedente, sconfisse i Covenanti a Bothwell Brig (1679): comincia da questo momento quello che gli storici conoscono come the killing time, una delle pagine più buie della storia della Scozia.

Dopo la battaglia, più di 1200 firmatari del patto furono incarcerati, torturati e condannati in un luogo che ancora oggi troviamo all’interno del cimitero, la “Covenanter’s Prison” (la prigione dei Covenanti). Una prigione a cielo aperto che, considerate le condizioni climatiche dell’inverno scozzese, era già di per sé un castigo considerevole. 250 di loro vennero deportati come schiavi in America, ma il naufragio dell’imbarcazione, al largo delle Isole Orcadi, provocò la morte di quasi tutti i passeggeri. Nel frattempo, i prigionieri in attesa di giurare fedeltà al re furono lasciati a combattere contro le intemperie e soprattutto contro le torture psicologiche attuate dai loro carcerieri: il trattamento era crudele e ad alta prova di resistenza. Molti furono successivamente impiccati a Grassmarket, ed a volte seppelliti proprio a Greyfriars. Nessuno di loro uscì vivo da quei cancelli.

George Mackenzie

George Mackenzie. Fuente: James Granger, via wikipedia

A ordinare la strage dei presbiteriani fu il braccio destro del Re Carlo II, il giurista George Mackenzie, la cui attitudine spregiudicata e spietata gli valse il nome di Bloody Mackenzie (Mackenzie “il sanguinario”). La sua tomba, denominata The Black Mausoleum, il mausoleo nero, si erge scuro e freddo proprio a pochi passi dalla prigione, quasi a voler intimorire i ribelli anche dopo la morte.

Attualmente nel cimitero di Greyfriars si può passare davanti alla prigione dei covenanters. Un luogo che ha accumulato negli anni così tanta sofferenza, morte violenta e ingiusta da diventare uno dei siti più famosi al mondo per attività paranormali. Queste attività vantano una lunga tradizione in questo cimitero, ma è solo a partire dagli anni ’90 che si è assistito ad un aumento vertiginoso del fenomeno, che ha attirato l’attenzione e la curiosità di molti.

Il Mausoleo di G. Mackenzie, detto Mausoleo Nero, Edimburgo

Il Mausoleo Nero. Fonte: Jonathan Oldenbuck (Own work) [CC BY-SA 3.0 or GFDL], via Wikimedia Commons

Pare che una sera un vagabondo entrò nel poco accogliente mausoleo per riparsi dal freddo, in cerca di un riparo o forse di una vendetta per i covenanters. Fatto sta che si ritrovò improvvisamente nella cripta sottostante, tra un mucchio di ossa ammuffite. Scappò via a gambe levate. Dopo qualche giorno una donna testimoniò di essere stata spinta all’indietro da una folata di vento gelido, dopo essersi affacciata tra le fessure del mausoleo. In quei giorni circa venti persone ammisero di essere state attaccate da forze invisibili e inspiegabili. Il comune della città decise di chiudere prigioni e mausoleo, consentendo l’accesso nel 1999 soltanto a J. Henderson, uno studioso di fenomeni paranormali.

Tra il 1990 e il 2006 sono stati segnalati circa quattrocento fenomeni tra cui percezione di punti caldi e punti freddi, rumori nel sottosuolo, ringhia. Persone che sentono sbalzi emotivi fortissimi, scoppiano in lacrime, svengono o avvertono sensazioni di nausea. Insomma, il poltergeist di Mackenzie è tra noi. Nel 2000 il reverendo Colin Grant fu chiamato ad esorcizzare la zona, ma ammise che nel luogo c’erano energie troppo potenti e che temeva per la sua stessa vita. Morì dopo poche settimane per un infarto. Qualche tempo dopo un nuovo tentativo di esorcismo fallì.

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Targa commemorativa dei covenanti. Fonte: Bill Henderson, (CC BY-SA 2.0), via geograph.org.uk

Il cimitero di Greyfriars continua ad accumulare interesse e terrore. Anche i più scettici si ricrederanno, dopo aver conosciuto la storia che ha segnato per sempre questa zona. Del resto, non risulterà nemmeno così impossibile immaginare che di notte i fantasmi dei covenanters, dannati e straziati da tanto dolore, sbuchino fuori e oltrepassino la soglia della prigione per andare a vendicare la propria morte e prendere d’assalto il black mausoleum. E non sarebbe nemmeno così impensabile che, nella spettrale colluttazione, un graffio e un taglietto coinvolgesse qualche passante notturno e curioso! Del resto, come diceva R. L. Stevenson: “Only a few inches separate the living from the dead” (“solo pochi passi separano i vivi dai morti”).

Se siete appassionati di storie di terrore e fantasmi, avrete già capito di essere nel posto giusto. Edimburgo nasconde tante altre storie e leggende con personaggi misteriosi, che le nostre guide italiane saranno orgogliose di raccontavi nel nostro avvincente tour dei fantasmi della città di Edimburgo!

E se vi è piaciuto questo articolo, probabilmente gradirete continuare la lettura su quali chiese e quali monumenti visitare nella città vecchia di Edimburgo.

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Guida ai cimiteri di Edimburgo

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Un itinerario alle porte dell’aldilà

Non si può lasciare Edimburgo senza aver visitato almeno uno dei cimiteri storici di questa città. In un primo momento, una visita al cimitero può sembrare un fatto strano, ma in questa città sono molte le cose particolari e una di esse è proprio la “tradizione” di presentare i suoi cimiteri come uno degli incanti della città. Non tanto come un’attrazione turistica, ma come un elemento radicato nella città stessa, che mostra al viaggiatore un modo di sentire “l’altra vita” del tutto naturale e non così terrificante come appare nella mentalità cattolica. Con questa idea in mente, i cimiteri si trovano in mezzo alla città, tra i monumenti più famosi. Durante le belle giornate sono pieni di gente, come fossero parchi pieni di storie nascoste tra le nicchie, i mausolei e le lapidi.

Un Cimitero a Edimburgo

Cimitero a Edimburgo. Fonte: Marianna Saska (Flickr: Edinburgh Castle – View From a Cemetery) [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

Seguiteci in un incredibile percorso per i cimiteri assolutamente da non perdere, ognuno con le sue particolarità che lo rendono del tutto unico.

Prima di cominciare dobbiamo fare una distinzione che in italiano non facciamo e cioè quella tra “cemetery” e “graveyard”. La prima, parola di origine greca da “koimeterion” (luogo di riposo), si riferisce a un santuario funebre di maggiori dimensioni che non si trova necessariamente adiacente a una chiesa e in cui si seppelliscono sia i corpi che le ceneri dei defunti; la seconda, più antica della precedente, si riferisce a un camposanto adiacente a una piccola chiesa nel quale in genere venivano sepolti gli esponenti delle classi più alte in tombe addossate alla chiesa stessa in segno di onore. Entrambi i termini si traducono in italiano con “cimitero”.

1. Il Cimitero di Calton (Old Calton Burial Ground)

Uno dei cimiteri più visitati e importanti di Edimburgo, sia per la sua bellezza architettonica che per la sua storia e i personaggi illustri che qui riposano, si trova nei pressi della collina di Calton Hill, nella zona nordorientale del centro città. Oggi chiuso per manutenzione, il cimitero di Calton è un sito storico costruito all’inizio del XVIII secolo che dà sepoltura a personaggi del calibro del filosofo David Hume, l’editore William Blackwood o il reverendo Robert Candlish.

Cimitero di Calton

Cimitero di Calton. Fonte: Jonathan Oldenbuck (Own work) [GFDL or CC BY 3.0], via Wikimedia Commons

Alla sua costruzione, il cimitero serviva esclusivamente per gli abitanti del villaggio di Calton. Oggi è visibile solo la metà di quello che anticamente era il cimitero, che fu diviso in due parti in seguito all’apertura della Waterloo Place dedicata alla vittoria nella nota battaglia del 1815. Per portare a termine la divisione del cimitero fu necessario rimuovere tutti i corpi che si trovavano dove ora sorge la strada, insieme alle rispettive tombe, e portarli in quello che divenne il “New Calton Cemetery”.

Tra i monumenti più famosi, ne ricordiamo uno che si staglia contro il cielo di Edimburgo e si può vedere da ogni punto della città: il Monumento ai Martiri Politici (The Political Martyrs Monument). È dedicato alla memoria di cinque riformisti politici, due scozzesi e tre inglesi, che furono arrestati e condannati per aver cercato di diffondere le idee liberali della Rivoluzione Francese. Tra il 1794 e il 1795, i cinque furono mandati in Australia, in quella che allora era considerata la più grande e peggiore prigione del mondo. Circa 50 anni dopo, il pensiero sociale e politico diventò più liberale, e si decise che dopotutto quei cinque signori non erano stati pericolosi sovversivi ma eroi che avevano lottato per le loro idee. Perciò, nel 1844 si costruì in loro onore il monumento che possiamo osservare oggi: un gigantesco monolite di pietra grigia alto 27 metri che, con la sua forma di obelisco, voleva simboleggiare un faro che illuminasse il cammino alle anime dei cinque di ritorno dall’Australia.

Su uno dei lati sono scolpiti i nomi dei cinque martiri: Thomas Muir, Thomas Fyshe Palmer, Willam Skirving, Maurice Margarot e Joseph Gerrald. Su un altro lato troviamo invece un’iscrizione in cui si legge: “I know that what has been done these two days will be rejudged”. Si tratta delle parole pronunciate da William Skirving durante il processo che subì il 7 giugno del 1794 e che significano: “so che ciò che è stato fatto in questi due giorni sarà giudicato di nuovo”. E così fu, in effetti.

Monumento ai soltadi Scozzesi Americani

Monumento ai soltadi Scozzesi-Americani. Fonte: KimTraynor [CC BY-SA], via Geograph

Un altro monumento commemorativo che attira l’attenzione del visitatore è il “Monumento ai soldati scozzesi-americani”, lo Scottish-American Soldiers Monument, costruito alla fine del XIX secolo. Ci si trova davanti agli occhi nientemeno che una statua di Abraham Lincoln, di fatto la prima che sia mai stata costruita fuori dagli Stati Uniti. Ai suoi piedi si trova uno schiavo nero liberato che lo ringrazia sostenendo un libro a dimostrazione della sua cultura di uomo libero. La statua è stata eretta con fondi americani per custodire e ricordare le vite di sei soldati scozzesi morti nella Guerra di Secessione Americana. Vale senza dubbio la pena di visitare il cimitero anche solo per vedere questo monumento. Attenzione ad entrare di notte, però, perché la statua di Lincoln non sembra affatto una statua e i più paurosi, come è già successo, rischiano di prendersi proprio un bello spavento prima di rendersi conto che quel signore sospeso a mezz’aria è di pietra e non può fare alcun male.

Molti si chiedono come mai ci sia un monumento commemorativo della Guerra di Secessione statunitense nella capitale scozzese, ma basta indagare un po’ più in profondità nella storia di questo paese per scoprire la stretta relazione che lo lega agli Stati Uniti fin dal XVIII secolo. Perfino quando scrissero la “Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti”, gli americani si basarono sulle idee di uno dei filosofi più in voga del momento, lo scozzese David Hume, che tra l’altro è sepolto a pochi metri dal monumento.

Mausoleo di David Hume, Calton Cemetery Edimburgo

Mausoleo di David Hume. Fonte: kim traynor [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

David Hume fu una delle figure più importanti dell’Illuminismo Scozzese, e la città oggi ricorda il suo filosofo con un enorme mausoleo al quale, dopo la sepoltura di Hume, si dovette montare la guardia per ben 8 giorni a causa dell’ostilità pubblica che questi si era attirato in vita, in parte a causa del suo dichiarato ateismo. Oggi probabilmente il filosofo si rivolta nella tomba perché, un anno dopo la sua morte, sua nipote venne sepolta nello stesso luogo e poiché era una donna devota, al contrario dello zio, al mausoleo venne aggiunta un’iscrizione religiosa. Nella parte frontale del mausoleo, sotto una nicchia con un enorme vaso, si legge: “Behold, I come quickly, thanks be to God which giveth us the victory through our Lord Jesus Christ” (Ecco, io vengo tosto, sia resa grazia a Dio che ci ha dato la vittoria attraverso nostro Signore Gesù Cristo).

2. Il Cimitero di Greyfriars (Greyfriars Kirkyard)

Questo cimitero è un esempio di quelli che vengono chiamati “graveyard” e non “cemetery” dato che le tombe si costruirono attorno ad una chiesa (in scot “Kirk”). Il cimitero di Greyfriars si trova nella zona più meridionale della Old Town ed è uno dei più antichi della città. Le prime tombe che vi si trovano, infatti, risalgono al XVI secolo, mentre le più recenti sono del XIX e custodiscono, tra gli altri, i corpi di molti personaggi famosi che hanno vissuto in città in questo lasso di tempo.

La Prigione dei Covenanti nel Cimitero di Greyfriars, Edimburgo

Prigione dei Covenanti. Fonte: Kim Traynor [CC BY-SA] via Geograph

La chiesa dei francescani, (appunto, “Greyfriars“, frati grigi) che si trova al suo interno fu testimone di uno degli avvenimenti più importanti della storia religiosa di Edimburgo e della Scozia in generale, perché proprio qui si firmò il “National Covenant” (il patto nazionale della Scozia) il 28 febbraio del 1638. Tra le migliaia di oscure storie che la città e i suoi cimiteri custodiscono, questa è una delle più cruente. In essa hanno un ruolo importante sia la chiesa, che ancora conserva una copia originale del documento firmato dai Covenanti, sia la prigione a cielo aperto dei Covenanti, poco lontano, sia uno dei monumenti più inquietanti del cimitero, il Black Mausoleum (il Mausoleo Nero), che ha un aspetto del tutto appropriato al carattere maligno del suo proprietario ed è una delle più visitate della città.

Statua di Bobby

Statua di Bobby. Fonte: Michael Reeve [GFDL or CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons

Per narrare le storie custodite in questo luogo, sia quelle più tristi e cruente, che quelle più interessanti e curiose, come la storia del cagnolino Bobby, tra le celebrità seppellite qui, abbiamo dedicato un intero post alla storia del cimitero di Greyfriars. Nonostante le dimensioni del cimitero, però, i segreti che nasconde sono molti di più, e se volete fare un giro completo del cimitero, unitevi alla passeggiata storica per Edimburgo di Scozia Tour che vi porterà al muro che segnava “la fine del mondo” per gli scozzesi, vi racconterà nei dettagli la storia del cagnolino più famoso della città e del suo padrone, quella dei Covenanti e di come le abitazioni e i negozi scozzesi sorgano addossate ai cimiteri, quasi fossero parchi.

3. Il Cimitero di Canongate (“The Canongate Kirkyard”)

Uno dei cimiteri più conosciuti e frequentati della città si trova proprio sul Royal Mile, a pochi metri dal Palazzo di Holyrood, residenza reale, e come Greyfriars, è uno dei più antichi di Edimburgo. Le prime tombe risalgono alla fine del XVII secolo e le più recenti sono della metà del XX secolo, e tra i vari inquilini anche qui troviamo alcune delle figure di spicco della storia della Scozia. Ci troviamo di fronte ad un altro esempio di “graveyard” o “kirkyard” dato che tutte le tombe sono costruite attorno al solenne edificio della “Chiesa Nuova di Canongate”, fondata nel 1688 e terminata pochi anni dopo, sotto la giurisdizione dell’abbazia di Holyrood.

Cimitero di Canongate, Edimburgo

Cimitero di Canongate. Fonte: Dave Wilcox [CC BY-SA], via Geograph

L’entrata del cimitero è facile da individuare grazie alla statua del poeta Robert Fergusson che qui è sepolto. Il monumento fu ordinato da Robert Burns, ammaliato dalla breve vita e dall’opera di questo poeta, e fu terminato dopo la sua morte. Fergusson rifiutò una formazione che gli avrebbe permesso di diventare ministro e all’età di 22 anni decise di dedicarsi alla poesia. La sua produzione fu molto prolifica ma poco estesa, dato che a soli 24 anni trovò la morte in seguito a circostanze ancora oscure. Non si sa bene, infatti, se soffrisse di depressione, ma sicuramente passò gli ultimi giorni della sua vita al “lunatic asylum of Dorian House hospital”, ovvero in manicomio (Manicomio di Dorian), e fu lì che dopo alcune settimane di agonia, morì.

Un altro ospite del cimitero di Canongate di cui avrete sicuramente sentito parlare è Adam Smith, economista e autore di “The Wealth of Nations” (la Ricchezza delle Nazioni). Ebbene sì, l’economista che tutti abbiamo dovuto studiare, in un modo o nell’altro, era scozzese ed era anche molto amico del filosofo di cui abbiamo parlato prima, David Hume, sepolto nel cimitero di Calton. Smith non era originario di Edimburgo ma visse in questa città per ben 10 anni ed è qui che venne sepolto. La sua tomba è oggi meta di “pellegrinaggio” per tutti gli economisti del mondo e per chi ammira la sua opera indipendentemente dal campo in cui lavora.

Molte altre personalità scozzesi oggi riposano in questo luogo come, per esempio, il chirurgo Benjamin Bell, nonno di un altro chirurgo Joseph Bell, a cui Arthur Conan Doyle si ispirerà per la creazione di Sherlock Holmes; o Dugald Stewart, anch’egli un grande della filosofia degli inizi del XIX secolo che giace nell’unica tomba sigillata. Ma l’aneddoto più curioso è senza dubbio quello legato ad una piccola tomba che ispirò Charles Dickens per la creazione del protagonista del suo celebre Canto di Natale (A Christmas Carol), il burbero Ebenezer Scrooge. Si racconta che Dickens stava passeggiando per il cimitero quando trovò una tomba sulla quale si leggeva il nome Scroggie e l’epitaffio “meal man” (che potremmo tradurre come “l’uomo dei pasti” oppure “il commerciante di mais” – meal è anche la farina di mais), ma a causa della poca luce e della sua leggera dislessia, lo scrittore fraintese l’iscrizione e lesse: “mean man” (l’uomo infame). Subito pensò che per essersi meritato una simile iscrizione che lo segnava per l’eternità, quell’uomo doveva essere stato davvero terribile in vita e così cominciò a costruire nella sua mente una storia che si sviluppava attorno al carattere di questo scorbutico personaggio.

4. Il Cimitero di Dean (Dean Cemetery)

Cimitero del Dean Villlage a Edimburgo

Cimitero del Dean Village. Fonte: Stephencdickson (Own work) [CC BY-SA 4.0], via Wikimedia Commons

Uno dei cimiteri meno conosciuti dai visitatori della città, ma che vale sempre la pena visitare, è un enorme camposanto costruito alla fine del XIX secolo, che divenne uno dei cimiteri più in voga dell’epoca. La New Town era stata costruita da circa 150 anni e i personaggi celebri della città non volevano più essere seppelliti nei cimiteri storici, dunque cominciarono a costruire i loro mausolei in questo spazio all’interno del Dean Village. E’ un piccolo borgo a circa 15 minuti a piedi dal centro della città, dove si respira un’atmosfera del tutto diversa, molto più bucolica, e ci si ritrova immersi nella natura e lontani dal caos della città. Alcuni dei monumenti funerari del cimitero di Dean si annoverano tra le più grandi opere architettoniche della Edimburgo vittoriana ed erano destinati soprattutto alle classi medie e alte. Molti di essi custodiscono i corpi di grandi del mondo della medicina, delle scienze, delle arti e delle lettere, ma la maggior parte sono dedicati alle grandi imprese durante la guerra e poi la pace, sia al livello nazionale che internazionale: sono, insomma, monumenti alla memoria bellica.

Nonostante sia un cimitero privato, il Dean Cemetery ha diversi orari di apertura al pubblico e vale veramente la pena passeggiare per i suoi deliziosi sentieri in una cornice vegetale diversa ogni epoca dell’anno. L’aspetto odierno del cimitero è esattamente quello che il suo artefice, David Cousin, aveva voluto dargli nel suo progetto, in cui ogni cosa aveva un posto preciso, sia le piante che i monumenti funerari, nonostante questi ultimi siano poi, nel tempo aumentati.

5. Il Cimitero di St. Cuthbert’s Church (“The Graveyard of St Cuthbert”)

Nel cuore della città, all’ombra del Castello di Edimburgo, si può passeggiare nei giardini di Princes Street, la strada che separa la Old Town dalla New Town. All’interno di questo parco si trova il cimitero della chiesa di San Cutberto. Anche se, come il precedente, non è molto antico, è comunque un cimitero storico dato che si costruì nel XVIII secolo. Le prime notizie in cui appare come luogo di sepoltura, però, sono molto più antiche e risalgono al 1606 quando lì fu sepolto Robert Pont, Secondo Ministro della chiesa di San Cuthbert dopo la Riforma.

Cimitero di St. Cuthbert a Edimburgo

Cimitero di Saint Cuthbert. Fonte: Kim Traynor [CC BY-SA 2.0] via Geopgraph

Il cimitero ospita centinaia di monumenti funerari dove sono conservati i corpi di personaggi illustri e molto noti a livello internazionale. Per esempio, oggi riposa qui un certo signore nato ad Edimburgo che fu l’inventore dei “logaritmi naturali”: D. John Napier, il cui nome è oggi quello di una delle più prestigiose università della città, la “Napier University”. Passeggiando, incontreremo anche lo zio di Charles Darwin, omonimo, o l’architetto George Kemp, autore del monumento più grande mai costruito in onore di un letterato, lo “Scott Monument” su Princes Street. Un incontro sorprendente sarà quello con la tomba di uno scrittore inglese nato vicino a Manchester, Thomas de Quincey, autore di “Confessioni di un mangiatore d’oppio” (“Confessions of an English opium eater”), uno dei saggi più letti del romanticismo inglese. Intorno al 1829 lo scrittore arrivò a Edimburgo e qui fu sepolto. Un altro monumento interessante è quello in memoria di uno dei Ministri della Chiesa presbiteriana di San Cuthbert, David Dickson, a cui spettò il compito di officiare il funerale di Sir Walter Scott.

La chiesa associata al cimitero appartiene, come abbiamo detto, al ramo presbiteriano, “la chiesa di Scozia”, mentre quella adiacente, la Chiesa di San John, appartiene all’episcopalismo, cioè la religione anglicana. Oltre ai suoi monumenti funerari, questo cimitero deve alla sua ubicazione un ruolo di spicco in alcuni degli avvenimenti più importanti della storia di Edimburgo. Potremmo raccontare, ad esempio, come, alla fine del XVIII secolo, il drenaggio del Nor’ Loch (Lago Nord), che occupava l’area in cui oggi sorgono i Giardini di Princes Street e la stazione di Waverly, permise l’estensione del cimitero. Potremmo anche raccontare come, in quello stesso periodo, questo luogo fu teatro di centinaia di furti di cadaveri che venivano rivenduti come oggetti di studio, tanto che fu necessario assoldare dei guardiani notturni per impedire tale pratica finché nel 1830 il problema fu risolto con la legalizzazione della donazione dei corpi alla scienza medica.

6. Il Cimitero di Warriston (“Warriston Cemetery”)

Cimitero di Warriston a Edimburgo

Cimitero di Warriston. Fonte: Kim Traynor [CC BY-SA 2.0], via Wikimedia Commons

L’ultima tappa di questo insolito tour è dedicata a uno dei cimiteri meno conosciuti della città. Si trova in un piccolo quartiere periferico a nord di Edimburgo, Warriston, e occupa un’immensa estensione di terreno leggermente collinoso: parliamo di quasi 6 ettari. Oggi al suo interno troviamo migliaia di tombe che si sono andate accumulando nei circa due secoli dalla sua costruzione nel 1842. Progettato dallo stesso architetto artefice del Cimitero di Dean, David Cousin, questo cimitero è il luogo dell’eterno riposo di molti personaggi noti appartenenti alla nobiltà vittoriana ed edoardiana, tra cui il più famoso è Sir James Young Simpson, inventore dell’anestesia.

I cenotafi, i mausolei e le steli funerarie si mescolano armonicamente con la natura che li circonda dove spiccano bellissimi olmi dalle foglie rossastre e altri di una particolare specie inglese, il “Guernsey Elm”, che qui ancora sopravvive dopo che una pandemia distrusse la maggior parte degli esemplari. Un tempo questo era un cimitero privato, ma oggi è aperto al pubblico e si può visitare grazie al Comune che nel 1994 ha deciso di provvedere alla sua manutenzione, anche se alcune parti sono ormai in rovina e delle steli, seppellite dalla terra, non si vede più che un insieme di pietruzze irriconoscibili come tombe.

Il monumento più interessante del cimitero si trovava in un’accogliente cappella costruita nel 1895 e dedicata al Generale di Artiglieria di Bombay, Robertson. Il monumento era stato commissionato dalla figlia del generale e appariva come uno splendido santuario di marmo bianco al cui interno si poteva osservare la scultura di una donna reclinata avvolta in una coperta rossa da cui derivò il nome “the Tomb of the Red Lady” (la tomba della donna in rosso). Oggi non è più possibile vedere il monumento che essendo stato vittima di vandalismo, dovette essere demolito.

Speriamo che questa breve lista di cimiteri assolutamente da non perdere vi abbia potuto mostrare il ruolo dei cimiteri nel ramo protestante della religione cristiana e in particolare in Scozia, un ruolo così diverso da quello che hanno invece nel nostro paese. Qui, infatti, non sarete sorpresi di entrare in un cimitero e trovare qualcuno che fa un picnic, legge un buon libro o semplicemente si riposa dopo una giornata di lavoro, perché per loro è come essere in un parco, in un luogo dove non c’è assolutamente nulla da temere. Se poi scegliete di visitarli in un giorno buio e nuvoloso l’esperienza risulterà senza dubbio più interessante, dato che questi luoghi sono come dei pezzettini di storia custoditi in uno scenario lugubre, ma con una magia del tutto speciale. Se volete visitarli guidati da un esperto della storia dei cimiteri, partecipate all’itinerario notturno che vi offre Scozia Tour nel suo Tour dei Fantasmi di Edimburgo che parte alle 21.00 dal Royal Mile.